Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 ottobre 2020, n. 22489 – Ove vengano contestate al contribuente operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione finanziaria ha l’onere di provare, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l’ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta ed ove l’Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria

Ove vengano contestate al contribuente operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione finanziaria ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta ed ove l'Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 ottobre 2020, n. 22691 – Ricorre il vizio di omessa o apparente motivazione della sentenza allorquando il giudice di merito ometta ivi di indicare gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento ovvero li indichi senza un’approfondita loro disamina logica e giuridica, rendendo, in tal modo, impossibile ogni controllo sull’esattezza e sulla logicità del suo ragionamento

Ricorre il vizio di omessa o apparente motivazione della sentenza allorquando il giudice di merito ometta ivi di indicare gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento ovvero li indichi senza un'approfondita loro disamina logica e giuridica, rendendo, in tal modo, impossibile ogni controllo sull'esattezza e sulla logicità del suo ragionamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22507 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la “contabilità in nero”, costituita da appunti personali dell’imprenditore o comunque da documenti non transitati nella contabilità ufficiale, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, prescritti dall’art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la "contabilità in nero", costituita da appunti personali dell'imprenditore o comunque da documenti non transitati nella contabilità ufficiale, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, prescritti dall'art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22505 – Ogni ipotesi di difformità della notifica dal modello legale – fatta eccezione per i casi di assenza degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto quale notificazione -, ricadono nella categoria della nullità, sanabile con efficacia ex tunc per raggiungimento dello scopo

Ogni ipotesi di difformità della notifica dal modello legale - fatta eccezione per i casi di assenza degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto quale notificazione -, ricadono nella categoria della nullità, sanabile con efficacia ex tunc per raggiungimento dello scopo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22498 – Illegittimità di utilizzo ai fini IRES della rettifica corrispettivo sulla base di accertamento di adesione del cessionario ai fini dell’imposta di registro

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22498 Tributi - IRES - Cessione di ramo d’azienda - Rettifica corrispettivo sulla base di accertamento di adesione del cessionario ai fini dell’imposta di registro - Illegittimità Rilevato che La B. S.p.a. ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 3253/05/2015, depositata il 14.07.2015 dalla Commissione tributaria [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22476 – Ritenute fiscali su retribuzioni in “nero”. I verbali redatti dai funzionari degli enti previdenziali e assistenziali o dell’Ispettorato del Lavoro fanno piena prova solo dei fatti che i funzionari stessi attestino avvenuti in loro presenza e da loro compiuti

Ritenute fiscali su retribuzioni in "nero". I verbali redatti dai funzionari degli enti previdenziali e assistenziali o dell'Ispettorato del Lavoro fanno piena prova solo dei fatti che i funzionari stessi attestino avvenuti in loro presenza e da loro compiuti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22469 – IRAP, il mero riferimento alla “concessione” non è sufficiente al fine di ritenere sussistente la causa di esclusione dall’applicazione dell’agevolazione di cui all’art. 11, comma 2, lett. a) del d. d.lgs. n. 446/1997, occorrendo che il termine “concessione” ivi adoperato debba intendersi con riferimento alla concessione traslativa

IRAP, il mero riferimento alla "concessione" non è sufficiente al fine di ritenere sussistente la causa di esclusione dall'applicazione dell'agevolazione di cui all'art. 11, comma 2, lett. a) del d. d.lgs. n. 446/1997, occorrendo che il termine "concessione" ivi adoperato debba intendersi con riferimento alla concessione traslativa

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