CIVILE – CASSAZIONE

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32506 – Legittimità dell’iscrizione d’ufficio disposta dall’Inps presso la Gestione separata dell’iscritto all’Albo professionale ma non alla Cassa dei dottori commercialisti

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32506 Dottore commercialista - Contestuale attività di lavoro dipendente - Iscrizione all'Albo professionale ma non alla Cassa dei dottori commercialisti - Iscrizione d'ufficio disposta dall'Inps presso la Gestione separata - Legittimità Fatti di causa 1. Con sentenza n. 174 del 2016, la Corte d'Appello di Caltanissetta [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 dicembre 2018, n. 31989 – In tema di compensi professionali da liquidare agli avvocati appartenenti al ruolo professionale degli enti “parastatali”, la misura delle somme da corrispondere per onorari e diritti giudizialmente liquidati deve essere comprensiva di tutti gli oneri contributivi al lordo, anche di quelli cd. riflessi di competenza del datore di lavoro, principio che deve essere qui ribadito, per le ragioni tutte indicate nella motivazione delle sentenze sopra richiamate, da intendersi qui trascritte ex art. 118 disp. att. cod. proc. civ.

in tema di compensi professionali da liquidare agli avvocati appartenenti al ruolo professionale degli enti "parastatali", la misura delle somme da corrispondere per onorari e diritti giudizialmente liquidati deve essere comprensiva di tutti gli oneri contributivi al lordo, anche di quelli cd. riflessi di competenza del datore di lavoro, principio che deve essere qui ribadito, per le ragioni tutte indicate nella motivazione delle sentenze sopra richiamate, da intendersi qui trascritte ex art. 118 disp. att. cod. proc. civ.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 dicembre 2018, n. 31347 – Presupposti per l’indennità risolutiva e suppletiva di clientela a seguito di recesso del contratto di agenzia

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 04 dicembre 2018, n. 31347 Contratto di agenzia - Risoluzione - Indennità risolutiva e suppletiva di clientela - Presupposti Fatto Con sentenza del 28 giugno 2014, la Corte d'appello di Brescia rigettava le domande di G.M.G. di pagamento di indennità sostitutiva del preavviso e di indennità ai sensi dell'art. 1751 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30911 – Elemento costitutivo di carattere giuridico dell’associazione riconosciuta e munita di autonomia patrimoniale ed irrilevanza della mancata contestazione della natura dell’associazione –

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 novembre 2018, n. 30911 Fondazione ENPAIA - Contributi - Opposizione a decreto ingiuntivo - Associazione riconosciuta e munita di autonomia patrimoniale - Elemento costitutivo di carattere giuridico - Irrilevanza della mancata contestazione della natura dell’associazione - Esclusa la corresponsabilità del proprio per le obbligazioni Fatti di causa 1. La [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30903 – Indennità di cessazione del rapporto del rapporto di agenzia – L’inosservanza del divieto di introdurre una domanda nuova in appello, e, correlativamente, dell’obbligo del giudice di secondo grado di non esaminare nel merito tale domanda, ai sensi dell’art. 345 c.p.c. è rilevabile in sede di legittimità anche d’ufficio, in quanto attinente alla garanzia del doppio grado di giurisdizione

Indennità di cessazione del rapporto del rapporto di agenzia - L'inosservanza del divieto di introdurre una domanda nuova in appello, e, correlativamente, dell'obbligo del giudice di secondo grado di non esaminare nel merito tale domanda, ai sensi dell'art. 345 c.p.c. è rilevabile in sede di legittimità anche d'ufficio, in quanto attinente alla garanzia del doppio grado di giurisdizione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 novembre 2018, n. 30168 – La responsabilità del prestatore di opera intellettuale, nei confronti del proprio cliente, per negligente svolgimento dell’attività professionale presuppone la prova, da parte di costui, del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente

la responsabilità del prestatore di opera intellettuale, nei confronti del proprio cliente, per negligente svolgimento dell'attività professionale presuppone la prova, da parte di costui, del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente, formando oggetto di un accertamento che non è sindacabile in sede di legittimità, se correttamente motivato

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 novembre 2018, n. 29778 – L’interpretazione del titolo esecutivo consistente in una sentenza passata in giudicato compiuta dal giudice dell’opposizione a precetto o all’esecuzione si risolve nell’apprezzamento di un “fatto”, come tale incensurabile in sede di legittimità se esente da vizi logici o giuridici

L'interpretazione del titolo esecutivo consistente in una sentenza passata in giudicato compiuta dal giudice dell'opposizione a precetto o all'esecuzione si risolve nell'apprezzamento di un "fatto", come tale incensurabile in sede di legittimità se esente da vizi logici o giuridici, senza che possa diversamente opinarsi alla luce dei poteri di rilievo officioso e di diretta interpretazione del giudicato esterno da parte del giudice di legittimità, atteso che, in sede di esecuzione, la sentenza passata in giudicato, pur ponendosi come "giudicato esterno" (in quanto decisione assunta fuori dal processo esecutivo), non opera come decisione della controversia, bensì come titolo esecutivo e, pertanto, al pari degli altri titoli esecutivi, non va intesa come momento terminale della funzione cognitiva del giudice, bensì come presupposto fattuale dell'esecuzione, ossia come condizione necessaria e sufficiente per procedere ad essa

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