PENALE – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 38810 depositata il 22 agosto 2018 – Nel reato di omesso versamento delle ritenute certificate, la situazione di difficoltà finanziaria dell’imprenditore non costituisce causa di forza maggiore che esclude la responsabilità prevista dall’art.10 bis del D. Lgs. n. 74 del 2000 – La causa di non punibilità dell’art. 131-bis cod. pen. è applicabile solo ad un’omissione vicinissima alla soglia di punibilità

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 38810 depositata il 22 agosto 2018 Reati tributari - Omesso versamento di ritenute certificate - Superamento della soglia di punibilità - Responsabilità del legale rappresentante della società - Precedente giurisprudenziale di assoluzione - Obbligo di applicazione ad annualità successive - Esclusione Ritenuto in fatto 1. Con sentenza in [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 39413 depositata il 3 settembre 2018 – La causa di non punibilità della “particolare tenuità del fatto” è di certo applicabile ai reati di omissione di versamenti contributivi, per i quali il legislatore abbia fissato una soglia di punibilità, solo se gli importi omessi superano di poco l’ammontare di tale soglia

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 39413 depositata il 3 settembre 2018 Inps - Omesso versamento delle ritenute assistenziali e previdenziali operate sulle retribuzioni dei dipendenti - Reiterazione di condotte - Soglia di punibilità Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 12/7/2017, la Corte di appello di Milano, in parziale riforma della pronuncia emessa [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 39318 depositata il 31 agosto 2018 – Il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione è configurabile quando è accertato che le concrete modalità di conservazione siano idonee a determinare il pericolo di un danno o deterioramento dell’alimento, senza che rilevi a tal fine la produzione di un danno alla salute

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 39318 depositata il 31 agosto 2018 RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 06/10/2016, il Tribunale di Salerno dichiarava Leone Maddalena responsabile del reato di cui all'art. 5 comma 1 lett. b) I 283/1962- perché quale legale rappresentante dell'Azienda Agriturismo Agricola Villa Lupara  deteneva per la successiva distribuzione [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 39324 depositata il 31 agosto 2018 – In tema di infortuni sul lavoro la posizione di garanzia grava anche su colui che, non essendone formalmente investito, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti al datore di lavoro e ad altri garanti ivi indicati, sicché l’individuazione dei destinatari degli obblighi posti dalle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro deve fondarsi non già sulla qualifica rivestita, bensì sulle funzioni in concreto esercitate

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 39324 depositata il 31 agosto 2018 RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 26/10/2017, il Tribunale di Messina dichiarava VM e BS colpevoli della contravvenzione di cui all'art. 71, comma 1, d. lgs. 9/4/2008, n. 81, loro rispettivamente ascritta, e li condannava ciascuno alla pena di seimila euro [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 13107 depositata il 21 marzo 2018 – L’istituto dell’abuso del diritto di cui alla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 10-bis, che, per effetto della modifica introdotta dal D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 128, art. 1, esclude ormai la rilevanza penale delle condotte ad esso riconducibili, ha applicazione solo residuale rispetto alle disposizioni concernenti comportamenti fraudolenti, simulatori o comunque finalizzati alla creazione e all’utilizzo di documentazione falsa di cui al D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, cosicché esso non viene mai in rilievo quando i fatti in contestazione integrino le fattispecie penali connotate da tali elementi costitutivi

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 13107 depositata il 21 marzo 2018 DICHIARAZIONE INFEDELE - COMPRAVENDITA SIMULATA - ELEMENTI PASSIVO FITTIZIO NELLA DICHIARAZIONE ANNUALE IRES - SUSSISTE - ABUSO DEL DIRITTO PENALMENTE IRRILEVANTE - NON SUSSISTE RITENUTO IN FATTO 1. A.F. ha proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Catania in data [...]

Corte di Cassazione, Sezioni Unite penale, sentenza n. 36072 depositata il 27 luglio 2018 – Il decreto di sequestro (così come il decreto di convalida di sequestro) probatorio, anche ove abbia ad oggetto cose costituenti corpo di reato, deve contenere una specifica motivazione sulla finalità perseguita per l’accertamento dei fatti è dunque ben possibile ragionare in termini di “facoltatività” del sequestro, in tal modo dovendosi dissentire da quelle decisioni che, invece, hanno privilegiato una lettura dello strumento come di natura “obbligatoria”

Corte di Cassazione, Sezioni Unite penale, sentenza n. 36072 depositata il 27 luglio 2018 RITENUTO IN FATTO 1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro ha proposto ricorso per cassazione avverso la ordinanza in epigrafe indicata con cui lo stesso Tribunale, in accoglimento della richiesta di riesame del decreto di convalida del sequestro [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 10416 depositata il 7 marzo 2018 – In presenza di condotte puramente elusive ai fini fiscali non è configurabile il reato di dichiarazione infedele poiché l’articolo 10 bis, comma 13, della legge 212/2000 esclude che operazioni esistenti e volute, anche se prive di sostanza economica e tali da realizzare vantaggi fiscali indebiti

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 10416 depositata il 7 marzo 2018 DICHIARAZIONE INFEDELE - CONDOTTE ELUSIVE - NON SUSSISTE RITENUTO IN FATTO 1. Con decreto dell'8.11.2016, il GIP del Tribunale di Monza disponeva il sequestro preventivo, partitamente: a) fino alla somma di euro 2.319.259,95, in relazione ai reati di cui agli artt. 3 [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 39049 depositata il 28 agosto 2018 – In tema di reati tributari, il termine dilatorio di novanta giorni, concesso al contribuente – ai sensi dell’art. 5, comma 2, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 – per presentare la dichiarazione dei redditi successivamente alla scadenza del termine ordinario, non si configura quale elemento di una causa di non punibilità, ma costituisce un termine ulteriore per adempiere all’obbligo dichiarativo

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 39049 depositata il 28 agosto 2018 Amministratore - Violazioni - Evasione d’imposta - Omessa dichiarazione - Reati penali Ritenuto in fatto 1. Con l'impugnata sentenza, la Corte d'appello di Milano confermava la decisione resa dal Tribunale di Milano, la quale aveva condannato P.V. e G.O. alla pena di [...]

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