PROCEDURE CONCORSUALI e SOCIETA’ – GIURISPRUDENZA

Corte di Cassazione sentenza n. 9290 depositata il 16 aprile 2018 – In tema di revocatoria fallimentare, nel caso in cui dopo la revoca dell’ammissione del debitore al concordato preventivo si frapponga un intervallo di tempo prima della sua dichiarazione di fallimento, non è esclusa la consecuzione delle procedure concorsuali e, quindi, la retrodatazione del termine iniziale del periodo sospetto al momento della detta ammissione, purché si tratti di un intervallo di estensione non irragionevole

Corte di Cassazione sentenza n. 9290 depositata il 16 aprile 2018 FALLIMENTO - EFFETTI SUGLI ATTI PREGIUDIZIEVOLI AI CREDITORI - AZIONE REVOCATORIA FALLIMENTARE - PRINCIPIO DELLA CONSECUZIONE DI PROCEDURE - EFFETTI - RETRODATAZIONE DEL PERIODO SOSPETTO - INTERVALLO TEMPORALE - RILEVANZA - FATTISPECIE FATTO E DIRITTO 1.- La s.r.l. Grotto Calcestruzzi ricorre per cassazione nei [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 9346 depositata il 16 aprile 2018 – Per le società di persone composta da due soli soci, per effetto del coordinamento tra l’art. 2284 c.c. e 2272 n. 4 c.c., in caso di morte di un socio, la mancata ricostituzione della pluralità dei soci nel termine di sei mesi va considerata come condicio iuris priva di efficacia retroattiva, sicché in difetto di detta ricostituzione lo scioglimento della società si verifica alla scadenza del semestre in pendenza del quale il socio superstite, oltre ad optare per la ricostituzione, può scegliere tra le diverse alternative di cui all’art. 2384 c.c.

Corte di Cassazione sentenza n. 9346 depositata il 16 aprile 2018 SOCIETA' DI PERSONE FISICHE - SOCIETA' IN NOME COLLETTIVO - SCIOGLIMENTO - LIQUIDAZIONE - SOCIETA' COSTITUITA DA DUE SOLI SOCI - MORTE DI UNO DI ESSI - EREDI DEL SOCIO DEFUNTO - DIRITTO DEL SOCIO SUPERSTITE A DELIBERARE LA LIQUIDAZIONE DELLA SOCIETA' - CONSEGUENZE [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 9365 depositata il 16 aprile 2018 – Nel contratto di conto corrente bancario, la banca che assuma di essere creditrice del cliente ha l’onere di produrre in giudizio i relativi estratti conto a partire dalla data della sua apertura, non potendo pretendere l’azzeramento delle eventuali risultanze del primo degli estratti utilizzabili, in quanto ciò comporterebbe l’alterazione sostanziale del medesimo rapporto, che vede nella banca l’esecutrice degli ordini impartiti dal cliente, i quali si concretizzano in operazioni di prelievo e di versamento ma non integrano distinti e autonomi rapporti di debito e credito tra cliente e banca,rispetto ai quali quest’ultima possa rinunciare azzerando il primo saldo.

Corte di Cassazione sentenza n. 9365 depositata il 16 aprile 2018 CONTRATTI BANCARI - OPERAZIONI BANCARIE IN CONTO CORRENTE - NOZIONE, CARATTERI, DISTINZIONI - SALDO PASSIVO CONTO CORRENTE BANCARIO - PROVA DEL CREDITO DELLA BANCA - PRODUZIONE DEGLI ESTRATTI CONTO - DALLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO - NECESSITA' - FONDAMENTO FATTI DI CAUSA Il Credito emiliano [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 9378 depositata il 16 aprile 2018 – La proposta di concordato preventivo, ove intenda prevedere la suddivisione in classi, deve necessariamente conformarsi ai due criteri fissati dal legislatore alla L. Fall., art. 160, comma 1, lett. c), costituiti dall’omogeneità delle posizioni giuridiche e degli interessi economici.

Corte di Cassazione sentenza n. 9378 depositata il 16 aprile 2018 FALLIMENTO - CONCORDATO PREVENTIVO - APPROVAZIONE - OMOLOGAZIONE - FORMAZIONE DI CLASSI DI CREDITORI - OMOGENEITA' DELLE POSIZIONI GIURIDICHE E DEGLI INTERESSI ECONOMICI - ESAME CONGIUNTO DEI DETTI CRITERI - NECESSITA' - VALUTAZIONE IN FATTO RISERVATA AL GIUDICE DI MERITO - SINDACATO IN SEDE [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 9074 depositata il 12 aprile 2018 – In sede di accertamento dello stato passivo, la mancanza di data certa del contratto prodotto quale prova del credito comporta l’inopponibilità al fallimento delle clausole riportate sulla relativa documentazione, ma ciò non esclude che possa risultare provata la corresponsione di una o più somme da parte del creditore e, quindi, sia la sussistenza di un suo corrispondente credito di restituzione in linea capitale, sia la stessa natura contrattuale del credito

Corte di Cassazione sentenza n. 9074 depositata il 12 aprile 2018 FALLIMENTO - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - AMMISSIONE AL PASSIVO - CREDITO DOCUMENTATO DA SCRITTURA PRIVATA NON AVENTE DATA CERTA - INOPPONIBILITA' DELLA SCRITTURA AL CURATORE - LIMITI - FATTISPECIE FATTO E DIRITTO 1.- La s.p.a. Cassa di Risparmio del Veneto ricorre per cassazione nei [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 9010 depositata il 11 aprile 2018 – A seguito del fallimento del promittente venditore non è improcedibile l’azione di cui all’art. 2932 c.c. per ottenere l’esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto da parte del promissario acquirente

Corte di Cassazione sentenza n. 9010 depositata il 11 aprile 2018 FALLIMENTO - ORGANI - CURATORE - POTERI - RAPPRESENTANZA GIUDIZIALE - AZIONE EX ART. 2932 COD. CIV. - FALLIMENTO DEL PROMITTENTE VENDITORE - INAMMISSIBILITA' O IMPROCEDIBILITA' DELLA DOMANDA - ESCLUSIONE - FONDAMENTO - CONSEGUENZE RILEVATO IN FATTO che: con sentenza n. 198 del 2014 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 giugno 2018, n. 16365 – In tema di notifiche telematiche nei procedimenti civili, compresi quelli fallimentari, la ricevuta di avvenuta consegna (cd. RAC), rilasciata dal gestore di posta elettronica certificata del destinatario, costituisce documento idoneo a dimostrare, fino a prova contraria, che il messaggio informatico è pervenuto nella casella di posta elettronica del destinatario medesimo

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 giugno 2018, n. 16365 Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Dichiarazione di fallimento - Convocazione udienza prefallimentare - Notifica tramite PEC - Indirizzo PEC dichiarato alla Camera di Commercio - Indirizzo errato - Validità della notifica Ragioni di fatto e di diritto della decisione 1. La curatela [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 9017 depositata il 11 aprile 2018 – Nel caso in cui il curatore ricorra alle modalità di vendita prefissate dal codice di procedura civile divengono applicabili alla liquidazione le sole norme previste dal codice di rito

Corte di Cassazione sentenza n. 9017 depositata il 11 aprile 2018 FALLIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'ATTIVO - VENDITA DI IMMOBILI - RICORSO DA PARTE DEL CURATORE ALLE MODALITA' DI VENDITA PREFISSATE DAL CODICE DI PROCEDURA CIVILE - POTERI DI SOSPENSIONE - CONFIGURABILITA' - ESCLUSIONE - FONDAMENTO - APPLICABILITA' DELL'ART. 584 C.P.C. - CONSEGUENZE FATTI DI CAUSA [...]

Torna in cima