TRIBUTI – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32441 – Qualora la notificazione sia stata effettuata nelle forme prescritte dall’art. 140 cod. proc. civ., ai fini della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio, è necessaria la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario abbia dato notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui al suddetto articolo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32441 Accertamento fiscale - Cartella di pagamento - Notifica Fatti di causa 1. M.A., titolare di una farmacia, proponeva ricorso dinanzi alla Commissione tributaria provinciale avverso la cartella esattoriale a lui notificata, per l’anno 2004, ai fini Irpef, deducendo di non avere mai ricevuto il precedente [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 dicembre 2018, n. 33610 – In tema di deducibilità dei costi, l’inerenza, desumibile dall’art. 109, comma 5, del d.P.R. n. 917 del 1986, deve essere riferita all’oggetto sociale dell’impresa, in quanto non integra un nesso di tipo utilitaristico tra costo e ricavo, bensì una correlazione tra costo ed attività di impresa, anche solo potenzialmente

In tema di deducibilità dei costi, l'inerenza, desumibile dall'art. 109, comma 5, del d.P.R. n. 917 del 1986 (in precedenza, art. 75, comma 5, del detto decreto), deve essere riferita all'oggetto sociale dell'impresa, in quanto non integra un nesso di tipo utilitaristico tra costo e ricavo, bensì una correlazione tra costo ed attività di impresa, anche solo potenzialmente capace di produrre reddito imponibile, ma - a differenza di quanto avviene ai fini della detrazione dell'IVA, rispetto alla quale il concetto ha valenza esclusivamente qualitativa - nelle imposte dirette l'antieconomicità di una spesa, ossia la sproporzione sul piano quantitativo, può costituire significativo sintomo della non inerenza della stessa» e da Cass. n. 12738 del 23/05/2018 :«In tema di deducibilità dei costi ai fini fiscali, devono essere esclusi dai componenti negativi del reddito d'impresa gli accantonamenti per la copertura del rischio inerente il contratto di interest rate swap, quando la società non operi nel settore creditizio o finanziario, in ragione dell'insussistenza del requisito dell'inerenza del costo che non può essere correlato alla mera idoneità dell'operazione a produrre reddito, dovendo essere riferibile all'oggetto dell'attività di impresa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 dicembre 2018, n. 33596 – Per la società consortile, costituita dalle imprese operanti in raggruppamento temporaneo per l’esecuzione di un contratto di appalto pubblico, e non svolgente attività commerciale autonoma, i costi sostenuti dalla società per l’esecuzione dell’appalto devono essere ribaltati integralmente sulle imprese consorziate e fatturati nello stesso esercizio in cui detti costi sono stati sostenuti, nel rispetto del principio di competenza

nel caso di una società consortile, costituita dalle imprese operanti in raggruppamento temporaneo per l'esecuzione di un contratto di appalto pubblico, e non svolgente attività commerciale autonoma, i costi sostenuti dalla società per l'esecuzione dell'appalto devono essere ribaltati integralmente sulle imprese consorziate e fatturati nello stesso esercizio in cui detti costi sono stati sostenuti, nel rispetto del principio di competenza, potendo l'imputazione di un determinato costo ad un esercizio anziché ad un altro comportare, in astratto, l'alterazione dei risultati della dichiarazione, mediante i meccanismi di compensazione dei ricavi e dei costi nei singoli esercizi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 gennaio 2019, n. 44 – Illegittimo il diniego di rimborso poiché non vi era alcuna necessità di presentare una dichiarazione integrativa

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 gennaio 2019, n. 44 Tributi - Irpef e addizionale regionale - Istanza di rimborso Fatti di causa 1. La Commissione tributaria regionale per la Puglia in Bari, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato illegittimo il diniego di rimborso n. prot. 2008104612 notificato a E.E.P.C. in riferimento [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 gennaio 2019, n. 42 – Corretta rilevazione nel bilancio delle le somme appostate nel prospetto di bilancio redatto al 31 dicembre e relative a sinistri che siano stati definiti, riconosciuti inesistenti o non onerosi successivamente a tale data, ma entro l’approvazione di bilancio

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 gennaio 2019, n. 42 Accertamento a rettifica delle dichiarazioni Irpeg, Ires e Irap - Attività di assicurazione rischi per danni Rilevato che a seguito di pvc redatto il 24 novembre 2005, la contribuente era destinataria 24 ottobre 2008 di due avvisi di accertamento a rettifica delle dichiarazioni Irpeg, Ires [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 gennaio 2019, n. 41 – L’aggio abbia natura retributiva e non fiscale, donde non sconta il parametro all’art. 53 della Carta, né può essere considerato di natura sanzionatoria e accessoria al tributo

a fatta una premessa di carattere preliminare. Come osservato da autorevole dottrina, benché la situazione del contribuente sia per certi aspetti affine a quella di qualsiasi debitore di una somma di danaro, il pagamento dei tributi non è affatto improntato alla informalità di solito esistente nei rapporti tra privati. L'amministrazione finanziaria è organizzata burocraticamente, deve gestire milioni di operazioni, ed in questo contesto anche vicende molto semplici se considerate individualmente, quali incassare un assegno o emettere una ricevuta, pongono grandi problemi organizzativi se effettuate su larga scala. L'organizzazione della riscossione richiede pertanto dei costi da sopportare ed il problema di stabilire da chi debbano essere sopportati. Donde la necessità di una disciplina relativa alla riscossione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 31 dicembre 2018, n. 33677- Ai fini della ritualità della notifica, non rileva il momento in cui l’atto è stato recapitato al portiere bensì la data di spedizione; neppure può trovare fondamento la censura secondo la quale, essendo il socio stato contumace in sede di appello, sarebbe stata inefficace l’elezione di domicilio fatta in primo grado

ai fini della ritualità della notifica, non rileva il momento in cui l'atto è stato recapitato al portiere bensì la data di spedizione; neppure può trovare fondamento la censura secondo la quale, essendo il socio stato contumace in sede di appello, sarebbe stata inefficace l'elezione di domicilio fatta in primo grado

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