
Legittima l’istanza di rimborso delle maggiori imposte, anche in mamcanza della dichiarazione integrativa, in presenza di utili fittizi
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15211 depositata il 30 maggio 2023, intervenendo in tema di rimborso di imposte versate a seguito di assolvimento indebito del tributo, ha statuito che "... il contribuente che abbia, in dichiarazione, assoggettato propri redditi ad imposta che ritiene non dovuta e provveduto al relativo versamento, in via di autotassazione, può chiederne in linea di principio la restituzione nel termine previsto dall’art. 38 del d.P.R. n. 602 del 1973 non essendo ciò precluso dalla mancanza di una dichiarazione integrativa e non avendo tale comportamento valore di una scelta negoziale e volontaria. ..." La vicenda ha riguardato una società per azione, in amministrazione straordinaria, che aveva presentato una istanza di rimborso delle maggior imposte versate in conseguenza dell’evidenziazione in bilancio di utili fittizi confluiti nella dichiarazione dei redditi e [...]
La legittimazione processuale a proporre appello compete solo a chi abbia assunto la veste di parte nel giudizio di merito
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 28131 depositata il 5 ottobre 2023, intervenendo in tema legittimazione processuale, ha ribadito che "... La legittimazione a proporre l’impugnazione, o a resistere ad essa, spetta solo a chi abbia assunto la veste di parte nel giudizio di merito, secondo quanto risulta dalla decisione impugnata, tenendo conto sia della motivazione che del dispositivo, a prescindere dalla sua correttezza e corrispondenza alle risultanze processuali nonché alla titolarità del rapporto sostanziale, purché sia quella ritenuta dal giudice nella sentenza della cui impugnazione si tratta. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il corrispondente motivo di ricorso ritenendo che l’Agenzia delle entrate, pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado, era comunque legittimata a proporre appello in ragione della sua qualificazione come parte desumibile dalla sentenza impugnata e che, peraltro, dato [...]
Le perdite su crediti sono deducibili nel periodo di imposta in cui si acquista certezza che questi non possono più essere soddisfatti
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27352 depositata il 26 settembre 2023, intervenendo in tema di deducibilità delle perdite su crediti, ha ribadito che "... in tema di imposte sui redditi di impresa, l'art. 66, comma 3, TUIR - al quale è connesso per quanto qui interesse l'art. 75 TUIR, ambedue nella formulazione vigente ratione temporis - va interpretato nel senso che il periodo di competenza per operare correttamente la deduzione delle perdite sui crediti deve coincidere con quello in cui si acquista certezza che questi non possono più essere soddisfatti, materializzandosi in tale momento gli elementi "certi e precisi" della loro irrecuperabilità. Diversamente, infatti, si rimetterebbe all'arbitrio del contribuente la scelta del periodo d'imposta più vantaggioso per operare la deduzione, snaturando la regola espressa dal principio di competenza, che rappresenta invece criterio inderogabile [...]
Interessi usurari: anche quelli sopraggiunti sono importi indebiti
La Corte di Cassazione con l'ordinanzan.za n. 27545 depositata il 28 settembre 2023, intervenendo in tema di interessi usurari, ha affermato che "... in caso di azione giudiziaria con la quale si contesta mediante dettagliata relazione peritale l’applicazione di saggi di interesse illegittimi nel corso di rapporti bancari, per l’istituto bancario convenuto, che intenda contestare il computo dei saggi, non è sufficiente una contestazione generica, che faccia riferimento all’art. 115 c.p.c., ma è necessaria l’indicazione dei saggi che, in tesi difensiva, sarebbero stati effettivamente applicati ..." I giudici di legittimità, in contrasto con la sentenza n. 24675 del 2017, hanno affermato quanto sopra riportato, alla luce di quanto "... le Sezioni Unite con sentenza n. 7294/17 hanno statuito che: <<Nei contratti di mutuo, allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento [...]
Inammissibile il ricorso avverso accertamento con adesione, salvo errori in fase di liquidazione
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 26818 depositata il 19 settembre 2023, intervenendo in tema di accertamento con adesione, ha ribadito che "... una volta che sia stato definito l'accertamento con adesione, ai sensi del d.lgs. n. 218 del 1997, con fissazione anche del quantum debeatur, al contribuente non resta che eseguire l'accordo, mediante il versamento di quanto da esso previsto, risultando normativamente esclusa la possibilità di impugnare simile accordo e, a maggior ragione, l'atto impositivo oggetto della transazione, il quale conserva efficacia, ma solo a garanzia del Fisco, sino a quando non sia stata interamente eseguita l'obbligazione scaturente dal concordato. È, quindi, inammissibile il ricorso contro l'avviso di accertamento proposto dopo la firma del concordato fiscale (cfr. Cass. n. 25497 del 2022, Cass. n. 15980 del 2020, Cass. n. 10086 del 2009). L'adesione [...]
Assume efficacia erga omnes solo il contratto collettivo regolato dall’articolo 8 del D.L. n. 138 del 2021
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 27806 depositata il 2 ottobre 2023, intervenendo in tema di contratti collettivi, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... l'efficacia generale degli accordi aziendali è tendenziale - in ragione dell'esistenza di interessi collettivi della comunità di lavoro nell'azienda, i quali richiedono una disciplina unitaria -, trovando un limite nell'espresso dissenso di lavoratori o associazioni sindacali; limite coessenziale alla riconducibilità anche di tali accordi, non diversamente da quelli nazionali o territoriali, a un sistema di contrattazione collettiva fondato su principi privatistici e sulla rappresentanza negoziale - non già legale o istituzionale - delle organizzazioni sindacali. L'accordo aziendale ordinario, quindi, non estende la sua efficacia anche nei confronti dei lavoratori e delle associazioni sindacali che, in occasione della stipulazione dell'accordo stesso, siano espressamente dissenzienti. Il loro dichiarato dissenso [...]
IMU ed altri tributi locali: per l’omessa presentazione della dichiarazione per più annualità trova applicazione il principio di continuazione di cui all’art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27022 depositata il 21 settembre 2023, intervenuta in tema di IMU, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... in tema d'ICI, l'omessa denuncia dell'immobile deve essere sanzionata per tutte le annualità per cui si protrae in quanto, ai sensi dell'art. 10, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992, a ciascuno degli anni solari corrisponde un'autonoma obbligazione che rimane inadempiuta, non solo, per il versamento dell'imposta, ma anche per l'adempimento dichiarativo, fermo restando che, trattandosi di violazioni della stessa indole commesse in periodi d'imposta diversi, si applica la sanzione base aumentata dalla metà al triplo, secondo l'istituto della continuazione ex art. 12, comma 5, del d. lgs. n. 472 del 1997 (Cass. Sez.5, n. 18230/2016, Rv. 641050 - 01). Da tale principio deriva che non può essere [...]
Responsabilità amministrativa, di cui al D.Lgs. n. 231/2001, dell’ente per infortunio sul lavoro anche se la violazione ha comportato limitati risparmi di spesa
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 39129 depositata il 26 settembre 2023, intervenendo in tema di infortunio e responsabilità dell'ente di cui al d.lgs. 231/2001, ha ribadito che "... in tema di responsabilità amministrativa degli enti derivante dal reato di lesioni personali aggravate dalla violazione della disciplina antinfortunistica, il criterio di imputazione oggettiva dell'interesse può sussistere anche in relazione a una trasgressione isolata dovuta ad un'iniziativa estemporanea, senza la necessità di provare la natura sistematica delle violazioni antinfortunistiche, allorchè altre evidenze fattuali dimostrino il collegamento finalistico tra la violazione e l'interesse dell'ente (Sez. 4, n. 12149 del 24/03/2021, Rodenghi, Rv. 280777-01). ..." La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata che a causa del delitto di cui all'art. 590 c.p. - commesso dal legale rappresentante della società, come datore di lavoro, committente [...]