
E’ legittimo il licenziamento per mancata esecuzione di determinati compiti, in quanto tali omissioni integrano la mancata esecuzione della prestazione lavorativa
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 30427 depositata il 2 novembre 2023, intervenendo in tema di licenziamenti, ha ribadito che la "... “mancata esecuzione” di determinati e specifici compiti [costituiscono] vere e proprie condotte omissive, violative di precisi obblighi giuridici positivi, ossia di fare. Pertanto integrano non una “esecuzione negligente”, bensì la “mancata esecuzione” di prestazioni lavorative. ..." La vicenda ha riguardato un lavoratore, le cui mansioni erano di responsabile di alcuni punti vendita della società, licenziato dal datore di lavoro per l'omessa esecuzione dei compiti che doveva eseguire. Il dipendente impugnava il provvedimento di espulsione. Il Tribunale adito al termine della fase c.d. sommaria del rito introdotto dalla legge n. 92/2012, accoglieva l’impugnazione, ordinava la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e condannava la società al pagamento dell’indennità risarcitoria, liquidata in dodici [...]
Processo tributario: ricorso in cassazione e rispetto del principio di chiarezza e sinteticità espositiva
Ai sensi dell'art. 366 c.p.c. , come modificato dalla riforma Cartabia (legge n. 149/2022), " Il ricorso deve contenere, a pena di inammissibilità: 1) l'indicazione delle parti(1); 2) l'indicazione della sentenza o decisione impugnata(2); 3) la chiara esposizione dei fatti della causa essenziali alla illustrazione dei motivi di ricorso(3); 4) la chiara e sintetica esposizione dei motivi per i quali si chiede la cassazione, con l'indicazione delle norme di diritto su cui si fondano(4); 5) l'indicazione della procura, se conferita con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo decreto; 6) la specifica indicazione, per ciascuno dei motivi, degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il motivo si fonda e l'illustrazione del contenuto rilevante degli stessi(5)(8). Nel caso previsto nell'articolo 360, secondo comma(7), l'accordo delle parti deve risultare [...]
In tema di IMU la qualità di pertinenza fonda sul criterio fattuale e cioè sulla destinazione effettiva e concreta della cosa al servizio o ornamento di un’altra, secondo la relativa definizione contenuta nell’art. 817 c.c.
In tema di IMU la qualità di pertinenza fonda sul criterio fattuale e cioè sulla destinazione effettiva e concreta della cosa al servizio o ornamento di un'altra, secondo la relativa definizione contenuta nell'art. 817 c.c.
Il giudice può disporre il dissequestro delle somme per il pagamento dei tributi calcolate sul profitto di attività illecite
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40415 depositata il 4 ottobre 2023, intervenendo in tema di dissequestro dei conti correnti, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... il giudice della cautela può autorizzare «il dissequestro parziale delle somme sottoposte a sequestro preventivo finalizzato alla confisca, per consentire all'ente di pagare le imposte dovute sulle medesime quale profitto di attività illecite, quando l'entità del vincolo reale disposto, pur legittimamente determinato in misura corrispondente al prezzo o al profitto del reato, rischi di determinare, anche in ragione dell'incidenza dell'obbligo tributario, già prima della definizione del processo, la cessazione definitiva dell'esercizio dell'attività dell'ente (...) alla stringente condizione della dimostrazione di un sequestro finalizzato alla confisca che, nella sua concreta dimensione afflittiva, metta in pericolo la operatività corrente e, dunque, la sussistenza stessa del [...]
Impianti audiovisivi senza autorizzazione posti a tutela del patrimonio aziendale per la configurabilità del reato occorre un significativo controllo sull’ordinario svolgimento dell’attività lavorativa dei dipendenti
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 46188 depositata il 16 novembre 2023, intervenendo in tema di violazione di cui all'art. 4 della legge n. 300/1970, ha ribadito il seguente principio di diritto secondo cui "... non è configurabile la violazione della disciplina di cui agli artt. 4 e 38 legge n. 300 del 1970 - tuttora penalmente sanzionata in forza dell'art. 171 d.lgs. n. 196 del 2003, come modificato dalla legge n. 101 del 2018 - quando l'impianto audiovisivo o di controllo a distanza, sebbene installato sul luogo di lavoro in difetto di accordo con le rappresentanze sindacali legittimate o di autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro, sia strettamente funzionale alla tutela del patrimonio aziendale, sempre che il suo utilizzo non implichi un significativo controllo sull'ordinario svolgimento dell'attività lavorativa dei dipendenti o [...]
Licenziamento: per il repechage è imprescindibile la valutazione delle declaratorie del CCNL
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31561 depositata il 13 novembre 2023, intervenendo in tema di licenziamento e del rispetto dell’obbligo di repêchage, ha ribadito che "... nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il riferimento ai livelli di inquadramento predisposti dalla contrattazione collettiva non può rappresentare una circostanza muta di significato, ma, anzi, costituisce un elemento che il giudice dovrà valutare per accertare in concreto se chi è stato licenziato fosse o meno in grado - sulla base di circostanze oggettivamente verificabili addotte dal datore ed avuto riguardo alla specifica formazione ed alla intera esperienza professionale del dipendente – di espletare le mansioni di chi è stato assunto ex novo, sebbene inquadrato nello stesso livello o in livello inferiore ..." La vicenda ha riguardato una lavoratrice che svolgeva, in un bar, le [...]
I dipendenti part-time vanno considerati, ai fini IRAP per il requisito dell’autonoma organizzazione, secondo la tendenziale equivalenza di due unità lavorative part time a una sola unità lavorativa a tempo pieno
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 32110 depositata il 20 novembre 2023, intervenendo in tema di IRAP, ha riaffermato che "... in materia di IRAP del medico convenzionato, il requisito della autonoma organizzazione non ricorre quando il contribuente responsabile dell'organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all'esercizio dell'attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l'impiego di un dipendente con mansioni esecutive (Cass. sez. un. n. 9451 del 2016). Nella specie, la CTR ha osservato che pur se i dipendenti erano due, essi erano stati assunti part time, e va subito chiarito come questa Corte abbia già affermato in diverse pronunce la tendenziale equivalenza di due unità lavorative part time a una sola unità lavorativa a tempo pieno (Cass. orci. n. 383/17, 11060/17, 23466/2017) ..." La vicenda ha riguardato un odontoiatra il quale [...]
Licenziamento illegittimo e conseguenze nei casi di esistenza di un unico centro di interesse tra più società
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31593 depositata il 14 novembre 2023, interviene in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ed unico centro di imputazione, riaffermando l'orientamento della stessa nelle ipotesi in cui il lavoratore riesce a dimostrare che le società del gruppo che operano nel sito costituiscono un unico centro d’imputazione giuridica d’interessi e quindi del rapporto di lavoro trova applicazione il requisito del numero di dipendenti che fa scattare la reintegra. La vicenda ha riguardato una lavoratrice che era stata licenziata dalla società datrice di lavoro con la motivazione della soppressione del posto di lavoro. La lavoratrice impugnava il licenziamento in quanto riteneva tale motivo era in realtà inesistente e che fra la società datrice di lavoro e le altre due società, che svolgevano l'attività nello stesso sito, vi era un [...]