
Negligenza del dipendente: il lavoratore deve risarcire al datore di lavoro il danno provocato anche in assenza di sanzioni disciplinari
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 27940 depositata il 4 ottobre 2023, intervenendo in tema di azione disciplinare e risarcimento del danno, ha riconfermato il principio di diritto secondo cui "... la violazione degli obblighi di fedeltà e diligenza da parte di un dipendente comporta, oltre all'applicabilità di sanzioni disciplinari, anche l'insorgere del diritto al risarcimento dei danni e ciò tanto più nel caso in cui il medesimo, quale dirigente di un istituto di credito in rapporto di collaborazione fiduciaria con il datore di lavoro, del quale è un "alter ego", occupi una posizione di particolare responsabilità, collocandosi al vertice dell'organizzazione aziendale e svolgendo mansioni tali da improntare la vita dell'azienda (Cass.n.394/2009; Cass.n. 8702/2000; Cass. n. 2097/18). L’esistenza di fatti accertati, anche se non censurati sotto il profilo disciplinare, può comunque determinare il [...]
Bancarotta preferenziale: si configura solo in presenza del dolo specifico
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 42410 depositata il 17 ottobre 2023, intervenendo in tema di bancarotta preferenziale e documentale, ha affermato che "... con riguardo alla bancarotta preferenziale, pone il tema del mancato scrutinio dell'elemento soggettivo del reato che, in tema di bancarotta preferenziale, è costituito dal dolo specifico, consistente nella volontà di recare un vantaggio al creditore soddisfatto, con l'accettazione della eventualità di un danno per gli altri, secondo lo schema del dolo eventuale; tale finalità deve risultare primario interesse perseguito dal debitore, con la conseguenza che la strategia di alleggerire la pressione dei creditori, in vista di un ragionevolmente presumibile riequilibrio finanziario e patrimoniale, è incompatibile con il delitto, soprattutto alla luce della riforma, introdotta dal D.L.vo 269 del 2007, dell'azione revocatoria e specialmente dell'art. 67, comma terzo, L. fall.. [...]
Il diritto al rimborso dei costi relativi alla garanzia fideiussoria ha portata generale
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 25920 depositata il 5 settembre 2023, intervenendo in tema di rimborso del costo della fideiussione per il rimborso IVA, ha statuito che "... l'art. 8, comma 4, della l. n. 212 del 2000, che impone all'Amministrazione finanziaria di rimborsare il costo delle garanzie fideiussorie richieste dal contribuente per ottenere la sospensione del pagamento o la rateizzazione o il rimborso dei tributi, comprende i costi di tutte le garanzie che il contribuente ha richiesto, in quanto l'espressione "ha dovuto richiedere" si deve intendere non nel senso dell'esistenza di un ipotetico obbligo normativo in tal senso, bensì con riferimento alla necessità (intesa come onere) della richiesta della garanzia in rapporto allo scopo perseguito (ottenere la sospensione del pagamento di tributi o la rateizzazione o il rimborso); ..." (Cass. 5.08.2015, n. [...]
Sequestro preventivo anche delle somme confluite sul conto corrente dopo la materiale esecuzione del sequestro
La Corte di Cassazione, sezione, penale con la sentenza n. 41589 depositata il 13 ottobre 2023, intervenendo in tema sequestro preventivo, ha affermato che "... le somme di danaro confluite sul conto corrente bancario dopo la materiale esecuzione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato, poiché ( e nella misura in cui) costituiscono anch'esse profitto, sono sequestrabili ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 12-bis, d.lgs. n. 74 del 2000, e 321, comma 2, cod. proc. pen., non rilevando la circostanza ( del tutto accidentale) che siano state corrisposte ( o siano entrate nella disponibilità dell'avente diritto) dopo la materiale esecuzione del sequestro. ..." La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata in liquidazione nei cui confronti era stato disposto un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca [...]
Per il reato di fatture false non è sufficiete la loro emissione ma deve sussistere la finalità di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o dell’Iva
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 42497 depositata il 18 ottobre 2023, intervenendo in tema di fatture false, ha ribadito che "... il dolo specifico del reato ex art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000 non è in re ipsa, posto che la legge prevede esplicitamente che al compimento della condotta tipica l'emissione delle fatture per operazioni inesistenti, si aggiunga la finalità di evasione, la cui realizzazione, però, non è necessaria ai fini della consumazione del reato. ..." La vicenda ha riguardato il titolare di un laboratorio per l'assemblaggio di capi di vestiario in pelle non dichiarato al fisco, ha istigato ad emettere, al fine di consentire a terzi l'evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, le fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. In sostanza il titolare del laboratorio in [...]
Avvisi integrativi per i tributi locali possono essere emessi nei termini decadenziali senza alcuna limitazione
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27261 depositata il 25 settembre 2023, intervenendo in tema di IMU/ICI, ha statuito che "... le disposizioni di cui all’art. 1, comma 161, della legge n. 296/2006 fanno salva ogni ulteriore azione di accertamento dell’ente locale nei termini di decadenza previsti, senza alcun riferimento a pretese dell’ente impositore che si basino su fonti diverse da quelle prese a base dall'accertamento parziale ..." La vicenda ha riguardato una società per azioni a cui, il Comune, aveva notificato degli avvisi di accertamento ICI/IMU per vari anni. La società impugnò i suddetti atti impositivi innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale (attualmente Corte di Giustizia Tributaria di primo grado). I giudici di prime cure rigettarono il ricorso della contribuente. Avverso la decisione della CTP la società propose appello. I giudici di appello confermavano [...]
Il lavoratore ha diritto al risarcimento per straining anche per fatti isolati purché illeciti
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 29101 depositata il 19 ottobre 2023, intervenendo in tema tutela del lavoratore dal c.d. straining, ha ribadito che "... lo straining rappresenti una forma attenuata di mobbing perché priva della continuità delle vessazioni ma sempre riconducibile all'art. 2087 cod. civ., sicché se viene accertato lo straining e non il mobbing la domanda di risarcimento del danno deve essere comunque accolta (Cass. 29 marzo 2018 n. 7844 Cass. 10 luglio 2018 18164, Cass. 23 maggio 2022 n.16580, Cass. 11 novembre 2022 n. 33428). ..." (sent. n. 18164/2018, n. 3977/2018 n. 7844/2018,12164/2028, 12437/2018, 4222/2016) La vicenda ha riguardato un dipendente, il quale aveva adito al Tribunale per accertare, oltre alla differenza retributiva per la richiesta di inquadramento superiore, anche il risarcimento di tutti danni, contrattuali ed extracontrattuali, per mobbing prospetta [...]
Le perdite che emergono dal riposizionamento di componenti negativi per eccezione di competenza non sono sempre automaticamente compensabili con i redditi dei periodi successivi
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 28064 depositata il 5 ottobre 2023, intervenendo in tema di emendabilità della dichiarazione fiscale, ha affermato che "... in tema di imposta sul reddito delle persone giuridiche, l'esercizio della facoltà di opzione di utilizzare le perdite di esercizio verificatesi negli anni pregressi, portandole in diminuzione del reddito prodotto nell'anno oggetto della dichiarazione, ovvero di non utilizzare dette perdite riportandole in diminuzione dal reddito nei periodi di imposta successivi, riservata al contribuente dall'art. 102 (ora 84) del d.P.R. n. 917 del 1986, costituisce manifestazione di volontà negoziale e non mera dichiarazione di scienza, con la conseguenza che non può essere oggetto di rettifica, salvo che il contribuente dimostri il carattere essenziale ed obiettivamente riconoscibile dell'errore nel quale è incorso, ai sensi degli artt. 1427 e ss. cod. civ. (Cass. n. 18043/2023; [...]