
Illegittimo il licenziamento fondato su espressioni sconvenienti od offensive contenute in scritti e nei discorsi pronunciati dinanzi alle autorità giudiziarie e amministrative
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 19621 depositata l' 11 luglio 2023, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa, ha affermato che "... non integra una giusta causa di licenziamento la condotta del lavoratore che attribuisca al proprio datore di lavoro, in uno scritto difensivo, atti o fatti, pur non rispondenti al vero, che riguardino in modo diretto ed immediato l’oggetto della controversia e ciò quandanche in tale scritto siano riportate espressioni sconvenienti od offensive che sono invece soggette alla disciplina dettata dall'art. 89 c.p.c. (cfr. Cass. 11/12/2014, n. 26106) ..." La vicenda ha riguardato un dipendente che aveva citato in giudizio il proprio datore di lavoro per ottenere differenze retributive. Il dipendente veniva licenziato dal datore di lavoro in quanto per quest'ultimo il lavoratore aveva utilizzato frasi gravemente offensive nei confronti [...]
L’attività di commercialista è incompatibile con lo svolgimento di attività d’impresa in nome proprio o altrui, a prescindere dal fatto se tale attività sia abituale o prevalente
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 26346 depositata il 12 settembre 2023, intervenendo in tema di incompatibilità tra la professione di commercialista ed altre attività, ha stabilito che al commercialista è vietato l'attività d'impresa in nome proprio o altrui, a prescindere dal fatto se tale attività sia abituale o prevalente, salvo qualora l'attività, svolta per conto proprio, è diretta alla gestione patrimoniale, ad attività di mero godimento o conservative, nonché in presenza di società di servizi strumentali o ausiliari all'esercizio della professione. La vicenda ha riguardato un commercialista che aveva ricoperto la carica di socio, di Presidente e di amministratore unico della s.r.l. Per tale incarico l'ordine dei commercialisti aveva emesso un provvedimento che escludeva l'incompatibilità in relazione alle predette cariche. La nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei dottori commercialisti emetteva un [...]
Cessione del credito IVA per la sua validità nei confronti dell’Amministrazione finanziaria va fatta la notifica sia all’Agenzia delle Entrate che all’Agente della riscossione
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 19986 depositata il 12 luglio 2023, intervenendo in tema di efficacia della cessione del credito IVA, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... In materia tributaria, la cessione dei crediti richiesti a rimborso, per essere efficace, presuppone, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del d.m. 30 settembre 1997, n. 384, la notifica all'Ufficio delle Entrate o al Centro di Servizio, presso il quale è stata presentata la dichiarazione dei redditi del cedente, nonché al Concessionario del Servizio della riscossione competente in ragione del domicilio fiscale del cedente alla data di cessione del credito; la omessa notifica al Concessionario del Servizio di Riscossione determina l'inefficacia relativa dell'atto di cessione di crediti e, dunque, la inopponibilità della cessione all'Amministrazione finanziaria» (Cass. sez. 5. N. 1237 del 2020); ..." [...]
Se il promittente venditore è deceduto alla stipula del contratto definitivo devono partecipare tutti gli erede
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 25396 depositata il 29 agosto 2023, intervenendo in tema di contratti preliminari di vendita in ui il promittente si deceduto dopo la stipula del preliminare, ha statuito che "... La prestazione di trasferire la proprietà di un bene in comproprietà non è stata infatti considerata avente natura solidale ma collettiva, “non potendo operare il principio stabilito dall’articolo 1292 c.c., secondo cui ciascuno degli obbligati in solido può adempiere per l’intero e l’adempimento dell’uno libera gli altri, atteso che i promittenti sono in grado di manifestare il consenso relativo alla propria quota e non quello concernente le quote spettanti agli altri” (Cass. n. 2613/2021). Diversamente dai corollari desunti dal giudice di appello, la domanda di adempimento deve essere rivolta nei confronti di tutti i promittenti venditori (in aggiunta alle decisioni [...]
E’ reato la falsa attestazione del pagamento del TFR nel CUD
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 36773 depositata il 5 settembre 2023, intervenendo in tema di falso ideologico, ha affermato che "... la falsa attestazione contenuta nella certificazione unica incide direttamente sul conseguente atto dell'amministrazione finanziaria (connesso alla determinazione delle imposte) che, pur formato per uno scopo diverso da quello di conferire pubblica fede alle attestazioni del privato, assume comunque rilevanza giuridica nel rapporto pubblicistico che lega l'amministrazione finanziaria e il contribuente, acquisendo, attraverso l'attestazione stessa, un valore probatorio interno alla pubblica amministrazione. La certificazione unica, infatti, è un documento fiscale che attesta i redditi percepiti nell'anno precedente; viene rilasciato dall'INPS o dal datore di lavoro o dal committente entro il 16 marzo di ogni anno e viene successivamente trasfuso nella relativa dichiarazione dei redditi. ..." La vicenda ha riguardato il legale rappresentante [...]
Avviso di accertamento impugnato dalla società successivamente cancellata: soci possono proporre solo in sede di riscossione ogni questione sull’effettivo percepimento di detti utili
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 25108 depositata il 23 agosto 2023, intervenendo in tema di responsabilità dei soci di società estinta, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... all'estinzione della società, di persone o di capitali, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale l'obbligazione della società non si estingue – ciò che sacrificherebbe ingiustamente il diritto del creditore sociale – ma si trasferisce ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda che, pendente societate, fossero limitatamente o illimitatamente responsabili per i debiti sociali (Cass. S.U. n. 6070 e 6071 del 12/03/2013; conf., ex multis, Cass. [...]
Debiti tributari e causa di non punibilità se viene versato quanto omesso o quando le violazioni sono correttamente definite
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 28031 depositata il 28 giugno 2023, intervenendo in tema di reato di omesso versamento IVA e cause di non punibilità, ha statuito che "... ai fini dell'applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, acquista rilievo, per effetto della novellazione dell'art. 131-bis cod. pen. ad opera dell'art. 1, comma 1, lett. c), n. 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, anche la condotta dell'imputato successiva alla commissione del reato, che, tuttavia, non potrà, di per sé sola, rendere di particolare tenuità un'offesa che tale non era al momento del fatto, potendo essere valorizzata solo nell'ambito del giudizio complessivo sull'entità dell'offesa recata, da effettuarsi alla stregua dei parametri di cui all'art. 133, comma primo, cod. pen. (Sez. 3, n. 18029 del 2/05/2023, [...]
Processo Tributario: giudizio di rinvio
Nel processo tributario il giudizio di rinvio è regolato dall'art. 63 del D.Lgs. n. 546/1992 il quale statuisce che "... 1. Quando la Corte di cassazione rinvia la causa alla commissione tributaria provinciale o regionale la riassunzione deve essere fatta nei confronti di tutte le parti personalmente entro il termine perentorio di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza nelle forme rispettivamente previste per i giudizi di primo e di secondo grado in quanto applicabili. 2. Se la riassunzione non avviene entro il termine di cui al comma precedente o si avvera successivamente ad essa una causa di estinzione del giudizio di rinvio l'intero processo si estingue. 3. In sede di rinvio si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti alla ((corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado)) a cui il processo e' [...]