
Processo tributario: protocollo d’intesa inerenti le regole redazionali dei ricorsi in cassazione
A seguito delle modifiche della riforma Cartabia (decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149) è stato ritenuto necessario - dalla Corte Suprema di cassazione, la Procura Generale della Corte di cassazione, l'Avvocatura Generale dello Stato ed il Consiglio Nazionale Forense - la revisione del precedente protocollo di intesa del 17 dicembre 2015. Procedendo alla redazione del nuovo protocollo del 10 marzo 2023 (di seguito riportato). I numeri 3 e 4 e 6 dell’art. 366 c.p.c., prima della riforma del d.lgs. n. 149/2022, prevedevano l’esposizione sommaria dei fatti di causa e le modalità di esposizione dei motivi, sono stati sostituiti con prescrizioni più specifiche in relazione ad entrambi i requisiti. La nuova formulazione dei n. 3 e 4 dell'art. 366 c.p.c., successive alla riforma Cartabia, é incentrata sulla volontà del legislatore di imporre lo specifico obbligo [...]
Processo tributario: termini processuali ed effetti della sospensione feriale
L'articolo 21 del D.Lgs. n. 546/1992 statuisce che "... 1. Il ricorso deve essere proposto a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato. La notificazione della cartella di pagamento vale anche come notificazione del ruolo. 2. ((Il ricorso avverso il rifiuto tacito della restituzione [alla restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti] di cui all'articolo 19, comma 1, lettera g), può essere proposto dopo il novantesimo giorno dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti da ciascuna legge d'imposta e fino a quando il diritto alla restituzione non e' prescritto.)) La domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si e' verificato il presupposto per la restituzione. ..." Calcolo dei [...]
Processo tributario: atti impugnabili innanzi alla Corte di Giustizia tributaria e controricorso
L'art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992 individua gli atti impugnabili innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria. La norma in oggetto dispone che " Il ricorso puo' essere proposto avverso: a) l'avviso di accertamento del tributo; b) l'avviso di liquidazione del tributo; c) il provvedimento che irroga le sanzioni; d) il ruolo e la cartella di pagamento; e) l'avviso di mora; e-bis) l'iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni; e-ter) il fermo di beni mobili registrati di cui all'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni; f) gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell'art. 2, comma 2; g) il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi [...]
Responsabile il collegio sindacale se inerte in presenza di una illecita condotta gestoria
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 23200 depositata il 31 luglio 2023, intervenendo in tema di responsabilità patrimoniale dei componenti del collegio sindacali, ha precisando, riaffermando, che "... che ricorre il nesso causale tra la condotta inerte antidoverosa dei sindaci di società e l'illecito perpetrato dagli amministratori, ai fini della responsabilità dei primi - secondo la probabilità e non necessariamente la certezza causale - se, con ragionamento controfattuale ipotetico, l'attivazione dei poteri sindacali avrebbe ragionevolmente evitato l'illecito, tenuto conto di tutte le possibili iniziative che il sindaco può assumere esercitando i poteri- doveri propri della carica, quali: la richiesta di informazioni o di ispezione ex art. 2403-bis c.c., la segnalazione all'assemblea delle irregolarità riscontrate, i solleciti alla revoca della deliberazione illegittima, l'impugnazione della deliberazione viziata ex artt. 2377 ss. c.c., la convocazione dell'assemblea ai [...]
Processo tributario: legittimazione processuale nei casi di cancellazione dal registro delle imprese della società
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20016 depositata il 13 luglio 2023, intervenendo in tema di legittimazione processuale, ha ribadito che "... a seguito dell'estinzione della società, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, che interviene nel processo (e così non è nel caso in esame), viene a determinarsi un fenomeno di tipo successorio, in forza del quale i rapporti obbligatori facenti capo all'ente non si estinguono (il che sacrificherebbe ingiustamente i diritti dei creditori sociali), ma si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda del regime giuridico dei debiti sociali cui erano soggetti pendente societate. Ne discende che i soci peculiari successori della società, subentrano, altresì, nella legittimazione processuale facente capo all'ente — la cui estinzione è in parte equiparabile [...]
In tema di azione revocatoria, qualora la parte attrice ceda il proprio credito durante la controversia, il cessionario può intervenire nel processo ai sensi dell’art. 111 c.p.c. quale successore nel diritto affermato in giudizio
In tema di azione revocatoria, qualora la parte attrice ceda il proprio credito durante la controversia, il cessionario può intervenire nel processo ai sensi dell'art. 111 c.p.c. quale successore nel diritto affermato in giudizio
Processo tributario: omessa motivazione, motivazione apparente, motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile: nullità della sentenza
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 24199 depositata l' 8 agosto 2023, intervenendo in tema di omessa motivazione, ha statuito che "... l'inosservanza dell'obbligo di motivazione integra violazione della legge processuale, denunciabile con ricorso per cassazione, solo quando si traduca in mancanza della motivazione stessa (con conseguente nullità della pronuncia per difetto di un indispensabile requisito di forma), e cioè nei casi di radicale carenza di essa o del suo estrinsecarsi in argomentazioni non idonee a rivelare la ratio decidendi (cosiddetta motivazione apparente) o fra loro logicamente inconciliabili o comunque perplesse ed obiettivamente incomprensibili, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali (Cass., sez. un., n. 23832 del 2004; Cass. sez. un., n. 8053 del 2014). ..." Sul punto della differenza tra [...]
La regola della sanatoria della nullità della notificazione per raggiungimento dello scopo dell’atto è applicabile alla cartella di pagamento
La regola della sanatoria della nullità della notificazione per raggiungimento dello scopo dell'atto è applicabile alla cartella di pagamento