News – Blog

News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Per gli accertamenti analitici-induttivi, inclusi gli accertamenti basati su indagini bancarie, deve essere riconoscimento la deduzione dei costi che deve essere livellato – anche in misura percentualistica – ai ricavi accertati

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 5586 depositata il 23 febbraio 2023, intervenendo in tema di accertamenti bancari, ha precisato che  nelle fattispecie di accertamento basato su indagini bancarie di cui all'art. 32 del DPR n. 600/1973 devono essere riconosciuti i costi in deduzione dei maggiori ricavi accertati. In quanto, diversamente, deriverebbero esiti irragionevoli riconoscendo la deduzione dei costi soltanto in caso di accertamento c.d. “induttivo puro”, perché finirebbe per prevedere un trattamento più severo, quanto al regime della possibile prova contraria rispetto alla presunzione legale in esame, in danno del contribuente che ha tenuto una  contabilità complessivamente attendibile (e che  può  essere destinatario di un accertamento analitico-induttivo), rispetto al regime probatorio  di  cui  si avvale chi, destinatario di un accertamento induttivo, ha omesso qualsiasi contabilità ovvero ne ha tenuta una complessivamente inattendibile o [...]

Omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali: il nuovo regime sanzionatorio

L'articolo 23 del decreto legge n. 48 del 2023 (decreto lavoro), convertito con modificazione dalla legge n. 85 del 3 luglio 2023, ha disposto la modifica del regime sanzionatorio previsto nei casi di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, per un importo superiore a 10.000 euro annui.  Infatti il suddetto articolo ha modificato il comma 1-bis del decreto legge n. 463/1983, convertito con modificazione dalla legge n. 638/1983, che nella nuova versione dispone che "... L'omesso versamento delle ritenute di cui al comma 1, per un importo superiore a euro 10.000 annui, e' punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032. Se l'importo omesso non e' superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria [...]

I costi non imputati al conto economico sono deducibili se risultano da “elementi certi e precisi” e per gli accertamenti induttivi devono essere determinati in relazione ai maggiori ricavi accertati

In ordina alla deducibilità dei costi non imputati al conto economico si rammenta il contenuto del comma 6-bis dell'art. 2 del Decreto-Legge n. 90 del 27 aprile 1990, convertito con modificazioni dalla L. 26 giugno 1990, n. 165 (in G.U. 28/06/1990, n.149) che statuisce "... Ai fini dell'applicazione dell'articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, e dell'articolo 75 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, deve intendersi che le spese ed i componenti negativi sono imputati al conto dei profitti e delle perdite se e nella misura in cui siano stati annotati nelle scritture contabili ed abbiano concorso alla determinazione del risultato netto del conto dei profitti e delle perdite, indipendentemente dalla specifica evidenza in tale documento, [...]

Pene alternative alla detenzione applicabili anche ai processi in corso all’entrata in vigore della disciplina normativa di cui al D.Lgs. n. 150/2022

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 33027 depositata il 28 luglio 2023, intervenendo in tema di pene alternative alla detenzione,  ha stabilito che in base alla normativa transitoria "... ai sensi della disciplina transitoria contenuta nell'art. 95 del d.lg. n. 150 del 2022, affinchè il giudice di appello sia tenuto a pronunciarsi in merito alla applicabilità o meno delle nuove pene sostitutive di cui all'art. 20-bis pen., è necessaria una richiesta in tal senso dell'imputato, da formulare non necessariamente con l'atto di gravame, ma che deve comunque intervenire al più tardi nel corso dell'udienza di discussione in appello ..." In particolare la suddetta richiesta può essere presentata in sede di conclusioni anche scritte (ex articolo 94 comma 2 dl 150/2022 come modificato dalla Legge 199/2022), anche come subordinata, indicando quella/e prescelta/e [...]

Agli omessi o tardivi versamenti risultante dalla dichiarazione fiscale non è applicabile l’istituto di cui al comma 2 dell’art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 19972 depositata il 12 luglio 2023, intervenendo in tema di ravvedimento operoso, ha ribadito che "... le violazioni tributarie che si esauriscono nel tardivo od omesso versamento dell'imposta risultante dalla dichiarazione fiscale non sono soggette all'istituto della continuazione disciplinato dall'art. 12, comma 2, del d.lgs. n. 472 del 1997, perché questo concerne le violazioni potenzialmente incidenti sulla determinazione dell'imponibile o sulla liquidazione del tributo, mentre il ritardo o l'omissione del pagamento è una violazione che attiene all'imposta già liquidata, per la quale l'art. 13 del d.lgs. n. 471 del 1997 dispone un trattamento sanzionatorio proporzionale ed autonomo per ciascun mancato pagamento”, Cass. sez. V, 22.3.2019, n. 8148 (conf. sez. V, 20.1.2017, n. 1540). ..." La vicenda ha riguardato una società di capitale a cui era stata notificata una [...]

Adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili alla luce del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

L'articolo 375, che ha integrato quanto disposto dall'articolo 2086 c.c. introducendo il comma 2, del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) prevede che “L’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo,  amministrativo  e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”. Il legislatore con la suddetta norma ha voluto istituire un dovere per l'imprenditore ad una sana gestione aziendale e di adeguatezza degli assetti organizzativi. In particolare tale obbligo ricade in particolare sul consiglio d’amministrazione, tenuto a valutare tale adeguatezza, nonché i sindaci in veste [...]

L’obbligo del mandatario di possedere i requisiti ed eseguire l’appalto in misura maggioritaria non è conforme alle direttive UE

La Corte di Giustizia UE, dopo aver avviato una procedura di infrazione per non aver ancora rimosso il divieto di subappalto “a cascata” di cui all’art. 105, comma 19, ha con la sentenza del 25 aprile 2022 causa C-642/2020 ha dichiarato che "... L'articolo 63 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale secondo la quale l'impresa mandataria di un raggruppamento di operatori economici partecipante a una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico deve possedere i requisiti previsti nel bando di gara ed eseguire le prestazioni di tale appalto in misura maggioritaria. ..."   L'articolo 83, comma 8, III periodo, del Dlgs 50/2016, statuisce che in caso di [...]

Non è punibile per particolare tenuità del fatto il datore che installa senza autorizzazione un impianto di videosorveglianza qualora elimini le conseguenze del reato, ottenendo il permesso e paghi la sanzione amministrativa

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 32733 depositata il 27 luglio 2023, intervenendo in tema di reato di cui agli art. 4, comma 1 e 38, comma 1 della legge n. 300 del 1970. ha statuito che "... sin prima della riforma c.d. Cartabia, affermato la rilevanza dell'avvenuta eliminazione delle violazioni contestate che, in un caso analogo di eliminazione delle conseguenze pericolose del reato, ne aveva ritenuto la rilevanza a tali fini, ed aveva annullato la sentenza impugnata, atteso che l'esiguità del disvalore deriva da una valutazione congiunta degli Indicatori afferenti alla condotta, al danno e alla colpevolezza (Sez. 3, n. 893 del 28/06/2017, P.M. in proc. Gallorlni, Rv. 272249 - 01). Ma, in ogni caso deve ora considerarsi che il nuovo art. 131bis, cod. pen., come modificato dall'art. 1, c. [...]

Torna in cima