
Esdebitazione: non viene preclusa dagli illeciti fiscali della società in quanto sono tassativi i presupposti soggettivi e oggettivi, in particolare di quello di cui al secondo comma dell’art. 142 L.F., richiesti per escludere il presupposto della meritevolezza
Esdebitazione: non viene preclusa dagli illeciti fiscali della società in quanto sono tassativi i presupposti soggettivi e oggettivi, in particolare di quello di cui al secondo comma dell'art. 142 L.F., richiesti per escludere il presupposto della meritevolezza
Processo tributario: termine breve per l’impugnazione della sentenza in presenza della sua doppia impugnazione
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 21457 depositata il 19 luglio 2023, intervenendo in tema termini di impugnazione, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... nel caso in cui una sentenza sia stata impugnata con due successivi ricorsi per cassazione, la seconda impugnazione deve essere notificata entro la scadenza del termine breve decorrente dalla notificazione della prima impugnazione, che dimostra la conoscenza legale della decisione da parte del ricorrente. (Sez. U - , Sentenza n. 10266 del 27/04/2018, Rv. 648132 - 04); ..." La vicenda ha riguardo una società di capitale a cui veniva notificato un avviso di accertamento a seguito di verifica bancarie. La società contribuente avverso tale atto impositivo con ricorso innanzi alla CTP. I giudici di prime cure rigettavano le doglianze della contribuente. La società impugnava la decisione della [...]
Processo Tributario: non possono essere utilizzate le prove irritualmente acquisite in violazione di specifica previsione di legge o di diritti fondamentali di rango costituzionale
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 612 depositata il 15 gennaio 2020, intervenendo in tema di inutilizzabilità delle prove acquisite irritualmente, ha ribadito che "... trovando applicazione anche in materia tributaria il principio d'inutilizzabilità della prova illegittimamente acquisita (Cass. n. 19689 del 1/10/2004). ..." I giudici di legittimità hanno precisato che "... l'autorizzazione all'accesso da parte dell'autorità giudiziaria, in quanto diretta a tutelare l'inviolabilità del domicilio privato, rilevava quale "condicio sine qua non" per la legittimità dell'atto e delle relative conseguenti acquisizioni (Cass. n. 6908 del 25/3/2011), ..." Alla luce di quanto affermato sulla "condicio sine qua non" gli Ermellini, nella sentenza in commento hanno riaffermato il principio di diritto secondo cui "... l'inutilizzabilità delle prove acquisite a mezzo di un accesso domiciliare illegittimo riguarda solo le prove e/o le fonti di prova per le [...]
Applicazione della responsabilità amministrativa dell’ente di cui all’art. 25-quinquiesdecies d.lgs. n. 231 del 2001 ai reati tributari
Con il D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157, è stato introdotto l'articolo 25-quinquiesdecies al D.Lgs. n. 231/2001 con cui si è estesa la responsabilità amministrativa delle presone giuridiche (società ed associazioni) per i reati tributari. Inoltre l'art. 39, comma 3) del d.l. n. 124/2019, in ordine alla efficacia dell'art. 25-quinquiesdecies, prevede che "Le disposizioni di cui ai commi 1 a 2 hanno efficacia dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del presente decreto" L'articolo 25-quinquiesdecies dispone che "... 1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie: a) per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall'articolo 2, comma [...]
Nullità dell’avviso di accertamento sorretto da motivazione contraddittoria, poiché in tal caso esso non consente al contribuente di avere certezza degli elementi fondanti le ragioni della pretesa
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 13620 depositata il 17 maggio 2023, intervenendo in tema di obbligo di motivare gli atti impositivi, ha riaffermato che "... l'avviso di accertamento è affetto da nullità laddove sia fondato su motivi d'imposizione distinti ed inconciliabili, in quanto, rispondendo la motivazione alla duplice esigenza di rispettare i principi d'informazione e collaborazione, già fissati dall'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e, specificamente in materia fiscale, dall'art. 10 della legge 27 luglio 2000, n. 212, e di garantire il pieno esercizio del diritto di difesa, non è legittimo l'intento dell'Amministrazione di formulare una motivazione contraddittoria con funzione di "riserva", sia perché la pretesa impositiva per essere conforme a legge può basarsi su elementi concorrenti, ma non su presupposti fattuali contrastanti, sia perché l'alternatività delle ragioni giustificatrici della [...]
Non è sempre soggetta a tassazione la rinuncia da parte del socio di un credito nei confronti della società
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16595 depositata il 12 giugno 2023, intervenuto in tema di tassazione di rinunce a crediti, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "... In tema di imposte sui redditi di capitale - in ragione di quanto previsto dall'art. 88, comma 4-bis, art. 94, comma 6, art. 101, comma 5, tuir a seguito delle modifiche di cui alla L. 14 settembre 2015, n. 147, art. 13 (ndr D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147, art. 13) - la rinuncia, operata da un socio nei confronti della società, al credito avente ad oggetto interessi maturati su finanziamenti erogati nei confronti di una società partecipata, non comporta l'obbligo di sottoporne a tassazione il relativo ammontare, con applicazione, ai sensi del d.p.r. n. 600 del 1973, art. 26 comma 5, della [...]
L’esclusione della fittizietà sotto il profilo oggettivo delle fatture, ferma restando la fittizietà sotto il profilo soggettivo, non equivale all’esclusione di un reato
L'esclusione della fittizietà sotto il profilo oggettivo delle fatture, ferma restando la fittizietà sotto il profilo soggettivo, non equivale all'esclusione di un reato
Costituisce reato la scelta di pagare gli stipendi e non i contributi da parte del datore di lavoro in crisi di liquidità
La Corte di Cassazione, sezione, penale, con la sentenza n. 32967 depositata il 28 luglio 2023, intervenendo in tema di reato per omesso versamento di ritenute previdenziali, ha riconfermato che "... il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali è a dolo generico, ed è integrato dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, ravvisabile anche qualora il datore di lavoro, in presenza di una situazione di difficoltà economica, abbia deciso di dare preferenza al pagamento degli emolumenti ai dipendenti ed alla manutenzione dei mezzi destinati allo svolgimento dell'attività di impresa, e di pretermettere il versamento delle ritenute all'erario, essendo suo onere quello di ripartire le risorse esistenti all'atto della corresponsione delle retribuzioni in modo da adempiere al proprio obbligo contributivo, anche se ciò comporta l'impossibilità di pagare i compensi nel loro [...]