
Licenziamento per scarso rendimento
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20284 del 14 luglio 2023, intervenendo in tema di licenziamento, ha affermato che "... la reiterazione del comportamento, che si ha per effetto della mera ripetizione della condotta in sé considerata, non é irrilevante, incidendo comunque sulla gravità del comportamento posto in essere dal lavoratore, che, essendo ripetuto nel tempo, realizza una più intensa violazione degli obblighi del lavoratore e può, pertanto, essere comunque sanzionato in modo più grave (Cass. n. 22162 del 2009) ..." La vicenda ha riguardato il dipendente di una SpA assunto come venditore di I livello e che la prestazione dedotta nel contratto era finalizzata ad un risultato indicato dal datore di lavoro, cioé i target di produzione periodicamente stabiliti. La società datrice di lavoro contestando la scarsa produttività del dipendente, mediante raffronto dei [...]
Processo tributario: deposito di nuovi documenti senza alcun limite o condizioni
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6772 depositata il 7 marzo 2023, intervenendo in tema di deposito di documenti in appello, ha statuito che "... Nel processo tributario, la disposizione di cui all’art. 58, comma 2, in base al quale in grado d’appello è fatta salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti, va ritenuta applicabile non solo allorché tali documenti costituiscano di per sé una prova ai sensi del capo II del titolo II del libro Vi del cod. civ. (artt. 2699-2720, cod. civ.), ma altresì quando i medesimi siano utilizzati quali meri elementi indiziari, che da soli o unitamente ad altri, in quanto dotati delle caratteristiche previste dall’art. 2729, cod. civ., siano idonei a fondare una praesumptio hominis. ..." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate notificava un [...]
La restituzione del finanziamento dei soci costituisce bancarotta preferenziale e non bancarotta fraudolente per distrazione
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 26240 depositata il 16 giugno 2023, intervenendo in tema di reati fallimentari, ha affermato che "... solo il prelievo di somme di denaro a titolo di restituzione dei versamenti operati dai soci in conto capitale costituisce effettivamente una distrazione ed integra, pertanto, la fattispecie della bancarotta fraudolenta patrimoniale, non rappresentando tali versamenti un credito esigibile nel corso della vita della società, mentre la restituzione di quelli operati dai soci a titolo di mutuo è punibile a titolo di bancarotta preferenziale, a prescindere dalla qualifica rivestita dal destinatario delle restituzioni all'interno della società (ex multis Sez. 5, Sentenza n. 32930 del 21/06/2021, Provvisionato, Rv. 281872; Sez. 5, Sentenza n. 8431 del 01/02/2019, Vesprini, Rv. 276031) ..." La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società di capitale [...]
La contribuzione previdenziale obbligatoria per i lavoratori dipendenti va calcolata sulla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore applicando il c.d. contratto leader – Obbligo per le imprese affidatarie di appalti di applicare i contratti collettivi individuati dalla stazione appaltante
L'ordinanza n. 13840 della Corte di Cassazione depositata il 19 maggio 2023, intervenuta sul principio della retribuzione da prendere a base del calcolo dei contributi previdenziali, tra l'altro consente di soffermarci anche sull'articolo 11 del nuovo codice degli appalti pubblici (D.Lgs. n. 36 del 2023 entrato in vigore il 1° luglio 2023). Il suddetto articolo si occupa dell'obbligo, per le imprese risultate vincitrici di bandi e/o aziende che hanno sottoscritto contratti di appalti pubblici, del rispetto e dell'applicazione del CCNL, a favore dei dipendenti,"... stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quello il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l'attività oggetto dell'appalto o della concessione svolta dall'impresa anche in maniera prevalente. ...". Il comma 4 e 5 dell'articolo 11 del D.Lgs. n. 36 [...]
Crisi da sovraindebitamento: la documentazione va controllata dall’Organismo di composizione della crisi e dal giudice
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 22900 depositata il 27 luglio 2023, intervenendo in tema di crisi da sovraindebitamento di cui alla legge n. 3 del 2012, affermando che nei casi in cui il piano del consumatore presentato dall'Organismo di composizione "... il controllo sulla documentazione necessaria per l'omologazione del piano del consumatore compete innanzitutto [all'organismo di composizione della crisi] e quindi, in ogni caso, al giudice, con la conseguenza che la pronuncia del provvedimento di omologazione per un verso presuppone che quel controllo sia stato effettuato, per altro verso impedisce che l'incompletezza della documentazione necessaria alla sua attuazione possa essere imputata al consumatore, il quale pertanto non può essere chiamato a sopportarne le conseguenze negative, come è invece accaduto all'odierna ricorrente. ..." La vicenda ha riguardato una debitrice che, attraverso l'Organismo di composizione [...]
Il legale rappresentante di società è responsabile penalmente dall’accettazione della nomina e non dalla pubblicazione
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 13319 depositata il 30 marzo 2023, intervenendo in tema di reato di omesso versamento dell'IVA risultante dalla dichiarazione, ha affermato che "... la qualifica di amministratore, di legale rappresentante di società e il connesso potere di rappresentanza si acquistano direttamente con l'atto di conferimento della nomina e non conseguono alla pubblicità della stessa con l'iscrizione nel Registro delle Imprese ex art. 2383, comma 4, cod. civ., la quale ha efficacia dichiarativa e non costitutiva. ..." Per cui si chiarisce che "... risponde del reato in questione, quantomeno a titolo di dolo eventuale, il soggetto che, subentrando ad altri nella carica di amministratore di una società di capitali dopo la presentazione della dichiarazione di imposta e prima della scadenza del versamento, ometta di versare all'Erario le somme [...]
I limiti di pignorabilità di cui all’art. 545 c.p.c. trovano applicazione anche nel sequestro preventivo
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 14584 depositata il 2 marzo 2023, intervenendo in tema di sequestro preventivo, ha affermato il seguente principio di diritto secondo cui con l'introduzione dell' "... art. 545 cit., del comma ottavo, che superando, con riferimento a tali specifici crediti qualificati, il principio di "confusione" conseguente all'accredito in conto corrente bancario o postale delle somme corrisposte dal datore di lavoro o dall'istituto previdenziale, ha previsto un regime di parziale impignorabilità, differenziato proprio in base al momento dell'accredito: se anteriore al pignoramento, dette somme possono essere pignorate solo per l'importo eccedente il triplo della pensione sociale; se, invece, l'accredito avvenga alla data del pignoramento o in data successiva, dette somme possono essere pignorate entro i limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settìmo comma, nonché dalle speciali disposizioni [...]
Fatture soggettivamente inesistenti: deducibilità dei costi, detrazione IVA ed onere della prova e relativa tipologia
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 4647 depositata il 14 febbraio 2023, intervenendo in tema di fatturazione soggettivamente inesistenti, ha fatto una sintesi sul punto affermando, tra l'altro, che "... In tema di detrazione dell'IVA, in caso di operazioni soggettivamente inesistenti l'amministrazione finanziaria ha l'onere di provare, anche in via indiziaria, non solo che il fornitore era fittizio, ma anche che il destinatario era consapevole, disponendo di indizi idonei a porre sull'avviso qualunque imprenditore onesto e mediamente esperto, che l'operazione era finalizzata all'evasione dell'imposta, essendo sostanzialmente inesistente il contraente; incombe, invece, sul contribuente la prova contraria di aver agito nell'assenza di consapevolezza di partecipare ad un'evasione fiscale e di aver adoperato, per non essere coinvolto in una tale situazione, la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità [...]