
Pene alternative alla detenzione applicabili anche ai processi in corso all’entrata in vigore della disciplina normativa di cui al D.Lgs. n. 150/2022
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 33027 depositata il 28 luglio 2023, intervenendo in tema di pene alternative alla detenzione, ha stabilito che in base alla normativa transitoria "... ai sensi della disciplina transitoria contenuta nell'art. 95 del d.lg. n. 150 del 2022, affinchè il giudice di appello sia tenuto a pronunciarsi in merito alla applicabilità o meno delle nuove pene sostitutive di cui all'art. 20-bis pen., è necessaria una richiesta in tal senso dell'imputato, da formulare non necessariamente con l'atto di gravame, ma che deve comunque intervenire al più tardi nel corso dell'udienza di discussione in appello ..." In particolare la suddetta richiesta può essere presentata in sede di conclusioni anche scritte (ex articolo 94 comma 2 dl 150/2022 come modificato dalla Legge 199/2022), anche come subordinata, indicando quella/e prescelta/e [...]
Agli omessi o tardivi versamenti risultante dalla dichiarazione fiscale non è applicabile l’istituto di cui al comma 2 dell’art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 19972 depositata il 12 luglio 2023, intervenendo in tema di ravvedimento operoso, ha ribadito che "... le violazioni tributarie che si esauriscono nel tardivo od omesso versamento dell'imposta risultante dalla dichiarazione fiscale non sono soggette all'istituto della continuazione disciplinato dall'art. 12, comma 2, del d.lgs. n. 472 del 1997, perché questo concerne le violazioni potenzialmente incidenti sulla determinazione dell'imponibile o sulla liquidazione del tributo, mentre il ritardo o l'omissione del pagamento è una violazione che attiene all'imposta già liquidata, per la quale l'art. 13 del d.lgs. n. 471 del 1997 dispone un trattamento sanzionatorio proporzionale ed autonomo per ciascun mancato pagamento”, Cass. sez. V, 22.3.2019, n. 8148 (conf. sez. V, 20.1.2017, n. 1540). ..." La vicenda ha riguardato una società di capitale a cui era stata notificata una [...]
Adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili alla luce del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza
L'articolo 375, che ha integrato quanto disposto dall'articolo 2086 c.c. introducendo il comma 2, del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) prevede che “L’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”. Il legislatore con la suddetta norma ha voluto istituire un dovere per l'imprenditore ad una sana gestione aziendale e di adeguatezza degli assetti organizzativi. In particolare tale obbligo ricade in particolare sul consiglio d’amministrazione, tenuto a valutare tale adeguatezza, nonché i sindaci in veste [...]
L’obbligo del mandatario di possedere i requisiti ed eseguire l’appalto in misura maggioritaria non è conforme alle direttive UE
La Corte di Giustizia UE, dopo aver avviato una procedura di infrazione per non aver ancora rimosso il divieto di subappalto “a cascata” di cui all’art. 105, comma 19, ha con la sentenza del 25 aprile 2022 causa C-642/2020 ha dichiarato che "... L'articolo 63 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale secondo la quale l'impresa mandataria di un raggruppamento di operatori economici partecipante a una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico deve possedere i requisiti previsti nel bando di gara ed eseguire le prestazioni di tale appalto in misura maggioritaria. ..." L'articolo 83, comma 8, III periodo, del Dlgs 50/2016, statuisce che in caso di [...]
Non è punibile per particolare tenuità del fatto il datore che installa senza autorizzazione un impianto di videosorveglianza qualora elimini le conseguenze del reato, ottenendo il permesso e paghi la sanzione amministrativa
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 32733 depositata il 27 luglio 2023, intervenendo in tema di reato di cui agli art. 4, comma 1 e 38, comma 1 della legge n. 300 del 1970. ha statuito che "... sin prima della riforma c.d. Cartabia, affermato la rilevanza dell'avvenuta eliminazione delle violazioni contestate che, in un caso analogo di eliminazione delle conseguenze pericolose del reato, ne aveva ritenuto la rilevanza a tali fini, ed aveva annullato la sentenza impugnata, atteso che l'esiguità del disvalore deriva da una valutazione congiunta degli Indicatori afferenti alla condotta, al danno e alla colpevolezza (Sez. 3, n. 893 del 28/06/2017, P.M. in proc. Gallorlni, Rv. 272249 - 01). Ma, in ogni caso deve ora considerarsi che il nuovo art. 131bis, cod. pen., come modificato dall'art. 1, c. [...]
Licenziamento per scarso rendimento
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20284 del 14 luglio 2023, intervenendo in tema di licenziamento, ha affermato che "... la reiterazione del comportamento, che si ha per effetto della mera ripetizione della condotta in sé considerata, non é irrilevante, incidendo comunque sulla gravità del comportamento posto in essere dal lavoratore, che, essendo ripetuto nel tempo, realizza una più intensa violazione degli obblighi del lavoratore e può, pertanto, essere comunque sanzionato in modo più grave (Cass. n. 22162 del 2009) ..." La vicenda ha riguardato il dipendente di una SpA assunto come venditore di I livello e che la prestazione dedotta nel contratto era finalizzata ad un risultato indicato dal datore di lavoro, cioé i target di produzione periodicamente stabiliti. La società datrice di lavoro contestando la scarsa produttività del dipendente, mediante raffronto dei [...]
Processo tributario: deposito di nuovi documenti senza alcun limite o condizioni
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6772 depositata il 7 marzo 2023, intervenendo in tema di deposito di documenti in appello, ha statuito che "... Nel processo tributario, la disposizione di cui all’art. 58, comma 2, in base al quale in grado d’appello è fatta salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti, va ritenuta applicabile non solo allorché tali documenti costituiscano di per sé una prova ai sensi del capo II del titolo II del libro Vi del cod. civ. (artt. 2699-2720, cod. civ.), ma altresì quando i medesimi siano utilizzati quali meri elementi indiziari, che da soli o unitamente ad altri, in quanto dotati delle caratteristiche previste dall’art. 2729, cod. civ., siano idonei a fondare una praesumptio hominis. ..." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate notificava un [...]
La restituzione del finanziamento dei soci costituisce bancarotta preferenziale e non bancarotta fraudolente per distrazione
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 26240 depositata il 16 giugno 2023, intervenendo in tema di reati fallimentari, ha affermato che "... solo il prelievo di somme di denaro a titolo di restituzione dei versamenti operati dai soci in conto capitale costituisce effettivamente una distrazione ed integra, pertanto, la fattispecie della bancarotta fraudolenta patrimoniale, non rappresentando tali versamenti un credito esigibile nel corso della vita della società, mentre la restituzione di quelli operati dai soci a titolo di mutuo è punibile a titolo di bancarotta preferenziale, a prescindere dalla qualifica rivestita dal destinatario delle restituzioni all'interno della società (ex multis Sez. 5, Sentenza n. 32930 del 21/06/2021, Provvisionato, Rv. 281872; Sez. 5, Sentenza n. 8431 del 01/02/2019, Vesprini, Rv. 276031) ..." La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società di capitale [...]