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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

La contribuzione previdenziale obbligatoria per i lavoratori dipendenti va calcolata sulla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore applicando il c.d. contratto leader – Obbligo per le imprese affidatarie di appalti di applicare i contratti collettivi individuati dalla stazione appaltante

L'ordinanza n. 13840 della Corte di Cassazione depositata il 19 maggio 2023, intervenuta sul principio della retribuzione da prendere a base del calcolo dei contributi previdenziali, tra l'altro consente di soffermarci anche sull'articolo 11 del nuovo codice degli appalti pubblici (D.Lgs. n. 36 del 2023 entrato in vigore il 1° luglio 2023). Il suddetto articolo si occupa dell'obbligo, per le imprese risultate vincitrici di bandi e/o aziende che hanno sottoscritto contratti di appalti pubblici, del rispetto e dell'applicazione del CCNL, a favore dei dipendenti,"... stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quello il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l'attività oggetto dell'appalto o della concessione svolta dall'impresa anche in maniera prevalente. ...". Il comma 4 e 5 dell'articolo 11 del D.Lgs. n. 36 [...]

Crisi da sovraindebitamento: la documentazione va controllata dall’Organismo di composizione della crisi e dal giudice

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 22900 depositata il 27 luglio 2023, intervenendo in tema di crisi da sovraindebitamento di cui alla legge n. 3 del 2012, affermando che nei casi in cui il piano del consumatore presentato dall'Organismo di composizione "... il controllo sulla documentazione necessaria per l'omologazione del piano del consumatore compete innanzitutto [all'organismo di composizione della crisi] e quindi, in ogni caso, al giudice, con la conseguenza che la pronuncia del provvedimento di omologazione per un verso presuppone che quel controllo sia stato effettuato, per altro verso impedisce che l'incompletezza della documentazione necessaria alla sua attuazione possa essere imputata al consumatore, il quale pertanto non può essere chiamato a sopportarne le conseguenze negative, come è invece accaduto all'odierna ricorrente. ..." La vicenda ha riguardato una debitrice che, attraverso l'Organismo di composizione [...]

Il legale rappresentante di società è responsabile penalmente dall’accettazione della nomina e non dalla pubblicazione

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 13319 depositata il 30 marzo 2023, intervenendo in tema di reato di omesso versamento dell'IVA risultante dalla dichiarazione, ha affermato che "... la qualifica di amministratore, di legale rappresentante di società e il connesso potere di rappresentanza si acquistano direttamente con l'atto di conferimento della nomina e non conseguono alla pubblicità della stessa con l'iscrizione nel Registro delle Imprese ex art. 2383, comma 4, cod. civ., la quale ha efficacia dichiarativa e non costitutiva. ..." Per cui si chiarisce che "... risponde del reato in questione, quantomeno a titolo di dolo eventuale, il soggetto che, subentrando ad altri nella carica di amministratore di una società di capitali dopo la presentazione della dichiarazione di imposta e prima della scadenza del versamento, ometta di versare all'Erario le somme [...]

I limiti di pignorabilità di cui all’art. 545 c.p.c. trovano applicazione anche nel sequestro preventivo

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 14584 depositata il 2 marzo 2023, intervenendo in tema di sequestro preventivo, ha affermato il seguente principio di diritto secondo cui con l'introduzione dell' "... art. 545 cit., del comma ottavo, che superando, con riferimento a tali specifici crediti qualificati, il principio di "confusione" conseguente all'accredito in conto corrente bancario o postale delle somme corrisposte dal datore di lavoro o dall'istituto previdenziale, ha previsto un regime di parziale impignorabilità, differenziato proprio in base al momento dell'accredito: se anteriore al pignoramento, dette somme possono essere pignorate solo per l'importo eccedente il triplo della pensione sociale; se, invece, l'accredito avvenga alla data del pignoramento o in data successiva, dette somme possono essere pignorate entro i limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settìmo comma, nonché dalle speciali disposizioni [...]

Fatture soggettivamente inesistenti: deducibilità dei costi, detrazione IVA ed onere della prova e relativa tipologia

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 4647 depositata il 14 febbraio 2023, intervenendo in tema di fatturazione soggettivamente inesistenti, ha fatto una sintesi sul punto affermando, tra l'altro,  che "... In tema di detrazione dell'IVA, in caso di operazioni soggettivamente inesistenti l'amministrazione finanziaria ha l'onere di provare, anche in via indiziaria, non solo che il fornitore era fittizio, ma anche che il destinatario era consapevole, disponendo di indizi idonei a porre sull'avviso qualunque imprenditore onesto e mediamente esperto, che l'operazione era finalizzata all'evasione dell'imposta, essendo sostanzialmente inesistente il contraente; incombe, invece, sul contribuente la prova contraria di aver agito nell'assenza di consapevolezza di partecipare ad un'evasione fiscale e di aver adoperato, per non essere coinvolto in una tale situazione, la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità [...]

Varianti dei contratti di appalto pubblici: limitazioni

Con la sentenza n. 6797 depositata l' 11 luglio 2023 la sezione terza del Consiglio di stato, intervenuto in tema di variante contrattuale, ha ribadito che "... l’art. 72, comma 1, lett. c), della direttiva 24/2014/UE consente di apportare modifiche ai contratti in corso di validità, in presenza di entrambe le seguenti circostanze: “a) la necessità di modifica è determinata da circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice o per l’ente aggiudicatore. In tali casi le modifiche all’oggetto del contratto assumono la denominazione di varianti in corso d’opera”; “b) la modifica non altera la natura generale del contratto” ..." La vicenda ha riguardato la gara indetta dall'Azienda Sanitaria Provinciale inerente all’affidamento del servizio di ristorazione. L’Ente appaltante e la società aggiudicataria hanno concordato l’esecuzione anticipata del servizio. L'Ente appaltante, a seguito presentazione del piano dettagliato del servizio a [...]

Il giudice tributario ha il potere-dovere, anche d’ufficio, di disapplicare gli atti amministrativi costituenti il presupposto per l’imposizione dei tributi locali qualora illegittimi

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 18151 depositata il 26 giugno 2023, intervenendo in tema di tributi locali, ha ribadito che "... il principio di irretroattività della norma giuridica, posto dall’art. 11 disp. prel. cod. civ., e ribadito in campo tributario dall’art. 3 della l. n. 212 del 2000, essendo dettato da una fonte di tipo legislativo, che è sovraordinata rispetto a quelle secondarie di carattere amministrativo, non può essere derogato da un atto amministrativo [...] , salva una specifica disposizione di legge che preveda tale possibilità, nel rispetto, peraltro, dei principi costituzionali  ..." La vicenda ha riguardato una società di capitale a cui l'amministrazione Comunale aveva notificato quattro documenti di addebito con cui è stato richiesto il conguaglio per la tariffa rifiuti corrisposta nel 2010. Avverso tali atti impositivi il contribuente proponeva ricorso [...]

Contratti a tempo determinato, superamento del limite: conseguenze

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15226 depositata il 30 maggio 2023, intervenendo in tema di conversione dei contratti di somministrazione a termine, ha ribadito che "... in tema di successione di contratti di lavoro a termine in somministrazione, l'impugnazione stragiudiziale dell'ultimo contratto della serie non si estende ai contratti precedenti, neppure ove tra un contratto e l'altro sia decorso un termine inferiore a quello di sessanta giorni utile per l'impugnativa» ..." La vicenda ha riguardato un lavoratore assunto con contratto di somministrazione a tempo determinato, il quale impugno, nel termine di 60 giorni dalla scadenza dell'ultimo contratto, in sede stragiudiziale i contratti a termine succedutosi nel tempo. Il Tribunale adito aveva dichiarato decaduto il ricorrente dalla facoltà di impugnare gli otto contratti a tempo determinato intercorsi . Il lavoratore impugnava la sentenza [...]

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