
Concordato Preventivo Biennale e Studi Associati: sì all’adesione anche in presenza di associati esclusi dagli ISA
Con l’introduzione del Decreto Legislativo n. 13 del 12 febbraio 2024, il legislatore ha delineato la disciplina del Concordato Preventivo Biennale (CPB), strumento volto a incentivare l’adempimento spontaneo e programmato degli obblighi tributari da parte dei contribuenti di minori dimensioni, soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA). Le successive modifiche normative, intervenute con il D. Lgs. n. 81 del 12 giugno 2025, hanno ampliato l’elenco delle cause di esclusione e cessazione dall’istituto, introducendo specifiche disposizioni in materia di studi professionali associati e soggetti partecipanti con partita IVA individuale. In tal senso, l’Agenzia delle Entrate, con le FAQ del 25 settembre 2025, ha offerto importanti chiarimenti interpretativi che meritano un’attenta analisi. Le nuove cause di esclusione: le lettere b-quinquies) e b-sexies) dell’art. 11, comma 1 Il D. Lgs. n. 81/2025, in attuazione della delega contenuta [...]
Notificazioni tributarie: l’efficacia della notifica dell’atto impositivo e il ruolo del domicilio fiscale
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 25255, depositata il 15 settembre 2025, ha riaffermato principi rilevanti in tema di notificazione degli atti tributari, con particolare riferimento al ruolo del domicilio fiscale e all’onere informativo del contribuente. Tale pronuncia offre l’occasione per ripensare criticamente il rapporto tra le esigenze dell’amministrazione finanziaria e le garanzie del contribuente nella fase della notifica. Nel presente contributo si procederà a: richiamare i fatti e le questioni oggetto del giudizio; analizzare i principi enunciati nella decisione; ragionare sui profili critici e sui possibili sviluppi; concludendo con una valutazione complessiva dell’apporto giurisprudenziale della decisione. I. Fatti di causa e quesito giuridico Nel caso deciso, una contribuente (Sa.Cl.) impugnava un’intimazione di pagamento notificata nel 2014 (per imposte dell’anno 2005) e la corrispondente cartella di pagamento notificata nel 2009. Secondo la ricorrente, [...]
Autotutela tributaria obbligatoria: innovazioni normative, vincoli operativi e nuovi obblighi di risposta e motivazione dopo la riforma disposta dai d.lgs. 219 e 220 del 2023
Con i decreti legislativi nn. 219 e 220 del 2023, attuativi della delega fiscale (L. 111/2023), l’autotutela fiscale cambia volto: diventa obbligatoria in determinati casi, si definiscono tempi certi per la risposta dell’Amministrazione finanziaria e si rafforzano le garanzie per il contribuente. Una svolta che, almeno nelle intenzioni del legislatore, promette di ridurre il contenzioso e riportare equilibrio nel rapporto fisco-contribuente. Premessa: il senso della riforma Nell’ambito della più ampia riforma del sistema tributario delineata dalla legge delega n. 111/2023, il legislatore ha scelto di intervenire in maniera organica anche sul fronte dell’autotutela, istituto storicamente caratterizzato da una forte discrezionalità dell’Amministrazione finanziaria e da una certa opacità applicativa. Con l’adozione dei decreti legislativi n. 219 e 220 del 2023, entrati in vigore il 18 gennaio 2024, si apre una nuova fase: l’autotutela non è più [...]
Concordato Preventivo Biennale 2025-2026: regole più rigide e stop alle adesioni “a metà” e principio di coerenza fiscale tra professionisti e strutture associate
Con il Decreto Legislativo n. 81 del 12 giugno 2025, il governo ha introdotto importanti novità per il Concordato Preventivo Biennale (CPB), uno strumento che permette a liberi professionisti e società di concordare in anticipo con l'Agenzia delle Entrate il reddito da dichiarare per due anni. L'obiettivo principale delle nuove regole è creare uniformità fiscale tra il singolo professionista e le strutture di cui fa parte, come studi associati, Società tra Professionisti (STP) e Società tra Avvocati (STA). In pratica, non è più possibile che solo uno dei soggetti aderisca al CPB, mentre l'altro no. La scelta deve essere condivisa da tutti per evitare incoerenze nel sistema. Ratio dell’intervento normativo Le nuove regole mirano a impedire che un singolo professionista aderisca al CPB senza che lo faccia anche l’associazione o la società professionale a cui [...]
Il divieto di compensazione nei debiti tributari accollati: limiti soggettivi e inammissibilità dell’accollo con compensazione
L’accollo del debito d’imposta, inteso come l’assunzione volontaria da parte di un soggetto terzo dell’obbligazione tributaria altrui, rappresenta un istituto che, sebbene ricavabile dalla disciplina civilistica degli obblighi, assume connotazioni peculiari nel contesto del diritto tributario. In particolare, l’attenzione degli operatori si è recentemente concentrata sulla possibilità – o, più correttamente, sull’impossibilità – per l’accollante di procedere all’estinzione del debito tributario accollato mediante compensazione con propri crediti d’imposta, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997. L’istituto della compensazione rappresenta da sempre uno strumento cruciale per il contribuente, consentendogli di estinguere le proprie obbligazioni fiscali mediante l’utilizzo di crediti vantati nei confronti dell’erario. Tuttavia, l’ambito applicativo di tale istituto incontra limiti ben precisi, tra i quali emerge, con sempre maggiore rilevanza, il divieto di compensazione intersoggettiva, ovvero l’impossibilità per un soggetto diverso dal contribuente titolare del [...]
Il sequestro per equivalente del denaro nella bancarotta fraudolenta per distrazione: profili normativi e principi giurisprudenziali
La bancarotta fraudolenta per distrazione è una delle fattispecie più gravi tra quelle previste dal T.U. fallimentare, oggi codice della crisi e dell’insolvenza (D. lgs. 14/2019). Essa comporta che l’imprenditore, nell’interesse proprio o altrui, disponga dolosamente di beni della società in liquidazione o fallita in modo da sottrarli al patrimonio dei creditori. In questi casi, la tutela dei creditori non può limitarsi al mero accertamento della colpa o del dolo, ma richiede strumenti di intervento patrimoniali: tra questi, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato, ovvero il così detto “sequestro per equivalente”. La sentenza n. 31274 del 18 settembre 2025, sezione penale, della Suprema Corte chiarisce limiti, condizioni e profili di legittimità, specie per quanto riguarda il nesso di derivazione tra la somma sequestrata e il reato, alla luce delle più recenti sezioni [...]
Parità di trattamento esteso oltre la disabilità diretta: estensione del divieto di discriminazione indiretta per chi assiste un familiare disabile
Con la sentenza nella causa C‑38/24, depositata l’11 settembre 2025, la Corte di giustizia dell’Unione Europea (CGUE), prima sezione, ha affrontato una questione di rilievo per il diritto antidiscriminatorio: se e in che misura il divieto di discriminazione fondata sulla disabilità (diretta o indiretta) riguardi anche lavoratori che non sono disabili ma che assistono un familiare disabile, in particolare un figlio. I giudici unionali hanno statuito che "il divieto di discriminazione indiretta fondata sulla disabilità si applica a un lavoratore che non sia egli stesso disabile, ma che sia oggetto di una siffatta discriminazione a causa dell’assistenza che fornisce al figlio affetto da una disabilità, assistenza che consente a quest’ultimo di ricevere la parte essenziale delle cure che le sue condizioni richiedono. (...) un datore di lavoro è tenuto, per garantire il rispetto del principio di uguaglianza [...]
Il licenziamento per mancato superamento della prova in presenza di patto nullo: l’insussistenza del fatto materiale come causa di reintegra attenuata
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 24201 depositata il 29 agosto 2025 ha affrontato una questione di crescente rilevanza pratica e teorica: il licenziamento intimato per mancato superamento del periodo di prova in presenza di un patto nullo. Il Collegio ha confermato il principio secondo cui, in tale ipotesi, il recesso datoriale è privo di fondamento in fatto, determinando l’applicazione della tutela reintegratoria attenuata ex art. 3, comma 2, D.lgs. n. 23/2015, come interpretato alla luce della recente pronuncia della Corte costituzionale n. 128/2024. La decisione offre lo spunto per una riflessione sistematica sul rapporto tra nullità del patto di prova, disciplina del recesso nel contratto a tutele crescenti e modello costituzionalmente orientato delle tutele in caso di insussistenza del fatto. I giudici di legittimità hanno, infatti, ribadito, anche alla luce [...]