
Rapporto di specialità tra reati tributari e truffa aggravata
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 27870 depositata il 19 luglio 2025, intervenendo in tema rapporto tra reati comuni e reati tributari, ha ribadito i seguenti principi di diritto secondo cui "è configurabile un rapporto di specialità tra le fattispecie penali tributarie in materia di frode fiscale (artt. 2 ed 8, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74) ed il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640, comma secondo, n. 1, cod. pen.), in quanto qualsiasi condotta fraudolenta diretta alla evasione fiscale esaurisce il proprio disvalore penale all'interno del quadro delineato dalla normativa speciale, salvo che dalla condotta derivi un profitto ulteriore e diverso rispetto all'evasione fiscale, quale l'ottenimento di pubbliche erogazioni (Sez. U, n. 1235 del 28/10/2010, dep. 2011, Giordano, Rv. 248865 - 01). La Cassazione, nella sua più [...]
L’immediatezza della contestazione disciplinare nel rapporto di lavoro: profili temporali e limiti di validità
Nel sistema del diritto del lavoro italiano, il potere disciplinare del datore di lavoro è strettamente vincolato da limiti di legittimità che ne condizionano l’esercizio (cfr. art. 7 L. 300/1970 – Statuto dei Lavoratori; art. 2106 c.c.). Tra questi limiti, assume rilievo centrale il principio dell’immediatezza della contestazione disciplinare. Questo principio è volto a garantire lo svolgimento corretto del rapporto di lavoro, mediante: la tutela del diritto di difesa del lavoratore — che deve potersi confrontare con le accuse nel momento in cui esse sono ancora intelligibili e argomentabili; la certezza e la prevedibilità dei rapporti — evitando che l’imprenditore lasci “in sospeso” la sorte del lavoratore con il timore di insinuazioni tardive. In altri termini, il potere disciplinare non è un potere assoluto e illimitato: esso deve essere esercitato con tempestività rispetto alla conoscenza dei fatti [...]
Il licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica
Il licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica si configura come una delle ipotesi del recesso datoriale per giustificato motivo oggettivo, disciplinato originariamente dall’art. 5 della legge n. 604/1966, con la relativa giurisprudenza evolutiva e con le innovazioni introdotte da disposizioni normative che recepiscono la disciplina antidiscriminatoria (in particolare, il D.Lgs. n. 216/2003 e, segnatamente, l’art. 3, comma 3‑bis). La ratio della disciplina è doppia: da un lato, tutelare il datore di lavoro rispetto all’impossibilità, oggettiva e insuperabile, di continuare a impiegare il lavoratore nelle mansioni originarie; dall’altro, proteggere il lavoratore che subisce un peggioramento dello stato di salute, evitando che il recesso si trasformi in licenziamento discriminatorio o arbitrario. In tale prospettiva, la Cassazione interviene con l’Ordinanza n. 24994, depositata l’11 settembre 2025, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha riaffermato i presupposti giuridici necessari [...]
La ripetizione degli utili non conseguiti: dalla condictio indebiti all’azione societaria e prescrizione decennale
L’istituto della ripetizione degli utili non conseguiti riguarda il caso in cui i soci di una società — tipicamente società di persone (snc, sas) — abbiano prelevato somme a titolo di utili “anticipati” o “attribuiti anticipatamente”, mentre l’attività societaria non ha effettivamente realizzato utili che giustifichino tali prelievi. In altre parole, i soci hanno tratto vantaggio patrimoniale sulla base di una presunta distribuzione di utili che, in realtà, non sussistevano. Tale vicenda, se pienamente configurata, pone la società (o chi la rappresenta) nella posizione di richiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite. La questione centrale — non meramente tecnica — è come inquadrare l’azione (e il diritto sottostante) da parte della società nei confronti dei soci, e quale regime prescrizionale sia applicabile. Il tema ha acquisito notevole rilievo in dottrina e (più di recente) in [...]
La Notifica della Cartella di Pagamento a Mezzo PEC nel Processo Tributario
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 20160 depositata il 18 luglio 2025 precisa che in tema di notificazione delle cartelle di pagamento a mezzo PEC e definisce, con rigore giuridico, i limiti e le condizioni della validità e prova di tale modalità notificatoria, particolarmente nell’ambito del processo tributario. La decisione si segnala per due rilevanti profili: da un lato, l’affermazione della sufficienza probatoria della ricevuta di avvenuta consegna PEC, anche se in formato .pdf; dall’altro, la puntualizzazione sulle conseguenze dell’improcedibilità del ricorso per cassazione in caso di mancato o tardivo deposito. Il Contesto Fattuale e Processuale La vicenda prende le mosse da una cartella di pagamento notificata alla S.r.l., emessa a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis d.P.R. 600/1973 e art. 54-bis d.P.R. 633/1972, riferita all’anno d’imposta 2011 per omessi versamenti [...]
L’intelligenza artificiale e il lavoro dipendente e autonomo alla luce della Legge n. 132/2025
La Legge 23 settembre 2025, n. 132 si inserisce nel contesto della regolamentazione europea dell’intelligenza artificiale, recependo e declinando a livello nazionale i principi di tutela della dignità umana, della trasparenza, della non discriminazione e della responsabilità. ra le disposizioni di maggiore rilievo vi sono quelle che concernono l’applicazione dell’IA nel mondo del lavoro, sia nella forma subordinata che autonoma, settori nei quali la tecnologia sta trasformando profondamente i rapporti e le modalità operative. L’obiettivo dichiarato del legislatore è chiaro: accompagnare l’introduzione dell’IA nel tessuto economico-produttivo garantendo il rispetto dei diritti fondamentali e del quadro europeo, in particolare il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), già pienamente operativo. L’introduzione di questa normativa risponde a esigenze concrete di controllo e governance di sistemi che, per loro natura autonoma e complessa, rischiano di compromettere valori fondamentali del diritto [...]
Concordato Preventivo Biennale: profili di possibile illegittimità costituzionale
L’adesione al Concordato Preventivo Biennale (CPB) comporta, per il contribuente, l’assunzione di un vincolo dichiarativo di durata biennale, in forza del quale lo stesso è obbligato a dichiarare, per due periodi d’imposta consecutivi, un reddito non inferiore a quello concordato, indipendentemente dal risultato economico effettivamente conseguito. Tale previsione normativa, sebbene ispirata a finalità di semplificazione e stabilizzazione del rapporto tributario, solleva alcuni interrogativi in ordine alla sua compatibilità con i principi costituzionali dell’ordinamento tributario. In primo luogo, viene in rilievo il principio di capacità contributiva, di cui all’art. 53, comma 1, della Costituzione, secondo cui "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva". Il vincolo biennale può determinare, nei casi in cui il reddito effettivo sia significativamente inferiore a quello concordato, un'imposizione fiscalmente disancorata dalla reale capacità economica del [...]
Cessazione e Decadenza nel Concordato Preventivo Biennale: Profili Normativi e Implicazioni Sistemiche
Con la riforma fiscale attuata dal D.lgs. 13/2024, è stato introdotto nel nostro ordinamento tributario un nuovo e ambizioso strumento di gestione del rapporto tra fisco e contribuente: il Concordato Preventivo Biennale (CPB). L’istituto mira a favorire l’adempimento spontaneo, ridurre il contenzioso e stabilizzare per due anni la posizione fiscale dei soggetti che vi aderiscono. Si tratta di una forma di accordo preventivo con il Fisco, basato su una proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate tramite algoritmi e indicatori di affidabilità fiscale (ISA), che il contribuente può accettare con effetto vincolante. Elemento centrale del CPB è proprio il vincolo biennale che ne discende: una volta accettata la proposta, il contribuente si impegna a dichiarare, per i due anni successivi, un reddito non inferiore a quello concordato, a prescindere dal reddito effettivamente conseguito. Tuttavia, nel corso del [...]