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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Decadenza dal globale trattamento salariale del lavoratore che svolge attività lavorativa – Cassazione sentenza n. 26520 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26520 depositata il 27 novembre 2013 intervenendo in tema di decadenza del lavoratore dalla cassa integrazione ha affermato che nel caso in cui il lavoratore collocato in Cassa integrazione guadagni non abbia dato comunicazione all’INPS dello svolgimento di un lavoro saltuario o temporaneo, questi decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale e tale decadenza deve estendersi all’intero periodo di concessione del beneficio, anche se lo svolgimento dell’attività lavorativa si sia verificato solo in un periodo. La vicenda ha avuto origine dalla richiesta dell'INPS nei confronti di un lavoratore in cassa integrazione guadagni il quale aveva svolto, anche se saltuariamente, attività lavorative durante il periodo della CIG senza comunicarlo all'Istituto, per cui secondo l'INPS il lavoratore era decaduto dal diritto al trattamento di integrazione salariale. [...]

Accertamento con i parametri e mancata emmissione degli scontrini – Patologia cronica evolutiva – Cassazione sentenza n. 1846 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 1846 del 29 gennaio 2014 intervenendo in tema di accertamento standardizzati ha statuito che è legittimo l'accertamento basato su strumenti standardizzati come parametri e/o studi di settori qualora dalla verifica fiscale venga accertato la mancata emissione di scontrini in un periodo d’imposta successivo conferma l’inattendibilità dell’imponibile dichiarato dal contribuente nel periodo precedente. La vicenda  ha avuto riguardato il titolare di una ditta individuale esercente l'attività di lavanderia a cui l'Amministrazione Finanziaria notificava un avviso di accertamento con il quale veniva rideterminato, mediante applicazione dei parametri  di cui alla legge 549/95 e DPCM 20.1.96 e succ. mod., il reddito imponibile ai fini IRPEF e il volume d’affari ai fini IVA relativi al 1995. Il contribunenet avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i [...]

Fallimento ed altre procedure concorsuali ed occupazione senza titolo – Cassazione sentenza n. 1513 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza n. 1513 depositata il 24 gennaio 2014 intervenendo in materia di prededucibilità nelle procedure concorsuali ha stabilito nel concordato con cessione dei beni, la prededucibilità dei crediti sorti “in occasione” della procedura, prevista dall’art. 111, secondo comma, legge fall., va riconosciuta al credito del proprietario di locali occupati senza titolo da beni ceduti dal debitore ai creditori nella procedura. La vicenda ha riguardata una società di capitale, crditrice nei confronti di società fallità, che aveva presentata richiesta al giudice delegato di ammissione dei propri crediti in prededuzione il giudice respingeva tale richiesta ed ammetteva il credito in via chirografaria, escludendo la richiesta prededuzione. La società impugnava il provvedimento dinanzi al Tribunale fallimentare i cui giudici rigettavano l'opposizione. La s.r.l. G. propone ricorso per cassazione, deducendo quattro [...]

Accertamento bancario ed importi relativi a movimentazioni operate su conti bancari dei soci – Cassazione ordinanza n. 2029 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 2029 depositata il 30 gennaio 2014 intervenendo in materia di accertamenti ed indagini finanziarie ha affermato che l'Amministrazione deve dimostrare la pertinenza alla società dei rapporti bancari intestati ai soci, l’Amministrazione Finanziaria non è tenuta a provare che tutte le movimentazioni che risultano da quei rapporti rispecchino operazioni aziendali. La vicenda ha visto come protagonista una società di capitale a cui veniva notificato un avviso di accertamento basato anche su indagini finanziarie estese a rapporti bancari intestati ai socie ed all'amministratore. La società avverso tale atto impositivo con ricorso proposto inanzia alla Commissione Tributaria Provinciale che in accoglimento delle doglianze della ricorrente annullava l'avviso di accertamento. L'Amministrazione finanziaria impugnava la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale i cui giudici confermavano [...]

Fallimento e debiti tributari rateizzati – Cassazione sentenza n. 2174 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione civile, con l'ordinanza n. 2174 depositata il 31 gennaio 2014 intervenendo in tema di procedure concorsuale hanno evidenziato la possibilità che la società insolvente venga dichiarata fallita nonostante il creditore procedente – nella specie il Fisco – abbia concesso la rateizzazione del debito. Infatti per i giudici supremi la rateizzazione del pagamento non costituisce transazione bensì una semplice dilazione dell'adempimento che, in quanto tale, non comporta il venir meno dello stato d'insolvenza. L’azienda può essere dichiarata fallita anche quando Equitalia ha già concesso la rateizzazione del debito. La rateizzazione costituisce infatti una semplice dilazione dell’adempimento che in quanto tale non esclude la sussistenza dello stato d’insolvenza. La vicenda ha visto protagonista una società a responsabilità limitata  che si era opposta alla dichiarazione di fallimento pronunciata dal Tribunale. La società avverso [...]

Obbligo di versamento delle ritenute fiscali per lavoratore distaccato all’estero – Cassazione sentenza n. 2699 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 2699 depositata il 6 febbraio 2014 intervenendo in materia di sostituto d'imposta ha affermato che qualora i lavoratori sono temporaneamente distaccati all’estero, l’azienda è tenuta a operare la ritenuta alla fonte sulla relativa indennità. La vicenda ha riguardato una società a cui veniva notificato un avviso di accertamento, relativo all'Irpef  in ordine alla ripresa a tassazione della diaria corrisposta a tre dipendenti distaccati all'estero, e per i quali la ritenuta alla fonte su tale voce non era stata operata. La società avverso tale atto impositivo proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accolsero le doglianze del ricorrente. L'Amministrazione Finanziaria impugnava la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale che accolse il gravame. I giudici territoriali evidenziavano che non si trattava [...]

Dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture false e sequestro per equivalente sui beni del legale rappresentante – Cassazione sentenza n. 5759 del 2014

La Corte di Cassazione, seziona penale, con la sentenza n. 5759 depositata il 6 febbraio 2014 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che nelle ipotesi di reati di cui all'articolo 2 D.Lgs. n. 74 del 2000 inerenti le dichiarazioni fraudolenti, è legittimo il sequestro dei beni dell'imprenditore e/o amministratore, senza la previa valutazione di quelli della società beneficiaria dell'utile determinato dal reato, posto che nessuna norma impone l’escussione preventiva del capitale sociale. La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società di capitale il quale indagato per i reati ascritti di cui all'articolo 2 del D.Lgs. 74/2000 si è visto sequestrare ex art. 322 ter c.p., un magazzino e le quote ideali di due terreni di sua proprietà. Il sequestro preventivo era stata disposta sulla base dell'ipotesi di reato di cui all'art. 2 d.lgs 74/00, [...]

Accertamento emesso prima dello spirare dei 60 giorni è nullo – cassazione sentenza n. 1869 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 1869 depositata il 29 gennaio 2014 intervenendo in tema di accertamenti fiscali ha statuito che è nullo l'accertamento emesso prima dei 60 giorni dall'ispezione anche se sta per spirare il termine concesso all'Ufficio per la rettifica dell'imposta. La vicenda ha visto protagonista un contribuente che a seguito di una verifica fiscale sulla base di rapporti bancari a lui riconducibili, acquisiti in sede penale con conseguente redazione del PVC riceveva un avviso di accertamento per IRPEF ed ILOR. Il contribuente impugnava il predetto atto impositivo inanzi alla commissione Tributaria provinciale i cui giudici accolsero parzialmente le motivazioni del ricorrente. Avverso la decisione del giudice di prime cure venne proposto ricorso da entrambe le parti alla Commissione tributaria Regionale che riformava la pronuncia impugnata. Per la cassazione [...]

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