
Omesso versamento IVA ed irrilevanza della crisi dell’azienda – Cassazione sentenza n. 3639 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 3639 depositata il 27 gennaio 2014 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che viene consumato il reato di omesso versamento Iva il nuovo amministratore della società subentrato pochi giorni prima della scadenza del termine di versamento in quanto dall'esame della dichiarazione annuale e dei modelli di versamento avrebbe facilmente desunto la violazione. L’imprenditore ha l’obbligo di accantonare l’IVA incassata per far fronte all’obbligazione fiscale anche quando l’azienda è in difficoltà finanziarie. L’imposta incassata deve essere versata all’Erario e non può essere utilizzata per fronteggiare altre esigenze aziendali. La vicenda ha riguardato l'amministratore di una srl che nominato a pochi giorni dalla scadenza del 27 dicembre 2006 non eseguiva il pagamento dell'IVA consumandosi in tal modo il reato di cui all'articolo 10 - ter D.Lgs. n. 74/2000. [...]
Contratti di locazione nuovi codici tributi – Risoluzione n. 14/E del 2014
L'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 14/E del 24 gennaio 2014 ha provveduto ad istituire a istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello F24 “Versamenti con elementi identificativi”, degli importi da pagare in relazione alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili (articolo 17, comma 1, del Testo Unico del Registro approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131). La risoluzione fa seguito al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 3 gennaio 2014 con cui in attuazione dell’articolo 2 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 8 novembre 2011 sono state estese le modalità di versamento di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, relative alle somme dovute per la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili esistenti nel [...]
Sequestro preventivo legittimo se analiticamente motivato – Cassazione sentenza n. 570 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 570 depositata il 8 gennaio 2014 intervenendo in tema di sequestro preventivo ha statuito che ai fini del sequestro preventivo, il giudizio di sproporzione tra i redditi del proposto e i beni acquistati deve essere effettuato sulla base di parametri oggettivi e controllabili quali l’anno di riferimento, le dimensioni del nucleo familiare, la regione geografica di riferimento, ecc. La ricostruzione di entrate e uscite, che fa riferimento a dati specifici e circostanziati, sicuramente prevale su quella generica presentata dal consulente tecnico della parte La Corte ha ritenuto che il provvedimento di sequestro preventivo previsto dall'articolo 12-sexies, legge 356/1992 risulta correttamente motivato qualora sia basato su diversi dati di riferimento, quali ad esempio le dimensioni del nucleo familiare, la regione geografica in questione e la professione dell’indagato. La [...]
Bonus mobili: modifiche apportate dalla legge di stabilità 2014
La legge di stabilità ha apportato molte novità. Infatti il comma 139 della legge 147 del 27 dicembre 2013 ha modificato profondamente, con effetto dal 1° gennaio 2014 il regime normativo per la detrazioni fiscali per l’acquisto di mobili. Il bonus in commento consiste nel riconoscimento di una detrazioni fiscali concesse ai contribuenti che acquistano mobili, aventi determinate caratteristiche e che saranno adibiti dal contribuente presso l’immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia. La legge di stabilità ha confermato anche per l’anno 2014 la misura del 50% della detrazione ed opera fino ad un ammontare complessivo di spese sostenibili pari ad euro 10.000 per unità immobiliare. Per cui le spese che eccedono tale limite non possono godere della detrazione fiscale. La detrazione deve essere utilizzare per un periodo obbligatorio di dieci anni. Pertanto l’importo complessivo della detrazione sarà [...]
Compensazioni crediti certificati con debiti tributari iscritti a ruolo
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2014 del decreto del Ministero delle Finanze del 14 gennaio 2014 si è resa praticabile la possibilità delle compensazioni dei crediti che le imprese hanno nei confronti della pubblica amministrazione con i debiti da contenzioso con il Fisco. Il Decreto Ministeriale di cui sopra vengono stabilite le regole per la compensazione di crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario. La compensazione può avvenire solo mediante l'utilizzo del modello F24 telematico. I crediti utilizzabili sono i "crediti certificati", non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario [...]
Azione revocatoria fallimentare e “Scientia decoctionis” del terzo contraente – Cassazione sentenza n. 25739 del 2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n.25739 del 15 novembre 2013 ha confermato come nel contratto di apertura di credito regolata in conto corrente, le singole rimesse effettuate sul conto dell’imprenditore poi fallito, nel periodo di cui all’art.67, co.2 L.F., quando il conto sia scoperto (per il superamento del fido), sono revoca bili per la parte relativa alla differenza tra lo scoperto e il limite del fido – senza che la revocabilità debba essere contenuta nel limite del divario tra il massimo scoperto extrafido e il saldo a chiusura del conto – atteso che lo scoperto di conto costituisce per la banca un credito esigibile e che la rimessa, non creando nuova disponibilità per il cliente, ha carattere solutorio (vedasi sentenze n.16610/13, n.10869/94 e n.5413/82). La vicenda ha riguardato una banca che aveva acquisito [...]
Mobbing e valutazione mediocre del dipendente nelle note di qualifica – Cassazione sentenza n. 898 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 898 depositata il 17 gennaio 2014 intervenendo in tema di mobbing ha affermato che "in riferimento al regime precedente all'art. 4 D.lgs. n. 216/2003 che alla fattispecie in esame non si applica ratione temporis, per "mobbing" si deve intendere una condotta del datore di lavoro che, in violazione degli obblighi di protezione di cui all'art. 2087 c.c., consiste in reiterati e prolungati comportamenti ostili, di intenzionale discriminazione e di persecuzione psicologica, con mortificazione ed emarginazione del lavoratore. La vicenda ha visto protagonista un dipendente dell'Agente per la riscossione che adiva al Giudice del Lavoro per sentir dichiarare la illegittimità delle note di qualifica (mediocre) attribuite dal datore di lavoro e la illegittimità della condotta di mobbing di cui era stata vittima, chiedendo, inoltre, la condanna del [...]
Licenziamento legittima la conciliazione di rinuncia all’impugnazione anche se violato l’obbligo di conciliazione -Interpello n. 1 del 2014
Il Ministero del Lavoro rispondendo a una richiesta di chiarimenti, con l'interpello n. 1 del 22 gennaio 21014, avanzata da Confindustria ha affermato che è valida la conciliazione conclusa in sede sindacale nella quale il lavoratore rinunci al diritto a impugnare il licenziamento anche in assenza del rispetto dell’apposita procedura davanti alla DTL come disciplinata dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604. Per il Ministero la conciliazione mantiene la sua validità anche in presenza di vizi procedurali. Ne caso di specie sottoposto al Ministero del Lavoro ha riguardato la validità di una conciliazione, conclusa in sede sindacale, con cui il lavoratore rinunci al diritto ad impugnare il licenziamento anche in presenza di vizi nella procedura. Da quanto emerge dalla lettura dell'interpello n. 1 del 22 gennaio 2014, l’introduzione della procedura conciliativa di cui all’art. 7 della [...]