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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Regime del margine ed acquisto autovetture usate da fornitori tedeschi – Cassazione sentenza n. 658 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 658 depositata il 15 Gennaio 2014 intervenendo in materia di regime del margine ha statuito che il regime del margine, disciplinato dal D.L. n. 41 del 1995, art. 36, conv. nella L. n. 85 del 1995,  trova applicazione solo nelle ipotesi in cui il contribuente riesca a dimostrare la sussistenza dei presupposti di fatto che giustificano la deroga al normale regime impositivo ed in particolare il carattere usato degli autoveicoli ceduti dopo avere percorso 6000.00 Km dopo la prima immatricolazione, il terzo presupposto costituito dalla imponibilità dell'operazione a monte o dall'applicazione del regime del margine da parte del venditore. Per i giudici di legittimità, che accolgono il ricorso dell'Agenzia delle Entrate,  le operazioni commerciali compiute sul territorio nazionale vanno sottoposte al regime fiscale ordinario. Sussistono, comunque, delle deroghe a tale principio [...]

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Contrazione dell’attività commerciale – Cassazione sentenza n. 902 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 902 depositata il 17 gennaio 2014 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che che "in materia di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni inerenti all'attività produttiva - nella quale rientra il licenziamento conseguente alla soppressione del posto di lavoro - il datore di lavoro ha l'onere di provare, con riferimento alla capacità professionale del lavoratore ed alla organizzazione aziendale esistente all'epoca del licenziamento, anche mediante elementi presuntivi o indiziari ovvero attraverso fatti positivi, l'impossibilità di adibire utilmente il lavoratore in mansioni diverse da quelle che prima svolgeva o in posti di lavoro confacenti alle mansioni dallo stesso svolte, giustificandosi il recesso solo come extrema ratio". La vicenda ha riguardato un dipendente responsabile della qualità e del coordinamento delle risorse operative, venne dapprima [...]

Ripartizione spese lastrico e capacita di stare in giudizio dell’amministratore – Cassazione sentenza n. 1451 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza n. 1451 depositata il 23 gennaio 2014 intervenendo in tema di ripartizioni di spese condominiale ha statuito che ogni qual volta in cui si rende necessario agire o difendersi in causa, se il contendere riguarda le attività tipiche dell’amministratore, quest’ultimo non sarà tenuto a chiedere il preventivo placet dell’assemblea. La vicenda ha riguardato un condominio che aveva fatto dei lavori inerenti al lastrico solare uno dei condomini aveva impugnato la delibera assembleare che aveva ripartito la spesa per il rifacimento del lastrico, accollando ad esso istante, oltre al terzo per calpestio, anche la quota di partecipazione sui restanti 2/3 a titolo di copertura del fabbricato. Il Tribunale, a cui si era rivolto il condomino, rigetto la sua domanda. Il condomino impugnava la pronuncia del giudice di prime [...]

Licenziamento per giusta causa e principio di proporzionalità della sanzione – Cassazione sentenza n. 589 del 2014

La Corte di Cassazione Civile, sezione lavoro, con la sentenza n. 589 depositata il 14 Gennaio 2014 intervenendo in materia di licenziamento ha statuito che è illegittimo il licenziamento disposto per motivi che non possono essere qualificati giudizialmente come giusta causa. Il provvedimento di espulsione del lavoratore dall'azienda può essere correttamente irrogata solo secondo criteri tassativi e pur sempre nel rispetto del principio di proporzionalità.  La vicenda ha riguardato un dipendente a cui veniva comunicato il proprio licenziamento dopo che l'azienda aveva appurato l'abbandono  ingiustificato della propria postazione durante l'orario di lavoro. Il dipendente impugna la comunicazione di licenziamento dinanzi al Tribunale, nella veste di giudice del lavoro, chiedendo che il giudice accerti la illegittimità del licenziamento e conseguente reintegrazione del posto di lavoro e relativo risarcimento danni. Il Tribunale adito rigettava la domanda del lavoratore. La decisione [...]

Termini per la richiesta di indennizzo per causa di servizio dipendente ASL – Cassazione sentenza n. 586 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 586 depositata il 14 gennaio 2014 intervenendo in tema di risarcimento per cause di servizio ha affermato che la richiesta diretta ad accertare la dipendenza da causa di servizio del danno subito dal lavoratore è sottoposta, ai sensi del Dpr 461/2001 al termine di sei mesi, decorrente, se noto, dal momento in cui si verifica l'evento mentre, se non immediatamente individuabile, da quando il lesionato ha avuto conoscenza dell'infermità, della lesione o dell'aggravamento delle proprie condizioni cliniche. La vicenda ha riguardato un dipendente di un ASL che si era rivolto al Tribunale, nella veste di giudice del lavoro, per accertare la dipendenza da causa di servizio delle infermità conseguite all'infortunio in itinere verificatosi. Il Tribunale adito si pronunciava per la inammissibilità della domanda del dipendente, poiché la stessa doveva essere presentata entro [...]

Cartella di pagamento intestata al contribuente defunto – Notifica agli eredi – Legittimità – Cassazione sentenza n. 228 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 228 depositata il 9 gennaio 2014 intervenendo in materia di notifiche ha statuito che è legittima la notifica degli atti fiscali eseguita nell'ultimo domicilio fiscale del de cuius qualora gli eredi non abbiano adempiuto a quanto disposto nell'articolo 65 del Dpr 600/73 ovvero non siano trascorsi trenta giorni dalla comunicazione dalla predetta comunicazione. La vicenda ha riguardato una contribuente a cui in qualità di erede del de cuius veniva notificata una cartella di pagamento relativa a maggiori imposte IRPEF e contributo al Servizio Sanitario Nazionale, liquidate, per omesso o tardivo versamento, a seguito di controllo c.d. formale o cartolare delle dichiarazioni dei redditi, ex art. 36-bis DPR 600/1973, per l'anno 1992, da parte del de cuius. La contribuente avverso la Cartella proponeva ricorso alla Commissione Tributaria [...]

Acquisto prima casa – Trasferimento di residenza – Criteri alternativi – Cassazione sentenza n. 26740 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 26740 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di agevolazioni prima casa ha stabilito che l'agevolazione prima casa spetta all'acquirente che svolge la propria attività lavorativa nel comune dove è ubicata l'abitazione. Indipendentemente dal fatto che, al momento dell'acquisto, la richiesta dell'agevolazione si sia basata sull'intenzione dell'acquirente di trasferire in quel comune la propria residenza entro 18 mesi dal rogito, intenzione non concretizzata in seguito. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione finanziaria revocava i benefici c.d. prima casa per il mancato rispetto del trasferimento della residenza anagrafica nel Comune ove era ubicato l’immobile acquistato, entro il termine di diciotto mesi, ed irrogava le sanzioni. Il contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale [...]

Onere della prova della persecuzione a carico del lavoratore – Cassazione sentenza n. 28448 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 28448 depositata il 19 dicembre 2014 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che la consulenza tecnica d’ufficio non costituisce un mezzo di prova, ma solo uno strumento di controllo dei fatti costituenti la prova, il lavoratore che adduca di aver subito condotte discriminatorie e persecutorie è gravato del relativo onere probatorio, non essendo sufficiente riportarsi ad episodi riferiti dal CTU. La vicenda ha visto un lavoratore addetto, tra l'altro, alle mansioni di delegato alla sicurezza a cui il datore di lavoro con provvedimento disciplinare contestava una serie di inadempimenti legati a tale funzione. Il procedimento disciplinare si concludeva con il licenziamento del lavoratore; il quale impugnava il provvedimento di espulsione dinanzi al Tribunale, in veste di giudice del lavoro. Il Tribunale adito riconosceva l'illegittimità del [...]

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