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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Bancarotta preferenziale se viene violato il principio della par conditio creditorum – Cassazione sentenza n. 48802 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 48802 depositata il 5 dicembre 2013 intervenendo in materia di reato per bancarotta ha statuito che commette reato di bancarotta preferenziale l’amministratore unico e il liquidatore della società in dissesto che eseguono pagamenti in favore delle banche, senza rispettare il criterio di proporzionalità con gli altri creditori. La vicenda ha riguardato l'amministratore unico ed il liquidatore di una società s.r.l. i quali avevano eseguito pagamenti in favore di tre banche in epoca in cui la società già versava in stato di dissesto. Per cui con l'apertura della procedura concorsuale venivano accusati di cui all'articolo 216 della legge fallimentare. Il GIP dichiarava il non luogo a procedere nei loro confronti evidenziando che, oltre ai pagamenti in favore delle banche, erano stati eseguiti versamenti anche in favore di altri soggetti, ha ritenuto [...]

Cessione di ramo d’azienda e legittima anche con dipendenti in CIGS – Cassazione sentenza n. 27277 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27277 depositata il 5 dicembre 2013 intervenendo in tema di cessione di azienda ha ritenuta esclusa la frode alla legge qualora vi sia una cessione di ramo d’azienda che comprende lavoratori in cassa integrazione, laddove il ramo ceduto configuri da sempre un’entità economico ben distinta ed autonoma rispetto al resto dell’azienda e la cessione sia volta anche a conservare i posti di lavoro, anziché procedere con un licenziamento collettivo. La vicenda ha visto protagonista i lavoratori di una società che aveva ceduto il ramo di azienda. Successivamente alla cessione del ramo di azienda i lavoratori venivano licenziati. I dipendenti impugnarono il provvedimento di espulsione inanzi al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, con una domanda diretta ad ottenere l'accertamento dell'insussistenza del trasferimento del ramo di azienda in quanto prima della cessione del ramo di azienda erano [...]

Avvocato: incompatibilità tra iscrizione all’ordine forense e dipendente publico part-time – Cassazione sentenza n. 27266 del 2013

La Corte di Cassazione a Sezione Unite con la sentenza n.27266 depositata il 5 dicembre 2013 intervenendo in materia di incompatibilità ordine forense ha affermato che è legittimo la disposizione normativa nazionale che nega l’esercizio ai dipendenti pubblici in una relazione di lavoro a tempo parziale l’esercizio della professione di avvocato. La vicenda ha riguardato un dipendente ministeriale a tempo parziale iscritto dal  1997 nell’ albo degli avvocati in virtù della disposizione di cui all’articolo 1, comma 56, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, che consentiva la doppia attività ma che in base alla legge 339/2003, con cui è stato introdotto il il divieto di esercizio della professione forense per i dipendenti pubblici part-time veniva disposta la sua cancellazione dall'ordine forense. Infatti il professionista con l'entrata in vigore della norma il ricorrente manifestava la sua intenzione di [...]

Lavoro subordinato qualificazione ed esclusione del compenso di pronta reperibilità – Cassazione sentenza n. 27138 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27138 depositata il 4 dicembre 2013 intervenendo in tema di qualificazione del rapporto di lavoro ha statuito che in caso di prestazioni che, per la loro natura intellettuale, mal si adattano ad essere eseguite sotto la direzione del datore di lavoro con continuità regolare, anche negli orari, la qualificazione del rapporto come subordinato o autonomo, sia pure con collaborazione coordinata e continuativa, deve essere affermata secondo il primario parametro distintivo della subordinazione, intesa come assoggettamento del lavoratore al potere organizzativo del datore di lavoro. Nel solco del consolidato orientamento della Corte Suprema, nel caso di specie, i giudici di legittimità la problematica della qualificazione della natura delle prestazioni del medico hanno statuito che i criteri che il giudice deve adottare al fine di stabilire se il rapporto di [...]

Falsificazione del certificato medico del dipendente pubblico truffa e falso ai danni dell’ente pubblico – Cassazione sentenza n. 48145 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione penale, con nla sentenza n. 48145 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di truffa ha affermato la responsabilità penalmente rilevante  per truffa e falso ai danni della P.A. del pubblico impiegato che il quale per ottenere la retribuzione nei giorni di assenza ha falsificato le firme apposte sui certificati medici presentati, e la cui malattia non è di tale gravità da giustificare di per sé l’assenza dal lavoro. La vicenda ha riguardato un impiegato pubblico che aveva presentato certificati medici alterati veniva accusato di accusato di truffa e falso ai danni della p.a. perché in qualità di pubblico impiegato, mediante artifici e raggiri consistiti nel rappresentare falsamente di essere malato, non prestava la propria attività lavorativa pur facendosi corrispondere la retribuzione. Il Tribunale condannava per i reati ascritti [...]

IRAP esente per i professionisti con reddito elevato e spese di viaggio all’estero – Cassazione sentenza n. 27213 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27213 depositata il 4 dicembre 2013 intervenendo in tema di esenzione IRAP ha statuito che  il professionista che sostenga molte inerenti a spese per spostamenti, viaggi all’estero e soggiorni in albergo, non costituiscono elementi  idonei ad individuare il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione per cui lo stesso non è soggetto ad IRAP. La vicenda ha riguardato un professionista che aveva presentato un istanza di rimborso IRAP ritenendo che mancassero i presupposti per l'applicazione dell'imposta. Contro il diniego dell'Amministrazione Finanziaria il professionista ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici respingevano il gravame. Avverso la pronuncia dei giudici di prime cure il contribuente impugnava la sentenza inanzi alla Commissione Tributaria Regionale che accoglieva il gravame dell'Agenzia delle Entrate, in quanto, ritenuto, preliminarmente, ammissibile l'appello, a fronte della specificità delle [...]

Responsabilità per la trasmissione della dichiarazione fiscale sempre del contribuente – Cassazione sentenza n. 27202 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27202 del 4 dicembre 2013 intervenendo in materia di invio di dichiarazione fiscale ha statuito che è legittimo l’accertamento induttivo a carico del contribuente il cui intermediario abilitato alla presentazione ha depositato in ritardo la dichiarazione dei redditi. Sebbene, quindi, la legge ammetta la facoltà di avvalersi di intermediari ai fini della presentazione della dichiarazione, l’obbligo di presentazione di quest’ultima incombe, in ogni caso, sui contribuenti tenuti. La vicenda ha riguardato una società a cui, l'Amministrazione Finanziaria, notificava n avviso di accertamento induttivo scaturito dall’omessa presentazione del modello unico per la dichiarazione dei redditi determinando reddito d’impresa e volume d’affari ex articolo 39, 2° comma, del decreto del Presidente della Repubblica numero 600/73 e 55 del decreto del Presidente della Repubblica numero 633/72. La contribuente impugnò l’atto impositivo [...]

Indetraibilità IVA per consulenze antieconomiche – Cassazione sentenza n. 27199 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione Tributaria, con la sentenza n. 27199 depositata il 4 dicembre 2013 intervenendo in tema di detraibilità dell'IVA ha statuito la legittimità della rettifica della dichiarazione IVA con metodo induttivo quando l’importo fatturato dalla società di consulenza risulta  “sproporzionato” rispetto alla prestazione fornita alla contribuente, la quale, ai fini dell’annullamento dell’accertamento a suo carico, deve dimostrare che l’operazione contestata è perfettamente lecita dal punto di vista fiscale. Inoltre viene affermato la legittimità dell'Amministrazione Finanziaria  può ridurre induttivamente l’importo della consulenza e circoscrivere il beneficio. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva notificato un avviso di rettifica ai fini IVA ritenendo era eccessivo e sproporzionato rispetto alla prestazione ricevuta riguardante contabilità generale ed IVA, consulenze contrattuali ed assistenza negli adempimenti amministrativi e fiscali. La società contribuente avverso tale atto [...]

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