
Violazione del principio dell’immediatezza del licenziamento: reintegra del lavoratore – Cassazione sentenza n. 26655 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n.26655 depositata il 28 novembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento disciplinare ha affermato che è illegittimo, per violazione del principio di immediatezza della reazione, quale elemento costitutivo del recesso per giusta causa, ai sensi dell’art. 2119 del codice civile, un licenziamento per giusta causa intimato 18 giorni dopo il chiaro delineamento del quadro fattuale in capo al datore di lavoro. La vicenda ha riguardato un dipendente rappresentante sindacale cui era stato contestato l’intenzionale impedimento, per più di un’ora, del passaggio dei furgoni, attraverso una forma di protesta solitaria consistita nello sdraiarsi per terra nella sede di scorrimento del cancello carraio, il tutto con modalità "a sorpresa" idonee a creare una situazione di pericolo o di danno. Al termine della procedura disciplinare veniva comunicato l'applicazione della sanzione massima del licenziamento. [...]
Indennità di maneggio denaro compete all’agente anche se non previsto con forma scritta – Cassazione sentenza n. 21079 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21079 depositata il 16 settembre 2013 intervenendo in materia di contratto di agenzia ha statuito che all'agente spetta l'indennità di maneggio denaro per l'incasso di danaro per conto del preponente anche se tale previsione non è contenuta nel contratto di agenzia. La vicenda ha visto protagonista un agente di commercio che citava in giudizio la società preponente al fine di vedersi riconoscere l'indennità di maneggio denaro. Il Tribunale, adito, non accoglieva la domanda dell'agente, il quale proponeva appello alla Corte Territoriale, i cui giudici accoglievano parzialmente il ricorso principale proposto dall'agente e respingevano il ricorso incidentale della società preponente condannava la società al pagamento dell'indennità maneggio denaro. La società per la cassazione di tale sentenza proponeva ricorso, basato su tre motivi di censura, alla Corte Suprema. Gli Ermellini rigettano il [...]
IMU: seconda rata abolita, ma non per tutti
Il governo con l'approvazione del decreto legge n. 133 del 30 novembre 2013 ha abolito, ma non per tutti, la seconda rata IMU su abitazioni principali e relative pertinenze ad esclusione di quelle rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Infatti per i Comuni che hanno disposto o disporranno entro il 5 dicembre 2013 l'innalzamento dell’aliquota base prevista dalle norme statali gli abitanti dovranno pagare una somma pari al 40% della differenza tra l'importo dell'imposta determinato applicando alla base imponibile IMU l'aliquota standard del 4 per mille e l'importo determinato applicando l'aliquota stabilità dal Comune. Il provvedimento normativo prevede l'esenzione dall'IMU anche ai fabbricati rurali e i terreni agricoli per la parte destinata alla coltivazione. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri prevede nei casi in cui sia dovuta l'IMU sull'abitazione principale la stessa [...]
Prestanome e responsabilità per dichiarazione infedele ed emissione di fatture per operazioni inesistenti – Cassazione sentenza n. 47110 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 47110 depositata il 27 novembre 2013 intervenendo in tema di rati fiscali ha affermato che l’equiparazione degli amministratori di fatto a quelli formalmente investiti è stata affermata sia nella materia civile che in quella penale e tributaria. Pertanto per i giudici della Corte anche il prestanome della società che non ha versato le imposte rischia una condanna per evasione fiscale e dichiarazione infedele. La vicenda ha avuto inizio con un controllo fiscale durante il quale emergevano irregolarità inerenti al reato di dichiarazione infedele ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il Tribunale assolveva, per non aver commesso il fatto, P. D. dai reati di cui agli articoli 110 c.p. e 4 del D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione infedele ed emissione di fatture per operazioni inesistenti) in concorso con [...]
Utilizzo di dati bancari non appartenenti al soggetto controllato: legittimità – Cassazione sentenza n. 25474 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25474 depositata il 13 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamenti basati su indagini bancarie ha statuito che le indagini presso gli istituti di credito possono riguardare anche i conti di soci, amministratori o procuratori generali, non solo quelli formalmente intestati all'azienda. Pertanto in caso di indagine finanziaria condotta nei confronti di una società, è legittimo utilizzare i dati desunti dai rapporti finanziari intestati a persone fisiche a essa collegate, quali soci, amministratori o procuratori speciali, a condizione che il Fisco provi, anche tramite presunzione, la natura fittizia dell'intestazione o la sostanziale riconducibilità alla società dei conti o di alcuni loro singoli dati. In tal ipotesi, incombe sul contribuente l'onere di provare l'estraneità delle operazioni contestate alla propria attività d'impresa. La vicenda ha riguardato una [...]
Licenziamento illegittimo per l’Installazione non autorizzata di programmi informatici sul computer – Cassazione sentenza n. 26397 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 26397 depositata il 26 novembre 2013 intervenendo in tam di licenziamenti ha statuito che non può essere licenziato il dipendente che scarica gratuitamente programmi direttamente dal pc d'ufficio anche se l'azienda non aveva autorizzato l'installazione salvo che l'azienda deve dimostrare di aver subito un danno per le azioni del dipendente. Per i giudici del Palazzaccio installare un programma per scaricare gratis musica e film nel computer aziendale non è un'azione così grave da giustificare il licenziamento. Neppure se il lavoratore nega, malgrado l'evidenza, di aver messo nel pc aziendale il software in condivisione. Per i giudici di merito la violazione di cui si era reso responsabile il dipendente con l'installazione del programma E-Mule era un peccato tanto veniale da indurre la stessa società a correggere la rotta [...]
Reintegrazione in servizio e riduzione del risarcimento danno – Cassazione sentenza n. 26394 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26394 depositata il 26 novembre 2013 intervenendo in tema di risarcimento danno per licenziamenti illegittimo ha precisato che al lavoratore da reintegrare può spettare un risarcimento del danno da parte dell’azienda anche superiore al triennio successivo alla data del recesso ritenuto illegittimo, nonostante sia presumibile che in tale lasso di tempo il licenziato, con l’ordinaria diligenza, avrebbe potuto trovare un’altra occupazione. I giudici di legittimità hanno statuito, nel caso di specie, che il risarcimento può essere ridotto, eccependo il mancato rispetto dei principi di correttezza e buona fede da parte del lavoratore, tramite l’indicazione delle possibilità di reimpiego non sfruttate dallo stesso. Tale onere spetta al datore di lavoro ed il giudice del merito non può supplire alle carenze processuali dell’azienda. La vicenda ha riguardato un [...]
Cartella esattoriale con vizio di forma non determina la perdita del recupero del credito – Cassazione sentenza n. 26395 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26395 depositata il 26 novembre 2013 intervenendo in materia di cartelle di pagamento ha statuito che la presenza di un vizio formale o il mancato rispetto del termine di decadenza per l’iscrizione a ruolo del debito non pregiudica la possibilità per l’INPS di recuperare i contributi non pagati dall’impresa, ben potendo optare per la via dell’accertamento del suo diritto in sede giudiziaria. In sostanza L’Istituto può recuperare i contributi non pagati anche se la cartella esattoriale è affetta da un vizio formale scegliendo la via dell’accertamento del suo diritto in sede giudiziaria. Con la sentenza in esame i giudici del Palazzaccio forniscono un importante indirizzo per i casi in cui si verifichino dei vizi formali o una tardiva iscrizione dei crediti contributivi nei ruoli esecutivi. Tra le motivazioni si legge ancora [...]