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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Accertamento e mancato rispetto dei termini di durata degli accessi e verifiche – Cassazione sentenza n. 26732 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 26732 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di durata di accesi e verifica ha statuito che l'accertamento fiscale è legittimo anche se l'ispezione degli agenti del fisco si protrae oltre i trenta giorni stabiliti dall'articolo 12 quinto comma dello Statuto del contribuente senza regolare proroga. In quanto, spiegano i giudici, le norme tributarie non collegano conseguenze sull'atto impositivo all'inadempimento dell'amministrazione e lo stesso è meramente ordinatorio, in quanto nessuna disposizione lo dichiara perentorio, o stabilisce la nullità degli atti compiuti dopo il suo decorso. La vicenda ha riguardato una società sottoposta a verifica fiscale presso la sede della stessa per oltre i trenta giorni previsti dall'articolo 12 dello statuto dei contribuenti senza alcuna proroga formale. Durante la verifica erano emerse anche false fatture. Alla conclusione [...]

Notifica nulla dell’accertamento se effettuata al defunto e non agli eredi – Cassazione sentenza n. 26718 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 26718 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di notifiche ha statuito che è nulla la notifica dell'accertamento se l'Amministrazione finanziaria la spedisce solo al contribuente deceduto e non agli eredi. L’avviso va comunicato personalmente e nominativamente ai successori nel domicilio fiscale da loro indicato. La vicenda ha riguardato gli eredi di un contribuente deceduto a cui veniva notificata una cartella di pagamento, avente ad oggetto recupero IRPEF 1993, notificata alla S., nella sua qualità di erede del defunto marito, a seguito di un avviso di accertamento notificato solo a quest'ultimo, in data successiva al suo decesso, e non ai suoi eredi. Avverso tale atto gli eredi del contribuente deceduto ricorrevano alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze dei ricorrenti. L'Agenzia delle [...]

Qualifica di dirigente e Clausole del c.c.n.l. di mero riconoscimento formale – Cassazione sentenza n. 20839 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 20839 depositata il giorno 11 settembre 2013 intervenendo in materia contratti collettivi ha affermato che le clausole dei contratti collettivi di lavoro, che subordinano l'attribuzione della qualifica di dirigente al requisito del formale riconoscimento da parte del datore di lavoro (cosiddetto "clausole di mero riconoscimento formale"), devono considerarsi nulle, in quanto ancorate non alla necessaria natura obiettiva delle mansioni e dei compiti di fatto svolti, la cui qualifica e' definizione formale, ma unicamente ad una unilaterale ed arbitraria scelta datoriale; sono, invece, da considerarsi valide le clausole che sono integrate da altra norma contrattuale che rinvii ad un allegato l'indicazione dei gradi a cui e' attribuita la qualifica dirigenziale. La vicenda ha riguardato un dipendente di una società che veniva incorporata da altra società nei [...]

Accertamento induttivo legittimo anche prescindendo dalle scritture contabili – Cassazione sentenza n. 26715 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 26715 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in materia di accertamenti fiscali ha statuito che è legittimo l’accertamento del reddito con il metodo induttivo se la società non esibisce la contabilità, richiesta dal fisco, perché custodita presso il commercialista. Il fisco non ha l’onere di ricercare la documentazione in un luogo diverso dal domicilio fiscale, per cui non ha l’obbligo di verificare e controllare l’attualità e l’esattezza del domicilio fiscale né quello di contattare eventuali sostituti o incaricati dell’amministratore presso i quali risulta depositata la documentazione contabile. La vicenda ha riguardato una società a cui venivano notificati avvisi di accertamento, applicando il metodo induttivo, per maggiore imposte IVA ed IRAP emessi dall'Amministrazione finanziaria. La società avverso gli atti impositivi ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale lamentando l'illegittimità [...]

Finanziamento soci delle società cooperative

L'obbligo della comunicazione dei finanziamenti dei soci riguarda anche le società cooperative e per importi poco significativi ai fini di una eventuale attività di accertamento sintetico a carico dei soci. Il contenuto dell'articolo 2, comma 36-septiesdecies del Decreto legge 138/2011, che ha introdotto tale adempimento, è finalizzato alla raccolta di informazioni per monitorare i soci che finanziavano la società. Dunque, si parla di una finalità ben precisa e distante da quella che è alla base di un'altra fattispecie: quella dei modesti finanziamenti dei soci alla loro cooperativa. Alla luce della normativa di riferimento l'obbligo di raccolta e invio delle informazioni relative ai finanziamenti e alle capitalizzazioni ricevuti grava su tutti i soggetti che esercitano attività di impresa e dunque anche sulle cooperative (risultano escluse solo le società semplici che per espressa previsione normativa non esercitano [...]

Trasferimento d’azienda non va usato come strumento di sostituzione del datore di lavoro – Cassazione sentenza n. 22613 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 22613 depositata il 3 ottobre 2013 intervenendo in materia di trasferimento di azienda ha statuito che nelle ipotesi di cessione di ramo di azienda operata successivamente all'entrata in vigore dell'art. 32 del d.lgs. n. 276/03, tanto la normativa comunitaria (direttive CE nn. 98/50 e 2001/23) quanto la legislazione nazionale (art. 2112, comma quinto, cod. civ., sostituito dall'art. 32 del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276) perseguono il fine di evitare che il trasferimento si trasformi in semplice strumento di sostituzione del datore di lavoro, in una pluralità di rapporti individuali. Infatti la direttiva  98/50 e 2001/23 prevede che il ramo d'azienda oggetto del trasferimento costituisca un'entità economica con propria identità, intesa come insieme di mezzi organizzati per un'attività economica, essenziale o accessoria. Analoga previsione è contenuta [...]

Lavoratori somministrati esclusi dal computo se previsto dai CCNL – Cassazione sentenza n. 26654 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26654 depositato il 28 novembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che l'applicazione del D.Lgs n. 276/2003 esclude i lavoratori in somministrazione dal computo dei 15 dipendenti ai fini della tutela reale ex articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ma l’impiego di tali lavoratori in violazione delle norme del contratto collettivo applicato dall’azienda fa sì che i lavoratori in eccesso siano computati nella dimensione aziendale ai fini della tutela reale. Gli Ermellini hanno puntualizzato che l’utilizzo di lavoratori in somministrazione in numero superiore ai limiti previsti dal CCNL applicato dall’azienda costituisce “frode alla legge” e tali contratti devono intendersi stipulati per eludere la norma di legge che tutela con la reintegra i lavoratori illegittimamente licenziati. Pertanto, nel caso in specie, considerando i somministrati impiegati in più rispetto ai limiti del CCNL l’azienda [...]

Fatture false e concorso nel reato di altri soggetti – Cassazione sentenza n. 47210 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 47210 depositata il 28 novembre 2013 intervenendo in materia di reati fiscali ha statuito che la sanzione di inutilizzabilità erga omnes delle dichiarazioni assunte senza garanzie difensive da un soggetto successivamente al momento in cui l'esame doveva essere interrotto essendo emersi indizi di reità a suo carico, postula che si tratti di indizi non equivoci di reità, non rilevando a tale proposito eventuali sospetti od intuizioni personali dell’interrogante e non potendosi far derivare la posizione di indagato automaticamente dal solo fatto che il dichiarante possa essere stato in qualche modo coinvolto in vicende potenzialmente suscettibili di dar luogo alla formazione di addebiti penali a suo carico. La vicenda ha avuto origine con il provvedimento, emesso dal GIP, degli arresti domiciliari di un commercialista accusato di aver [...]

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