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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Assoggettabilità a tassazione del premio fedeltà – Cassazione ordinanza n. 27099 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributi, con l'ordinanza n. 27099 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di istanza di rimborso ha affermato che è legittimo il silenzio - rifiuto dell’Agenzia delle Entrate sull’istanza di rimborso delle trattenute operate dal datore di lavoro sul “premio fedeltà” corrisposto al dipendente. Inoltre viene riconosciuto che “premio fedeltà” fa parte del reddito imponibile. Gli Ermellini accolgono il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria che aveva impugnato la sentenza con cui la Commissione Tributaria Centrale (CTC) riteneva non soggetta a tassazione il “premio fedeltà” erogato dall’azienda datrice di lavoro al contribuente, in occasione del raggiungimento del venticinquesimo anno di servizio. Per i giudici di legittimità la Commissione Tributaria Centrale  ha commesso un errore di giudizio in quanto ai sensi dell’articolo 48 primo comma del TUIR – il quale costituisce una norma antielusiva [...]

Avvocati non hanno diritto all’assistenza sanitaria all’estero se permangono per lungo periodo – Cassazione sentenza n. 26837 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 26837 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di assistenza sanitaria ha affermato che i legali che si recano all'estero non hanno diritto al rimborso per le spese sostenute per la gravidanza e il parto della moglie, l’avvocato che svolge per lunghi periodi la sua attività fuori dei confini nazionali, nel caso specifico gli Stati uniti. La vicenda esaminata e decisa dalla Corte Suprema che ha confermata la pronuncia della Corte di Appello che aveva ritenuto non pertinente il richiamo all’articolo 2 del Dpr 618/1998 che prevede quale presupposto del rimborso, per i lavoratori autonomi, lo svolgimento di un’attività lavorativa in un altro paese “per periodi di tempo limitati”. Nel caso di specie invece risultava che l’avvocato nel 2005 aveva svolto attività lavorativa negli Usa per [...]

Variazione catastale va sempre motivata – Cassazione sentenza n. 27008 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27008 depositata il 2 dicembre 2013 intervenendo in materia di attribuzione rendite catastali ha statuito che l’attribuzione della nuova rendita catastale deve essere motivata se difforme rispetto alle indicazioni fornite dal contribuente. La vicenda ha riguardato un contribuente che si era visto notificare un avviso di accertamento con cui l’Agenzia del Territorio aveva provveduto a variare la rendita catastale denunciata dalla contribuente in riferimento ad unità immobiliare adibita in sede bancaria, e che aveva formato oggetto di una ristrutturazione. Il contribuente avverso tale atto ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente. L'Agenzia del Territorio impugna la decisione del giudice di prime cure inanzi alla Commissione Tributaria Regionale che rigettava l'appello dell'Agenzia del Territorio. L'Amministrazione Finanziaria per la cassazione della pronuncia [...]

Prescrizione dei crediti previdenziali forensi e relativi effetti – Cassazione sentenza n. 26962 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26962 depositata il 2 dicembre 2013 è intervenuta in materia contributiva ha statuito che anche gli anni non coperti da contribuzione integrale concorrono a formare l’anzianità contributiva dell’avvocato, evidenziando che è un vero e proprio ‘vuoto normativo’ nella materia previdenziale per gli avvocati la mancanza di una disposizione ad hoc che in caso di omissione contributiva parziale faccia scattare l’annullamento di quanto versato e dell’intera annualità contributiva. Pertanto alla luce di quanto affermato dalla Corte se i versamenti sono stati inferiori al dovuto, gli anni coperti da contribuzione parziale concorrono ugualmente a formare l’anzianità contributiva e devono comunque essere inseriti nel calcolo dell’assegno, prendendo come base il reddito sul quale è stato effettivamente pagato il contributo. In ogni caso anche se la legge parla di ‘effettiva’ [...]

IRAP il reddito elevato non costituisce requisito per l’applicazione dell’imposta – Cassazione ordinanza n. 27032

La Corte di Cassazione, sezione Tributaria, con l'ordinanza n. 27032 depositata il 2 dicembre 2013 intervenendo in materia di esclusione IRAP ha statuito che il reddito elevato non è sempre sintomo di autonoma organizzazione. Di conseguenza, non è soggetto a IRAP il professionista di affermato che dichiara molto, ma che utilizza strutture predisposte da altri. La vicenda ha riguardato un primario di cardiologia che aveva chiesto, con istanza all'Agenzia delle Entrate, il rimborso delle somme versate a titolo di IRAP. Avverso il diniego dell'Amministrazione finanziaria il contribuente ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente confermando il diritto al rimboro dell'IRAP pagata poichè sul reddito del professionista tale imposta non era dovuta per mancanza dei presupposti. L'Agenzia impugna la sentenza del giudice di prime cure inanzi alla Commissione Tributaria Regionale [...]

Accertamento fiscale basato su movimentazioni finanziarie – Cassazione sentenza n. 26741 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n.26741 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamento ha statuito che è legittimo l'accertamento fondato sul conto bancario anche nel caso in cui, secondo le risultanze della consulenza tecnica d'ufficio, solo alcuni movimenti siano da ritenere sospetti. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento, con cui il fisco a seguito di alcuni processi verbali di constatazione della Polizia Tributaria con aveva evidenziato in presenza di contabilità non regolarmente tenuta, assumeva,  a base delle rettifiche, costi indeducibili per carenza di documentazione e movimenti bancari di un conto corrente,  ritenendo che tutte le operazioni registrate fossero relative a ricavi non dichiarati. Il contribuente avverso tale atto ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale che sulla base delle risultanze di [...]

Cartella esattoriale: mancata motivazione ed indicazione del responsabile del procedimento – Cassazione sentenza n. 27098 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 27098 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in materia nullità della cartella di pagamento ha statuito che la mancata indicazione del responsabile del procedimento è causa di nullità della cartella esattoriale unicamente quando si tratta di ruoli consegnati al concessionario dopo il 1° giugno del 2008. Inoltre l’atto di riscossione emesso in seguito a liquidazione automatica può non essere specificamente motivato se l’importo preteso è inferiore alle imposte dichiarate, ma non versate. La vicenda ha riguardato una società contribuente a cui veniva notificata una cartella di pagamento a seguito del controllo automatico ex art. 36-bis del DPR n. 600/73. Avverso tale atto la società proponeva ricorso alla Commissione Tributaria che accoglieva le doglianze del ricorrente. Il Fisco proponeva appello alla Commissione Tributaria Regionale contro la sentenza del [...]

Infortunio sul lavoro e risarcimento dei danni morali: elementi di prova – Cassazione sentenza n. 26401 del 2013

La Corte di Cassazione, ezione lavoro, con la sentenza n. 26401 depositata il 26 novembre 2013 intervenendo in tema di risarcimento morale ha affermato che grava sul datore di lavoro l'onere, ex d.lgs. 626/1994, di adottare tutte le misure idonee a mettere l'ambiente di lavoro in sicurezza, al fine di un corretto espletamento dell'attività lavorativa. Allo stesso fine, il datore di lavoro, deve redigere delle linee guida che i lavoratori sono tenuti a rispettare. Ovvio che a seconda della tipologia dell'attività lavorativa si avranno rischi e cautele diverse. La vicenda ha riguardato un dipendete che aveva subito un infortunio sul lavoro e che, successivamente alla condanna penale del datore di lavoro, aveva proposto al Tribunale competente, domanda per il risarcimento del danno morale subito. Il Tribunale, nella veste di giudice del lavoro, accoglieva la domanda del dipendente. Avverso tale [...]

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