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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Beni in uso gratuito ai socie e finanziamento dei soci – Valido l’invio effettuato fino al 31 gennaio 2014

Con il solito comunicato stampa datato 6 dicembre 2013 l'Agenzia delle Entrate ha informato che anche per l'adempimento inerente alla comunicazione dei beni e dei finanziamenti dei soci trova il termine lungo del 31 gennaio 2014. Con questo anomalo strumento, pseudo-normativo, l'Agenzia delle Entrate adotta, anche per il modello per la comunicazione dei beni dei soci e dei finanziamenti dei soci  che scade il 12 dicembre 2013, la proroga tacita introdotta per lo spesometro. Quand'anche il comunicato stampa, come nell'occasione dello spesometro, non lo precisa, è da intendere che la comunicazione nel termine lungo non dia luogo ad alcuna sanzione essendo considerata tempestivamente inviata. Come per il comunicato di novembre 2013 sullo spesometro pur senza introdurre una formale proroga (scadenza giovedì 12 dicembre), stabilisce infatti che sono validi gli invii, sia di modelli presentati per la [...]

Licenziamento disciplinare intimato dall’ufficio non competente è illegittimo – Cassazione sentenza n. 27128 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27128 depositata il 4 dicembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che in tema di rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni, tutte le fasi del procedimento disciplinare sono svolte esclusivamente dall’ufficio competente per i procedimenti disciplinari, che è competente anche per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari, ai sensi dell’art. 55, D.Lgs. n. 165/2001. Tale principio trova applicazione anche con riferimento alla dirigenza medica.  Di conseguenza il procedimento instaurato da soggetto diverso da tale organo è illegittimo e la conseguente sanzione irrogata sarà affetta da nullità. Nel caso di violazioni disciplinari, la qualifica di dirigente non esonera l’amministrazione pubblica, in questo caso una azienda ospedaliera, al rispetto delle procedure valide per tutti gli altri dipendenti. Ogni provvedimento, eccetto il rimprovero verbale e la censura, [...]

Sicurezza sul lavoro ed omessi dispositivi di sicurezza: responsabilità del datore di lavoro – Cassazione sentenza n. 27127 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27127 del 4 dicembre 2013  intervenendo in materia di infortunio sul lavoro ha statuito la piena responsabilità del datore di lavoro per l’incidente occorso al dipendente, addetto ad un’attività pericolosa, che si è servito di una scala non sicura, nonostante la presenza di un’altra scala più adeguata in magazzino. Infatti, il datore rimane l’unico responsabile del mantenimento in uso di strumenti di lavoro non conformi alle disposizioni antinfortunistiche. Inoltre ha chiarito che sussiste il concorso di colpa dell’infortunato, soltanto qualora la sua condotta assuma i caratteri dell’abnormità e dell’atipicità rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute. Pertanto, spetta al datore il dovere di proteggere l’incolumità del lavoratore, nonostante la sua imprudenza o negligenza. La vicenda ha riguardato un lavoratore che nell’eseguire la sostituzione della lampada di emergenza [...]

Dichiarazione fraudolente solo se viene provato l’uso di fatture false – Cassazione sentenza n. 47471 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 47471 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di rati fiscali ed associativi ha affermato che nessuna rimessione in termini per le decadenze già maturate o per le eccezioni non tempestivamente prodotte, nessun privilegio prescrizionale ex art. 159 c.p. I giudici ignorano l’espresso riconoscimento sindacale dell’OUA, ex art. 39 della nuova legge professionale. Inoltre hanno statuito che è da annullare la sentenza di condanna di merito per dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti (art. 2 del DLgs. 74/2000) nella quale, al fine di dimostrare l’inserimento dei documenti falsi nelle dichiarazioni, ci si limiti ad evidenziare l’esistenza dei crediti IVA consistenti, senza provare la correlazioni di tali crediti con le fatture false indicate nelle dichiarazioni. La vicenda ha riguardato alcuni soggetti che avevano assunto incarichi [...]

Rinunciare all’eredità salva dalla cartella di pagamento – Cassazione sentenza n. 27093 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27093 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di eredità ha confermato il principio di diritto secondo cui l’erede, ancorché avesse ricevuto la cartella esattoriale relativa ad un accertamento sul de cuius, non è tenuto al versamento né della maggiore imposta né delle sanzioni se ha fatto espressa rinuncia all’eredità. La vicenda ha riguardato la notifica di una cartella di pagamento, alla madre dell’erede, relativa a maggior IVA e relative sanzioni, relative all’anno d’imposta 1998, in seguito ad un avviso di accertamento, divenuto definitivo per mancanza di impugnazione. L'avviso di accertamento era stato notificato alla mamma in quanto esercente la potestà di genitore sul figlio ritenuto solidalmente responsabile in quanto erede. La Signora ricevuto l'atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i cui [...]

Nessuna confisca se non viene accertato l’evasione – Cassazione sentenza n. 48104 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 48104 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di sequestro per equivalente ha statuito che nella fattispecie del reato di cui all'articolo 8 inerente all'emissione di fatture per operazioni inesistenti, non si è in presenza di un’evasione che si realizza automaticamente, e dunque di un risparmio di imposta che può essere aggredito con la confisca. Il risparmio di imposta, infatti, non si verifica in capo al soggetto che ha emesso la fattura e neppure in riferimento al contribuente che ha ricevuto il documento, se quest’ultimo non ponga in essere la specifica condotta prevista dall’art. 2, D.Lgs. n. 74/2000 indicando tale fattura in dichiarazione. Se ciò non avviene non si realizza alcun risparmio di imposta aggredibile con la confisca. Per cui alla luce del principio [...]

Licenziamento per condotta scomposta: illegittimità – Cassazione sentenza n. 27053 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27053 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che la reazione “forse scomposta” ma “comprensibile” del dipendente che ha subito un provvedimento ingiusto non può dar luogo al licenziamento in quanto non rompe il vincolo fiduciario con l’azienda. La vicenda ha riguardato un dipendente licenziato per motivi disciplinari, in applicazione dell’art. 41 del c.c.n.l. relativo al personale dirigente dell’Area VI, dell'Agenzia delle Entrate nei cui confronti venivano presi dei provvedimenti datoriale per una serie gravi episodi di aggressione verbale e fisica nei confronti di alcuni dipendenti dell’Ufficio di Frosinone e del precedente titolare della struttura, episodi cui la stampa locale aveva dato ampia rilevanza e che avevano contribuito a determinare un insostenibile clima di tensione all’interno dell’ufficio. Il lavoratore impugna, dinanzi [...]

Licenziamento di una lavoratrice entro un anno dal matrimonio è illegittimo – Cassazione sentenza n. 27055 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27055 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che il divieto di licenziare le lavoratrici che si sposano vale per l'intero anno dalla data delle nozze anche nel caso in cui l'azienda dalla quale dipendono entri in fase di riorganizzazione, esternalizzando alcuni servizi, compresi quelli di chi si è appena sposata. Lo sottolinea la Corte di cassazione, con la sentenza 27055/2013, spiegando che la norma che impone questo divieto ha lo stesso obiettivo di tutela che scatta per le lavoratrici madri.  La vicenda ha riguardato una dipendente , addetta al centralino, a cui veniva comunicato il licenziamento nel primo anno del matrimonio; l'azienda sosteneva di poterlo fare in quanto era in corso una ristrutturazione organizzativa con relativo ridimensionamento dell'organico. Infatti, l'azienda [...]

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