
Licenziamento disciplinare per registrazioni illecite tra colleghi – Cassazione sentenza n. 26143 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26143 del 21 novembre 2013 intervenendo in tema di licenziamenti ha statuito che è legittimo il licenziamento di un dipendente che registra le conversazioni dei colleghi a loro insaputa per provare il mobbing messo in atto, a suo dire, dagli stessi. Per tale considerazioni veniva confermata dalla Corte il licenziamento intimato a un medico dall'azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino «per la grave situazione di sfiducia, sospetto e mancanza di collaborazione venutasi a creare all'interno dell'equipe medica di chirurgia plastica». La vicenda riguardava un medico che era stato accusato di aver registrato brani di conversazione di numerosi suoi colleghi senza che questi ne fossero a conoscenza, violando dunque il loro diritto alla riservatezza, per poi utilizzarli in sede giudiziaria, a supporto di una denuncia per mobbing che [...]
Transazione sottoscritta nel periodo sospetto vlutazione del giudice della revocatoria – Cassazione sentenza n. 26124 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza n. 26124 depositata il 21 novembre 2013 intervenendo in tema di transazioni e procedure concorsuali ha statuito che in tema di revocatoria di transazione si deve anzitutto osservare che il divieto d'impugnazione della transazione per causa di lesione, sancito dall'art. 1970 c.c., si riferisce alle parti transigenti e non ai creditori di esse, che sono estranei all'atto. Pertanto, i creditori e, dopo il fallimento del debitore, il curatore ben possono esercitare l'azione revocatoria contro un atto di transazione posto in essere in danno delle ragioni dei creditori. Il punto, che non è controverso tra le parti, evidenzia, tuttavia, una difficoltà strutturale, alla base della esclusione della risolubilità per lesione, nel valutare tutti gli elementi che hanno indotto le parti a transigere, al fine di stabilire se [...]
ICI: Edificio di culto locato a terzi imponibile ai fini del tributo – Cassazione ordinanza n. 26188 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 26188 depositata il 21 novembre 2013 intervenendo in materia di imposta comunale sugli immobili ha riaffermato che "In tema di ICI, le esenzioni previste dall'art. 7, comma primo, lett. a) ed i), del d.lgs. n. 504 del 1992 non si applicano agli immobili di proprietà del Fondo edifici di culto, locati a terzi, in quanto, ai fini in esame, non ha alcuna rilevanza la natura giuridica dell’ente e la sua qualità di soggetto passivo di imposizione astrattamente possibile destinatario dell'una o dell'altra esenzione ma il fatto che, in concreto, l’utilizzo degli immobili "de quibus" non risponda alle condizioni previste dalla legge per l'operatività delle esenzioni medesime, risultando, di conseguenza, irrilevante anche che i proventi della locazione siano poi destinati alle attività istituzionali dell’ente" La vicenda ha riguardato [...]
Giudici tributari e dovere di rideterminazione della pretesa fiscale – Cassazione ordinanza n. 26157 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 26157 depositata il 21 novembre 2013 intervenendo in tema di vizzi formali dell'atto da cui deriva la pretesa fiscale ha riconfermato il principio secondo cui "dalla natura del processo tributario - il quale non è annoverabile tra quelli di "impugnazione-annullamento", ma tra i processi di "impugnazione-merito", in quanto non è diretto alla sola eliminazione giuridica dell'atto impugnato, ma alla pronuncia di una decisione di merito sostitutiva sia della dichiarazione resa dal contribuente che del l'accertamento dell'ufficio - discende che ove il giudice tributario ritenga invalido l'avviso di accertamento per motivi non formali, ma di carattere sostanziale, non può limitarsi ad annullare l'atto impositivo, ma deve esaminare nel merito la pretesa tributaria e, operando una motivata valutazione sostitutiva, eventualmente ricondurla alla corretta misura, entro i limiti posti [...]
Licenziamento illegittimo se violato articolo 7 legge 300/70 e se la ricevuta della raccomandata e illeggibile – Cassazione sentenza n. 25917 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25917 depositata il 19 novembre 2013 intervenendo in materia di licenziamenti ha statuito l'illegittimità del licenziamento qualora il datore di lavoro non fornisce prova adeguata dell'avvenuta notifica della lettera di licenziamento al dipendente, e se altresì la ricevuta della lettera raccomandata con cui è stato intimato al lavoratore il licenziamento non è "agevolmente leggibile", in quanto prodotta in fotocopia, specie se il dipendente ne ha richiesto più volte copia originale. La vicenda ha riguardato un dipendente a cui veniva notificato il licenziamento al termine della procedura disciplinare. Il lavoratore impugnava il provvedimento di espulsione, contesta l'illegittimità dello stesso chiedendo l'accertamento di diverse violazioni allo statuto dei lavoratori, a partire dalla data certa della notifica della propria lettera di licenziamento, inanzi al Tribunale, in veste di giudice di lavoro, che accoglieva la domanda [...]
Infortunio sul lavoro: dalle qualifiche aziendali non derivano direttamente deleghe in materia di sicurezza – Cassazione sentenza n. 49402 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 49402 depositata il 9 dicembre 2013 intervenendo in materia di reati per violazioni norme di sicurezza sul lavoro ha statuito che nelle società di capitale, in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, viene identificato il “datore di lavoro” nei soggetti che posseggono effettivamente i poteri direzionali, decisionali e di spesa, quindi il presidente del consiglio di amministrazione ovvero l’amministratore delegato o, ancora, il consigliere investito di tali poteri. Il cumulo di responsabilità è escluso, qualora l’azienda abbia espressamente delegato un soggetto alle attività attinenti la prevenzione e protezione sulla sicurezza. Alla luce di tale principio, nel caso di specie, gli Ermellini hanno confermato la condanna per omicidio colposo del presidente della società per azioni, che coincide con l’imprenditore stesso, e il capo-cantiere per l’infortunio mortale occorso al lavoratore che è caduto da [...]
Alle S.p.A. che gestiscono “in house” il servizio pubblico locale si applicano le regole previdenziali dei privati – Cassazione sentenza n. 27444 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27444 depositata il 9 dicembre 2013 intervenendo in tema di contribuzione previdenziale ha statuito che per le società a capitale misto, ed in particolare le società per azioni a prevalente capitale pubblico, aventi ad oggetto l'esercizio di attività industriali (quale una società per la distribuzione di gas ed elettricità) sono tenute al pagamento dei contributi previdenziali previsti per la cassa integrazione guadagni e la mobilità. La vicenda ha riguardato una società a capitale misto a cui veniva notificata una cartella di pagamento per contributi INPS riguardanti quelli inerenti a CIG e CIGS, mobilità e disoccupazione, relativi al periodo giugno/dicembre 2005. La società impugnava la cartella di pagamento inanzi al Tribunale che rigetta la domanda del ricorrente. La società impugna la decisione del giudice di primo [...]
Agevolazioni fiscali: l’Agenzia ha tre anni di tempo per recuperare – Cassazione ordinanza n. 27484 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27484 depositata il 9 dicembre 2013 intervenendo in tema di agevolazioni fiscali ha statuito che i contribuenti non vi è obbligo a denunciare al Fisco la perdita dei benefici fiscali, ai fini dell’Imposta di registro, per fatti sopravvenuti, anche nel caso di rivendita dell'immobile prima che siano trascorsi 5 anni dall'acquisto senza che l'impresa ne abbia fatto uso a fini edificatori. Inoltre, la mancata dichiarazione al Fisco non attribuisce a quest’ultimo un maggiore termine di decadenza per effettuare gli accertamenti. Per i giudici di legittimità rimangono a favore dell'Amministrazione Finanziaria il termine di tre anni di tempo, decorrenti dalla rivendita del terreno, per recuperare le maggiori imposte nei confronti del contribuente decaduto dall’agevolazione prevista per l’acquisto di immobili in aree soggette a piani particolareggiati come statuito dall'articolo [...]