
Per le imprese che non operano per la crisi hanno diritto alla detrazione – Cassazione sentenza n. 27198 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27198 depositata il 4 dicembre 2013 intervenendo in materia di detrazione IVA ha stabilito che il diritto alla detrazione IVA corrisposta sugli acquisti di beni, e quindi il successivo rimborso, spetta anche se l'impresa non ha iniziato a volgere attività a causa di situazioni di crisi temporanea. La vicenda ha riguardato due società che svolgevano l'attività di fabbricazione di poltrone e divani e che avevano acquistato un capannone industriale detraendo la relativa Iva sostenuta per tali spese. In una fase successiva entrambe le società venivano incorporate in una nuova società a cui l'Agenzia delle Entrate, con la notifica degli avvisi di rettifica parziale IVA, contestava il diritto alla detrazione dei crediti Iva, in relazione all'acquisto del citato capannone industriale in quanto dalla costituzione e fino alla loro fusione, le [...]
Studi di settore: non applicabili se l’impresa è in difficoltà – Cassazione sentenza n. 27166 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27166 depositato il 4 dicembre 2013 intervenendo in materia di accertamento standardizzato ha affermato che è illegittimo l’accertamento basato sugli studi di settore a carico del piccolo imprenditore che a causa della crisi economica non riesce neanche a far fronte alle rate del mutuo. La vicenda ha riguardato due contribuenti a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento, sulla base dei parametri di cui al DPCM 29-1-1996, con cui rideterminava il reddito da lavoro autonomo dei detti contribuenti. I contribuenti avverso l'atto impositivo ricorrevano alla Commissione Tributaria Provinciale adducendo, tra l'altro, lo scarso rendimento dell'impresa, costituita da due esercizi commerciali di ristorazione. I giudici di prime cure rigettavano il ricorso. I contribuenti impugnano la pronuncia della CTP inanzi alla Commissione Tributaria Regionale che [...]
Beni in uso gratuito ai socie e finanziamento dei soci – Valido l’invio effettuato fino al 31 gennaio 2014
Con il solito comunicato stampa datato 6 dicembre 2013 l'Agenzia delle Entrate ha informato che anche per l'adempimento inerente alla comunicazione dei beni e dei finanziamenti dei soci trova il termine lungo del 31 gennaio 2014. Con questo anomalo strumento, pseudo-normativo, l'Agenzia delle Entrate adotta, anche per il modello per la comunicazione dei beni dei soci e dei finanziamenti dei soci che scade il 12 dicembre 2013, la proroga tacita introdotta per lo spesometro. Quand'anche il comunicato stampa, come nell'occasione dello spesometro, non lo precisa, è da intendere che la comunicazione nel termine lungo non dia luogo ad alcuna sanzione essendo considerata tempestivamente inviata. Come per il comunicato di novembre 2013 sullo spesometro pur senza introdurre una formale proroga (scadenza giovedì 12 dicembre), stabilisce infatti che sono validi gli invii, sia di modelli presentati per la [...]
Licenziamento disciplinare intimato dall’ufficio non competente è illegittimo – Cassazione sentenza n. 27128 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27128 depositata il 4 dicembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che in tema di rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni, tutte le fasi del procedimento disciplinare sono svolte esclusivamente dall’ufficio competente per i procedimenti disciplinari, che è competente anche per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari, ai sensi dell’art. 55, D.Lgs. n. 165/2001. Tale principio trova applicazione anche con riferimento alla dirigenza medica. Di conseguenza il procedimento instaurato da soggetto diverso da tale organo è illegittimo e la conseguente sanzione irrogata sarà affetta da nullità. Nel caso di violazioni disciplinari, la qualifica di dirigente non esonera l’amministrazione pubblica, in questo caso una azienda ospedaliera, al rispetto delle procedure valide per tutti gli altri dipendenti. Ogni provvedimento, eccetto il rimprovero verbale e la censura, [...]
Sicurezza sul lavoro ed omessi dispositivi di sicurezza: responsabilità del datore di lavoro – Cassazione sentenza n. 27127 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27127 del 4 dicembre 2013 intervenendo in materia di infortunio sul lavoro ha statuito la piena responsabilità del datore di lavoro per l’incidente occorso al dipendente, addetto ad un’attività pericolosa, che si è servito di una scala non sicura, nonostante la presenza di un’altra scala più adeguata in magazzino. Infatti, il datore rimane l’unico responsabile del mantenimento in uso di strumenti di lavoro non conformi alle disposizioni antinfortunistiche. Inoltre ha chiarito che sussiste il concorso di colpa dell’infortunato, soltanto qualora la sua condotta assuma i caratteri dell’abnormità e dell’atipicità rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute. Pertanto, spetta al datore il dovere di proteggere l’incolumità del lavoratore, nonostante la sua imprudenza o negligenza. La vicenda ha riguardato un lavoratore che nell’eseguire la sostituzione della lampada di emergenza [...]
Dichiarazione fraudolente solo se viene provato l’uso di fatture false – Cassazione sentenza n. 47471 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 47471 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di rati fiscali ed associativi ha affermato che nessuna rimessione in termini per le decadenze già maturate o per le eccezioni non tempestivamente prodotte, nessun privilegio prescrizionale ex art. 159 c.p. I giudici ignorano l’espresso riconoscimento sindacale dell’OUA, ex art. 39 della nuova legge professionale. Inoltre hanno statuito che è da annullare la sentenza di condanna di merito per dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti (art. 2 del DLgs. 74/2000) nella quale, al fine di dimostrare l’inserimento dei documenti falsi nelle dichiarazioni, ci si limiti ad evidenziare l’esistenza dei crediti IVA consistenti, senza provare la correlazioni di tali crediti con le fatture false indicate nelle dichiarazioni. La vicenda ha riguardato alcuni soggetti che avevano assunto incarichi [...]
Rinunciare all’eredità salva dalla cartella di pagamento – Cassazione sentenza n. 27093 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27093 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di eredità ha confermato il principio di diritto secondo cui l’erede, ancorché avesse ricevuto la cartella esattoriale relativa ad un accertamento sul de cuius, non è tenuto al versamento né della maggiore imposta né delle sanzioni se ha fatto espressa rinuncia all’eredità. La vicenda ha riguardato la notifica di una cartella di pagamento, alla madre dell’erede, relativa a maggior IVA e relative sanzioni, relative all’anno d’imposta 1998, in seguito ad un avviso di accertamento, divenuto definitivo per mancanza di impugnazione. L'avviso di accertamento era stato notificato alla mamma in quanto esercente la potestà di genitore sul figlio ritenuto solidalmente responsabile in quanto erede. La Signora ricevuto l'atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i cui [...]
Nessuna confisca se non viene accertato l’evasione – Cassazione sentenza n. 48104 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 48104 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di sequestro per equivalente ha statuito che nella fattispecie del reato di cui all'articolo 8 inerente all'emissione di fatture per operazioni inesistenti, non si è in presenza di un’evasione che si realizza automaticamente, e dunque di un risparmio di imposta che può essere aggredito con la confisca. Il risparmio di imposta, infatti, non si verifica in capo al soggetto che ha emesso la fattura e neppure in riferimento al contribuente che ha ricevuto il documento, se quest’ultimo non ponga in essere la specifica condotta prevista dall’art. 2, D.Lgs. n. 74/2000 indicando tale fattura in dichiarazione. Se ciò non avviene non si realizza alcun risparmio di imposta aggredibile con la confisca. Per cui alla luce del principio [...]