
Licenziamento per condotta scomposta: illegittimità – Cassazione sentenza n. 27053 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27053 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che la reazione “forse scomposta” ma “comprensibile” del dipendente che ha subito un provvedimento ingiusto non può dar luogo al licenziamento in quanto non rompe il vincolo fiduciario con l’azienda. La vicenda ha riguardato un dipendente licenziato per motivi disciplinari, in applicazione dell’art. 41 del c.c.n.l. relativo al personale dirigente dell’Area VI, dell'Agenzia delle Entrate nei cui confronti venivano presi dei provvedimenti datoriale per una serie gravi episodi di aggressione verbale e fisica nei confronti di alcuni dipendenti dell’Ufficio di Frosinone e del precedente titolare della struttura, episodi cui la stampa locale aveva dato ampia rilevanza e che avevano contribuito a determinare un insostenibile clima di tensione all’interno dell’ufficio. Il lavoratore impugna, dinanzi [...]
Licenziamento di una lavoratrice entro un anno dal matrimonio è illegittimo – Cassazione sentenza n. 27055 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27055 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che il divieto di licenziare le lavoratrici che si sposano vale per l'intero anno dalla data delle nozze anche nel caso in cui l'azienda dalla quale dipendono entri in fase di riorganizzazione, esternalizzando alcuni servizi, compresi quelli di chi si è appena sposata. Lo sottolinea la Corte di cassazione, con la sentenza 27055/2013, spiegando che la norma che impone questo divieto ha lo stesso obiettivo di tutela che scatta per le lavoratrici madri. La vicenda ha riguardato una dipendente , addetta al centralino, a cui veniva comunicato il licenziamento nel primo anno del matrimonio; l'azienda sosteneva di poterlo fare in quanto era in corso una ristrutturazione organizzativa con relativo ridimensionamento dell'organico. Infatti, l'azienda [...]
Assoggettabilità a tassazione del premio fedeltà – Cassazione ordinanza n. 27099 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributi, con l'ordinanza n. 27099 depositata il 3 dicembre 2013 intervenendo in tema di istanza di rimborso ha affermato che è legittimo il silenzio - rifiuto dell’Agenzia delle Entrate sull’istanza di rimborso delle trattenute operate dal datore di lavoro sul “premio fedeltà” corrisposto al dipendente. Inoltre viene riconosciuto che “premio fedeltà” fa parte del reddito imponibile. Gli Ermellini accolgono il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria che aveva impugnato la sentenza con cui la Commissione Tributaria Centrale (CTC) riteneva non soggetta a tassazione il “premio fedeltà” erogato dall’azienda datrice di lavoro al contribuente, in occasione del raggiungimento del venticinquesimo anno di servizio. Per i giudici di legittimità la Commissione Tributaria Centrale ha commesso un errore di giudizio in quanto ai sensi dell’articolo 48 primo comma del TUIR – il quale costituisce una norma antielusiva [...]
Avvocati non hanno diritto all’assistenza sanitaria all’estero se permangono per lungo periodo – Cassazione sentenza n. 26837 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 26837 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di assistenza sanitaria ha affermato che i legali che si recano all'estero non hanno diritto al rimborso per le spese sostenute per la gravidanza e il parto della moglie, l’avvocato che svolge per lunghi periodi la sua attività fuori dei confini nazionali, nel caso specifico gli Stati uniti. La vicenda esaminata e decisa dalla Corte Suprema che ha confermata la pronuncia della Corte di Appello che aveva ritenuto non pertinente il richiamo all’articolo 2 del Dpr 618/1998 che prevede quale presupposto del rimborso, per i lavoratori autonomi, lo svolgimento di un’attività lavorativa in un altro paese “per periodi di tempo limitati”. Nel caso di specie invece risultava che l’avvocato nel 2005 aveva svolto attività lavorativa negli Usa per [...]
Variazione catastale va sempre motivata – Cassazione sentenza n. 27008 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27008 depositata il 2 dicembre 2013 intervenendo in materia di attribuzione rendite catastali ha statuito che l’attribuzione della nuova rendita catastale deve essere motivata se difforme rispetto alle indicazioni fornite dal contribuente. La vicenda ha riguardato un contribuente che si era visto notificare un avviso di accertamento con cui l’Agenzia del Territorio aveva provveduto a variare la rendita catastale denunciata dalla contribuente in riferimento ad unità immobiliare adibita in sede bancaria, e che aveva formato oggetto di una ristrutturazione. Il contribuente avverso tale atto ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente. L'Agenzia del Territorio impugna la decisione del giudice di prime cure inanzi alla Commissione Tributaria Regionale che rigettava l'appello dell'Agenzia del Territorio. L'Amministrazione Finanziaria per la cassazione della pronuncia [...]
Prescrizione dei crediti previdenziali forensi e relativi effetti – Cassazione sentenza n. 26962 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26962 depositata il 2 dicembre 2013 è intervenuta in materia contributiva ha statuito che anche gli anni non coperti da contribuzione integrale concorrono a formare l’anzianità contributiva dell’avvocato, evidenziando che è un vero e proprio ‘vuoto normativo’ nella materia previdenziale per gli avvocati la mancanza di una disposizione ad hoc che in caso di omissione contributiva parziale faccia scattare l’annullamento di quanto versato e dell’intera annualità contributiva. Pertanto alla luce di quanto affermato dalla Corte se i versamenti sono stati inferiori al dovuto, gli anni coperti da contribuzione parziale concorrono ugualmente a formare l’anzianità contributiva e devono comunque essere inseriti nel calcolo dell’assegno, prendendo come base il reddito sul quale è stato effettivamente pagato il contributo. In ogni caso anche se la legge parla di ‘effettiva’ [...]
IRAP il reddito elevato non costituisce requisito per l’applicazione dell’imposta – Cassazione ordinanza n. 27032
La Corte di Cassazione, sezione Tributaria, con l'ordinanza n. 27032 depositata il 2 dicembre 2013 intervenendo in materia di esclusione IRAP ha statuito che il reddito elevato non è sempre sintomo di autonoma organizzazione. Di conseguenza, non è soggetto a IRAP il professionista di affermato che dichiara molto, ma che utilizza strutture predisposte da altri. La vicenda ha riguardato un primario di cardiologia che aveva chiesto, con istanza all'Agenzia delle Entrate, il rimborso delle somme versate a titolo di IRAP. Avverso il diniego dell'Amministrazione finanziaria il contribuente ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente confermando il diritto al rimboro dell'IRAP pagata poichè sul reddito del professionista tale imposta non era dovuta per mancanza dei presupposti. L'Agenzia impugna la sentenza del giudice di prime cure inanzi alla Commissione Tributaria Regionale [...]
Accertamento fiscale basato su movimentazioni finanziarie – Cassazione sentenza n. 26741 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n.26741 depositata il 29 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamento ha statuito che è legittimo l'accertamento fondato sul conto bancario anche nel caso in cui, secondo le risultanze della consulenza tecnica d'ufficio, solo alcuni movimenti siano da ritenere sospetti. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento, con cui il fisco a seguito di alcuni processi verbali di constatazione della Polizia Tributaria con aveva evidenziato in presenza di contabilità non regolarmente tenuta, assumeva, a base delle rettifiche, costi indeducibili per carenza di documentazione e movimenti bancari di un conto corrente, ritenendo che tutte le operazioni registrate fossero relative a ricavi non dichiarati. Il contribuente avverso tale atto ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale che sulla base delle risultanze di [...]