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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Possibile sanare errori sui formali anche in sede di contenzioso – Cassazione sentenza n. 22692 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22692 depositata il 04 ottobre 2013 intervenendo in materia di errori fiscali ha statuito che l'errore formale può essere sanato anche in sede di contenzioso. La vicenda ha riguardato una società che aveva erroneamente utilizzato, sul modello F24, un codice al posto di un altro ed a cui l'Agenzia delle Entrate notificava l'avviso di accertamento con cui procedeva al recupero del credito d'imposta per incremento occupazionale, ritenendo che il contribuente lo abbia utilizzato indebitamente. La società avverso l'atto impositivo ricorreva inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. La motivazione posta a base del ricorso del contribuente si fondava sul mero errore formale, poichè la società aveva proceduto ad assunzioni ex legge 449/97 e non ex art. 4 legge 448/98, erroneamente indicando il codice tributo 6705 in luogo [...]

Sanzioni fiscali: non rilevabile d’ufficio la non applicabilità – Cassazione sentenza n. 22524 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22524 depositata il 02 ottobre 2013 intervenendo in tema sanzioni ha affermato che il giudice tributario non può rilevare d’ufficio la sussistenza di un’esimente sulle sanzioni in favore del contribuente. Per cui deve essere sempre l’interessato a dover provare i presupposti per la causa di non punibilità: niente detrazioni in caso di mancata spedizione della dichiarazione dei redditi. La vicenda ha avuto origine  dalla notifica di una cartella di pagamento ad un contribuente per sanzioni inerenti alla mancata presentazione della dichiarazione dei redditi. Il contribuente proponeva ricorso inanzi alle Commissioni Trbutarie, sia provinciale - prima - sia Regionale. I giudici della Commissione Tributaria Regionale hanno ritenuto che la cartella impugnata fosse adeguatamente motivata, contenendo gli elementi indicati nell'art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, e [...]

Prove testimoniali nei processi tributari: limitazioni del divieto – Cassazione sentenza n. 22519 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22519 depositata il 02 ottobre 2013 intervenendo in tema di divieto delle prove testimoniali nel processo tributario ha statuito che le dichiarazioni degli operatori commerciali circa l'assenza dei macchinari può essere usata dall'amministrazione finanziaria per contestare la fatture false alla cartiera. Gli Ermellini con la sentenza in commento hanno ribaltato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva ritenuto, non sufficiente le testimonianze - di operatori commerciali - raccolte dalla Guardia di Finanza, ai fini della rettifica Iva e contestazione di fatture false. Gli operatori avevano affermato l'assoluta mancanza di attrezzature da parte della società emittente i documenti contabili, la cui assenza poteva classificare la società come cartiera. Nelle motivazioni i giudici della Corte Suprema citano il principio generale secondo cui «in tema di contenzioso [...]

Accertamento con adesione: momento di perfezionamento – Cassazione sentenza n. 22510 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22510 depositata il 02 ottobre 2013 intervenendo in materia di pagamenti rateizzati ha statuito che ai fini del mantenimento del beneficio del pagamento dilazionato la prova del pagamento della prima rata e della prestazione della garanzia per i versamenti successivi va prodotta  all'Amministrazione Finanziariao entro la scadenza della seconda rata. Pertanto l'accertamento con adesione con pagamento dilazionato dell'IRPEF si perfezioni solo se la prova del pagamento della prima rata, e della stipula della garanzia fidejussoria, giungono all'Uffico prima che scada la seconda rata. (si rileva che il predetto obbligo di prestazione della garanzia è stato totalmente soppresso con il d.l. n. 98 del 2011 convertito in legge n. 111 del 2011) La vicenda ha avuto origine da un accertamento notifica ad un contribuente, il quale, ricevuto l'atto usufruisce [...]

Licenziamento illegittimo: risarcimento al minimo se giustificazioni errate e fuorvianti – Cassazione sentenza n. 22398 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 22398 depositata il 1° ottobre 2013 intervenendo in materia di licenziamento afferma, per un verso, la dichiarazione di invalidità del licenziamento non comporta automaticamente per il datore di lavoro la condanna al risarcimento del danno nella misura stabilita dal quarto comma, con esclusione di ogni rilevanza dei profili del dolo o della colpa ne! comportamento del recedente, e cioè per una forma di responsabilità oggettiva, atteso che l'irrilevanza degli clementi soggettivi è configurarle, per effetto della rigidità al riguardo della formulazione normativa, solo limitatamente alla misura minima delle cinque mensilità. Infatti, l'esonero dal risarcimento, è consentito solamente quando il datore di lavoro dimostra che il suo inadempimento dipende dall’impossibilità della prestazione non imputabile allo stesso. Per altro verso, tale circostanza non può prescindere dall’illegittimità del recesso, essendo sufficiente, [...]

Accertamento per plusvalenza da cessione: motivazioni del contribuente – Cassazione sentenza n. 20427 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20427 depositata il 05 settembre 2013 intervenendo in materia di accertamento fiscale ha statuito che nella cessione di azienda i problemi di salute dell'imprenditore che lo inducono a vendere l'azienda costituiscono ragione più che valida per motivare un valore di vendita inferiore rispetto a quello determinato in via definitiva per l'imposta di registro. Tale valore definitivo, infatti, non può essere utilizzato automaticamente dall'amministrazione per l'accertamento della plusvalenza. Pertanto alla luce del principio stabilito dalla Corte è stato definitivamente annullato l'accertamento che l'Agenzia delle Entrate aveva notificato ad un contribuente per contestargli una maggiore plusvalenza, ai fini Irpef, relativamente ad una cessione di azienda in cui il valore di vendita era stato dallo stesso indicato in misura inferiore rispetto a quello determinato in via definitiva ai [...]

Licenziamento per superamento del comporto qualora le assenze di malattia dipendano dal mobbing del datore – Cassazione sentenza n. 22538 del 2013

La Corte di Cassazione sez. licenziamento con la sentenza n. 22538 depositata il 02 ottobre 2013 intervenendo in materia di risoluzioni  del rapporto di lavoro ha statuito l'illegittimità del licenziamento poichè  le assenze riconducibili al mobbing del datore di lavoro non vanno computate ai fini del periodo di conservazione del posto e, pertanto, il lavoratore licenziato deve essere reintegrato e risarcito del danno non patrimoniale. Pertanto è illegittimo il licenziamento del dipendente assente per malattia provocata dall’azione di mobbing che il datore di lavoro esercita su di lui con sanzioni disciplinari spropositate, richiami ingiustificati e visite fiscali a raffica. Gli Ermellini hanno, sulla base di questo principio, respinto il ricorso con il quale la società ‘B. Spa’ chiedeva il riconoscimento della legittimità del licenziamento di G. B., addetto al reparto macelleria, sostenendo che le continue assenze [...]

Conti esteri: la copia degli estratti conto non costituisce una prova – Cassazione sentenza n. 22508 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 22508 depositata il 2 ottobre 2013 intervenendo in materia di accertamento fiscale ha statuito che non costituiscono una prova il rinvenimento delle copie degli estratto conti esteri, per cui non è detto che chi detiene estratti conto inerenti a investimenti e disponibilità finanziarie all’estero sia un evasore fiscale. Per fondare l’accertamento occorrono prove ben più solide, mentre è irrilevante che il contribuente si dimostri scarsamente collaborativo con l’Ufficio finanziario che gli ha richiesto chiarimenti.  La vicenda ha riguardato una contribuente a cui in un controllo normale alla frontiera avevano rinvenuto, nelle valigie, alcuni documenti (estratti conto) provenienti da banche estere con sede a Zurigo e Ginevra e intestati a soggetti diversi dalla viaggiatrice. Rimasti senza esito gli inviti rivolti a quest’ultima per fornire chiarimenti sulla faccenda [...]

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