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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Elusione fiscale: operazione di transfer pricing per finanziamento infragruppo – Cassazione sentenza n. 22010 del 2010

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22010 depositata il 25 settembre 2013 intervenendo in materia di accertamento per operazioni transazionali ha affermato che il transfer pricing costituisce elusione fiscale qualora restituisce al finanziatore estero interessi molto più alti rispetto al mercato straniero ed inoltre ha escluso la deduzione delle spese sostenute dalla società del gruppo con sede in Italia. La vicenda ha avuto origine da una verifica fiscale presso una società i cui risultati venivano  trascritte nel processo verbale di accertamento. Successivamente veniva notificato un avviso di accertamento per il recupero di IRAP ed IRES per l'anno accertato. L'Amministrazione finanziaria basava la sua pretesa fiscale sul recupero degli interessi passivi indebitamente dedotti, in misura di 6 267.621,86, su un finanziamento erogato dalla società capogruppo tedesca S.G.L. C. A. G. alla società [...]

IVA rettifica per operazioni infragruppo: illegittimità – Cassazione sentenza n. 22130 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22130 depositata il 21 settembre 2013 intervenendo in materia di detrazione IVA statuendo che in caso di contestazione di operazioni antieconomiche, l'amministrazione non può rettificare l'Iva detratta sugli acquisti, salvo non si tratti di operazioni inesistenti, di sovrafatturazioni o di un più ampio contesto di abuso del diritto. Ciò perché la regola sull'antieconomicità è propria dell'imposizione diretta e per estenderla anche all'Iva è necessario osservare tutti i principi enunciati in materia dalla Corte di Giustizia, i quali, in via generale non consentono, a questo proposito, alcuna limitazione al diritto di detrazione. Pertanto gli Ermellini hanno limitato le facoltà dell'amministrazione nelle contestazioni, sempre più frequenti, di operazioni ritenute antieconomiche. La vicenda ha tratto origine dalla rettifica dell'Iva assolta da una società per le prestazioni ricevute da [...]

Illegittimo il licenziamento del dipendente che pretende un ordine scritto – Cassazione sentenza n. 21922 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 21922 del 25 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito  l’illegittimità del provvedimento espulsivo, inflitto dopo una discussione con il superiore, al dipendente che, prima di eseguire il nuovo compito assegnatoli, pretende un ordine di servizio scritto. Gli Ermellini hanno chiarito che il recesso del datore di lavoro deve considerarsi sproporzionato rispetto alla condotta del lavoratore, che non costituisce un rifiuto tout court della prestazione, ma risulta finalizzata a limitare eventuali responsabilità in caso di errori nell’esecuzione di incarichi che esulano dalle sue mansioni. La vicenda ha riguardato una lavoratrice licenziata dalla società per aver subordinato l'esecuzione dell'attività di nuovi compiti, richiestole dal superiore, alla attribuzione con lettera scritta dello specifico incarico e di avere quindi, a seguito della affermazione del superiore secondo la quale ella si [...]

Contenzioso tributario e limiti all’applicazione del giudicato esterno – Cassazione sentenza n. 21958 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 21958 depositata il 25 settembre 2013 intervenendo in tema di giudicato esterno ha statuito che "il meccanismo previsto dall'art. 1306 cod. civ., costituente una deroga ai principi in materia di limiti del giudicato, non può operare ipso iure. Infatti spetta soltanto al debitore valutare se la sentenza resa nei confronti di un condebitore solidale debba considerarsi a sé favorevole. Si tratta, quindi, di una valutazione che, in assenza di una precisa manifestazione di volontà del debitore, non può essere fatta dal giudice. Anche in tema di solidarietà tributaria, pertanto, l'applicazione dell'art. 1306 cod. civ., presuppone che, nel giudizio di merito il debitore abbia espressamente chiesto che a lui si estendano gli effetti della sentenza resa nei confronti del condebitore, e si tratta, inoltre, di un [...]

Decadenze in materia istruttoria: mancata comparizione – Cassazione sentenza n. 21909 del 2013

La Corte di Cassazione sezione Lavoro con la sentenza n. 21909 del 25 settembre 2013 intervenendo in materia di malattia professionale e risarcimento danni ha statuito che il giudice, una volta che abbia ammesso i testimoni, ha l'obbligo di escuterli, a meno che la parte che li abbia indicati sia incorsa in decadenza o vi abbia rinunziato con il consenso dello stesso giudice e l'adesione delle altre parti.   La vicenda ha visto protagonista la ex dipendente di una società che ha presentato una domanda al Tribunale, in veste di giudice di lavoro, volta ad ottenere la condanna della ex datrice di lavoro risarcimento dei danni subiti in conseguenza all'asbestosi con mesotelioma di carattere professionale contratta in conseguenza dell'attività lavorativa come operaio specializzato addetto alla demolizione, costruzione e ristrutturazione dì edifici pubblici e privati, senza l'utilizzazione di maschere protettive [...]

Licenziamenti collettivi: regole di comunicazioni ai sindacati – Cassazione sentenza n. 21910 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 21910 depositata il 26 settembre 2013 intervenendo in materia di licenziamento ha affermato che ai fini degli effetti della procedura di mobilità la comunicazione può essere fatta anche soltanto alla RSU con esclusione delle sigle territoriali o di categoria, pur se la RSU appartiene ad una organizzazione sindacale irrilevante sul piano nazionale ma radicata in quel determinato contesto e firmataria di un accordo collettivo applicato nell'unità di riferimento. Pertanto alla luce del principio statuito deve ritenersi legittimo il licenziamento collettivo laddove l'avvio della procedura di mobilità sia stato comunicato alle sole rappresentanze sindacali unitarie (RSU) e non anche a tutte le sigle sindacali presenti nell'unità produttiva, rilevando la scelta dell'azienda sul piano della condotta antisindacale ma non sul piano della nullità della proceduta per la mancata partecipazione di tutti i rappresentanti [...]

Redditometro: accertamento sintetico e corretta valutazione dell’uso dei risparmi – Cassazione sentenza n. 21994 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 21994 depositata il 25 settembre 2013 intervenendo in materia di accertamenti ha ritenuto illegittimo l’accertamento sintetico (redditometro) basato su un alto tenore di vita se il contribuente dimostra che è dovuto ai risparmi accumulati nel tempo. La vicenda ha avuto come protagonisti una  coppia nei cui confronti era iniziato un accertamento e durante il contraddittorio aveva spiegato che quel genere di vita era frutto dei risparmi di una intera vita, oltre un milione di euro risparmiati negli anni. L'Amministrazione ha completamente ignorato questo dato, piuttosto significativo, ed  abbia messo in atto lo stesso un controllo che non pare giustificabile. L'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento per il recupero di Irpef. Avverso tale atto impositivo i contribuenti ricorrevano alla Commissione Tributaria Provinciale che respingeva il ricorso. Contro la decisione dei giudici di prime cure i [...]

Natura subordinata del rapporto di lavoro ed individuazione e valutazione delle fonti di prova – Cassazione sentenza n. 21820 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 21820 depositata il 24 settembre 2013 intervenendo in tema di natura del rapporto di lavoro ha statuito che non può essere qualificato come lavoro subordinato se il teste conferma la presenza quotidiana del lavoratore ma non ricorda gli orari di servizio. La valutazione delle dichiarazioni è riservata al processo di merito: dalle contraddizioni emerse il giudice può ben escludere la veridicità dei fatti riferiti. La vicenda ha avuto origine dalla richiesta fatta dal Sig. O.M. al Tribunale in veste di giudice del lavoro affinché riconoscesse la natura subordinata del rapporto di lavoro con la società M. sas. e dichiarasse nullo il licenziamento. Il Tribunale accoglieva le richieste del ricorrente riconoscendo la natura subordinata del rapporto, condannava la società al pagamento della somma richiesta per differenze retributive, [...]

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