
Società in cui è venuto meno la pluralità dei soci e prosecuzione attività
Affrontiamo la problematica inerente la società di persone in cui è venuta meno la pluralità dei soci nell'ipotesi in cui si protrae per un periodo superiore a sei mesi costituisce una cause che comportano ex lege lo scioglimento della società di persone. Nella circostanza che si esamina è frequente che il socio superstite prosegua l’attività come imprenditore individuale. L'Agenzia dlle Entrate con la circolare n. 54 del 19 giugno 2002 ha fornito alcuni chiarimenti che si elencano di seguito: - il socio superstite, proseguendo l’attività commerciale in qualità di imprenditore individuale, continua a produrre reddito d’impresa, che non può però essere inquadrato come reddito di partecipazione, dato lo scioglimento della società preesistente; - in merito agli obblighi dichiarativi, la società è tenuta a presentare la propria dichiarazione dei redditi per l’ultimo periodo d’imposta chiuso allo [...]
Redditometro: giustificazioni delle spese e problemi connessi agli strumenti deflattivi
Con la nuova versione del redditometro nella fase iniziale del procedimento di controllo relativo alla notifica del questionario, la possibilità di disapplicare dall'addebito delle spese per beni di uso corrente è rappresentata dalla sola archiviazione: in caso contrario, anche quando il contribuente sia riuscito a dimostrare soltanto parzialmente la congruità delle spese effettuate, l'addebito delle cosiddette "spese Istat" appare inevitabile. Pertanto risulta non impossibile che vi sia una terza ipotesi, oltre la piena giustificazione delle spese ovvero la completa non giustificazione delle stesse, della giustificazione soltanto parziale di alcune delle uscite che hanno formato oggetto della richiesta di chiarimenti. In ipotesi che il soggetto controllato, a fronte della richiesta di informazioni circa l'acquisto di un immobile, sia in grado di dimostrare che questo acquisto sia stato parzialmente finanziato con una donazione familiare anche se l'importo [...]
Provvedimento disciplinare: legittimità della sospensione per chi incita a non lavorare – Cassazione sentenza n. 22076 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 22076 depositata il 26 settembre 2013 intervenendo in tema di procedimento disciplinare ha statuito la legittimità del provvedimento sospensivo nei confronti del dipendente che, non soltanto si rifiuta immotivatamente di evadere il lavoro accumulatosi, ma incita il collega a fare altrettanto. Gli Ermellini hanno chiarito che il lavoratore è venuto meno all’obbligo di diligenza e che il comportamento non collaborativo costituisce sempre e comunque un illecito disciplinare. La vicenda ha visto protagonista un dipendente di Trenitalia Spa nei cui confronti veniva preso un provvedimento disciplinare di sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per giorni cinque. Tale provvedimento scaturiva da un comportamento del dipendente che non solo era arrivato in ritardo allo sportello della biglietteria, ma aveva omesso di attivare il sistema di vendita manuale dei [...]
Preliminare di vendita immobile inadempimenti: effetti – Cassazione sentenza n. 21438 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21438 depositata il 19 settembre 2013 intervenendo in materia di inadempimenti contrattuali ha affermato che nel caso di risoluzione ex art. 1456 c.c. di un preliminare di vendita immobiliare senza consegna anticipata del bene al promissario acquirente, costui, resosi inadempiente, non deve al promittente venditore a titolo di risarcimento di danno emergente e relativamente al periodo intercorrente tra la data fissata per la stipula del definitivo e quella della risoluzione, le spese (condominiali e consortili) e le imposte (ISI ed ICI) correlate al possesso del bene. La vicenda ha avuto come protagonista la parte promissaria acquirente che si era impegnata ad acquistare versando L. 20.000.000 a titolo di caparra confirmatoria e L. 124.300.000 a titolo di deposito cauzionale. La parte promittente venditore deduceva quindi che [...]
Licenziamento: appropriazione indebita di un rimborso spese di altro dipendente – Cassazione sentenza n. 22321 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 22321 depositata il 30 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamenti ha statuito che il comportamento decennale ineccepibile e la volontà di porre riparo al danno rende sproporzionato il provvedimento di licenziamento per il dipendente che intasca il rimborso di un viaggio che non ha fatto. La vicenda ha visto protagonista un dipendente di una società che aveva intascato un rimborso spese inesistente il datore di lavoro accortosi di questa circostanza procedeva, previa espletamento della procedura disciplinare, a comunicare il provvedimento di licenziamento. Il lavoratore impugnava il provvedimento inanzi al Tribunale in veste di giudice del lavoro. Il Tribunale rigettava la richiesta del dipendente ritenendo legittimo il licenziamento intimatogli il 27/11/03 dalla M.I. S.p.A per indebita percezione di somme richieste a titolo di rimborso spese di [...]
Bancarotta fraudolente: concorso del professionista – Cassazione sentenza n. 40332 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 40332 del 30 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fallimentari ha affermato che il professionista che è consulente della società fallita risponde di bancarotta fraudolenta per distrazione qualora rivestendo la carica di componente del consiglio di amministrazione della sua “partecipata” che ha beneficiato, prima della dichiarazione di fallimento, di un aumento di capitale. Il consulente di una società fallita è stato condannato in primo grado per i delitti di cui agli articoli 110 c.p. e 216, 219 e 223 legge fallimentare in concorso con l’amministratore. L'imputato proponeva ricorso avverso la decisione del giudice di prime cure inanzi alla Corte di Appello che riformava parzialmente la sentenza di primo grado. Infatti la Corte Territoriale confermava la condanna per i reati di cui agli articoli 216, 219 [...]
Detrazione IVA per operazioni inesistenti: legittima se c’è buona fede – Cassazione sentenza n. 20777 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20777 depositata il 11 settembre 2013 intervenendo in materia detrazione IVA e frode fiscale ha statuito che il contribuente acquirente in buona fede ha diritto alla detrazione dell'Iva, poichè non può essere ritenuto responsabile del comportamento illegittimo dei suoi fornitori che evadono o commettono frodi. Per cui è illegittimo il comportamento dell'ufficio che nega la detrazione IVA, considerando le operazioni soggettivamente inesistenti, ma senza fornire alcun «riscontro documentale di quegli indizi (gravi, precisi e concordanti) richiesti dalla giurisprudenza comunitaria». La vicenda ha riguardato una società nei cui confronti l'Amministrazione Finanziaria aveva emesso e notificato un avviso di rettifica per l'anno 1997, recuperando le detrazioni dell'Iva su presunte operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. Il contribuente avverso tale atto impositivo ricorre dinazi alla Commissione Tributaria Provinciale che accoglievano le [...]
Operazioni inesistenti tra società infragruppo – Cassazione sentenza n. 22135 del 2013
La Corte di Cassazione sezione Tributaria con la sentenza n. 22135 depositata il 27 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che le attività di cessione dei beni e prestazioni di servizi effettuate tra le società dello stesso gruppo devono ritenersi fittizie e inesistenti nei casi in cui manchino strutture idonee e qualora esista una sproporzione tra prestazioni rese e importi fatturati. La vicenda ha visto protagonista una società sottoposta a controllo fiscale cui seguiva una verifica fiscale anche alle altre società collegate appartenenti al medesimo gruppo societario, l'Agenzia delle Entrate notificava alla società un avviso di rettifica in relazione alla dichiarazione IVA presentata per l'anno 1995. L'accertamento si fondava sulla circostanza che le attività di cessione dei beni e prestazioni di servizi tra le varie società dovevano ritenersi fittizie ed inesistenti stante [...]