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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

IRAP: non applicabile ai professionisti con dipendenti a tempo parziale – Cassazione sentenza n. 22020 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22020 depositata il 26 settembre 2013 intervenendo in materia dei presupposti per l'applicazione dell'IRAP ha statuito che il dipendente part- time non aumenta necessariamente la capacità produttiva, per cui il professionista che si avvale dell’opera dello stesso non è tenuto a versare l’Irap. Pertanto la Corte meglio definisce il principio di diritto dell' "autonoma organizzazione" ai fini IRAP. La vicenda ha riguardato un professionista che aveva chiesto, vanamente, il rimborso dell'IRAP versata per mancanza dei requisiti previsti dalla normativa. Il contribuente rivoltosi alla Commissione Tributaria vedeva riconosciute le sue ragioni. L'Amministrazione Finanziaria avverso la decisione dei giudici di merito propone ricorso alla Suprema Corte per la cassazione della sentenza.  La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. I giudici del Palazzaccio tra le motivazioni [...]

Accertamento induttivo: illegittimo se basato solo su alcuni articoli – Cassazione sentenza n. 22126

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22126 depositata il 227 settembre 2013 intervenendo in materia di accertamenti standardizzati ha statuito che lo scostamento di modesta entità tra il ricarico concretamente applicato dal contribuente e quello determinato dall'Amministrazione Finanziaria  non può far presumere maggiori ricavi non fatturati. Inoltre, continuano i giudici, se l'azienda ha avuto un andamento anomalo che ha determinato la cessazione dell'attività, rappresenta un ulteriore prova che sono state legittimamente eseguite vendite sottocosto. La vicenda ha avito inizio con la notifica di un avviso di accertamento, ad un contribuente, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva determinava in maniera induttiva maggiori ricavi. L'atto impositivo si fondava  sulla presunzione di un maggior ricarico individuato su un campione costituito dai dati del primo trimestre dell'anno sottoposto a controllo. Avverso tale atto il contribuente [...]

Confisca per equivalente: applicabile alla frode fiscale transazionale – Cassazione sentenza n. 39427 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 39427 depositata il 24 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali internazionali ha statuito che, in caso di frode fiscale transnazionale, al profitto è applicabile il sequestro per equivalente finalizzato alla confisca anche nel caso in cui il reato sia stato compiuto prima dell'entrata in vigore della riforma del 2008 che ha introdotto in Italia tale misura ablativa. Gli Ermellini hanno evidenziato nelle motivazioni della sentenza in commento che: "il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, previsto dall'articolo 11 della Legge n. 146/2006 per i reati transazionali è applicabile anche al profitto dei reati di frode fiscale rientranti nel programma associativo di un'organizzazione criminale transazionale, perché tale reato-fine costituisce reato transazionale in base all'articolo 3, comma 1, lettera c), della richiamata Legge n. [...]

Giudizio di ottemperanza: limitazione all’istituto della compensazione – Cassazione sentenza n. 21319 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 21319 depositata il 18 settembre 2013 interviene in tema di rimborso crediti di imposta affermando che non è applicabile la compensazione tra il credito riconosciuto a seguito del giudicato oggetto del giudizio di ottemperanza e il debito tributario nei confronti della Amministrazione finanziaria in forza della sentenza. Gli Ermellini hanno accolto il ricorso presentato dal contribuente avverso la decisione sfavorevole dei giudici di merito per non essersi attenuto esclusivamente al dictum e al decisum espressamente risultante dal dispositivo della sentenza. I giudici di legittimità hanno evidenziato che "Nel giudizio di ottemperanza tributario non è possibile applicare l'istituto civilistico della compensazione, in quanto il potere del giudice sul comando definitivo inevaso va esercitato entro i confini invalicabili posti dall'oggetto della controversia definita col giudicato e non può [...]

Fatture per operazioni inesistenti: concorso del Commercialista – Cassazione sentenza 39873 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 39873 depositata il 26 settembre 2013 ha statuito che si configura la dichiarazione fraudolenta per il commercialista che contabilizza nelle dichiarazioni del cliente fatture che sapeva essere inesistenti in quanto emesse da un'impresa fittizia con sede nel suo studio. La vicenda ha avuto origine dal controllo fiscale a carico di una società dal quale emersero delle presunte fatture per operazioni inesistenti di altra società fittizia che aveva la sede legale nello studio del commercialista. Lo stesso veniva accusato per i reati di cui all'art. 2 d.Lgs. n. 74/2000, (per avere - quale commercialista consulente della società cooperativa a resp. lim. "S." - indicato, nelle dichiarazioni presentate ai fini delle imposte dirette riferite agli anni dal 2004 al 2006, elementi passivi fittizi, avvalendosi di fatture relative ad [...]

Spesometro: chiarimenti per la black list

Con l'approssimarsi della scadenza i soggetti interessati si preparano ad affrontare le comunicazioni legate allo spesometro (in scadenza il 12 novembre) anche se i dubbi sono ancora numerosi. Una di questi problematiche  situazioni riguardano la scelta di unificare la regolamentazione relativa agli obblighi di comunicazione dello spesometro, delle black list, del leasing e noleggio dei mezzi di trasporto, delle operazioni con San Marino e delle cessioni con pagamento in contanti ai turisti extracomunitari, operata dall'agenzia delle Entrate con il provvedimento del 2 agosto 2013 se, da una parte, tende a semplificare la vita dei contribuenti, dall'altra solleva problemi interpretativi sulle operazioni da monitorare in riferimento alle singole normative. I maggiori problemi emergono a causa delle interferenze esistenti tra le regole sostanziali e quelle comunicative relative a spesometro e black list. Ulteriori problemi sono connessi ala riapertura degli [...]

Imposte sulle transazioni finanziarie: precisazioni con il decreto ministeriale del 16 settembre 2013

L'Emanazione del decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze 16 settembre 2013 ha delineato meglio i contorni della disciplina dell’Imposta sulle transazioni finanziarie. Con i comma da 491 a 499 della legge di Stabilità 2013 (228/2012)  è stata introdotto un’imposta sulle transazioni finanziarie, avente decorrenza, per le azioni, strumenti partecipati e titoli rappresentativi, dal 1° marzo 2103, mentre, per gli strumenti finanziari derivati e i titoli mobiliari, dal 1° luglio, poi slittato al 1° settembre 2013. Il decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze 21 febbraio 2013 aveva dato attuazione alle disposizioni di legge sopra ricordate. Date le complessità della materia, ed essendo rimaste delle questioni in sospeso e alcune fattispecie non avevano trovato puntuale regolazione nel decreto di febbraio. Per questo motivo è stata aperta una consultazione pubblicata, accessibile sul sito del Dipartimento delle Finanze, per [...]

Reato di omesso versamento IVA: in presenza di riduzione eccessiva degli elementi di bilancio – Cassazione sentenza n. 39096 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 39096 depositata il 23 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che il contribuente è penalmente responsabile per omesso versamento IVA nel caso in cui il valore delle rimanenze del magazzino diminuisca eccessivamente rispetto all’esercizio precedente. Pertanto scatta la presunzione di omesso versamento dell’Iva se il valore delle rimanenze di magazzino diminuisce eccessivamente rispetto all'esercizio precedente. In fase di approvazione del bilancio l’amministratore dell’impresa deve sempre giustificare il decremento dei beni. La vicenda ha riguardato una società, oggetto di controllo fiscale della Guardia di Finanza, in cui nel bilancio il valore delle rimanenze era passato dall’essere superiore al milione di euro a duecentomila euro senza una ragione specifica. Per cui i militari hanno ipotizzato un'evasione dell'Iva sul rilievo che le rimanenze finali al 31 dicembre 2005 erano pari a [...]

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