
IVA: nessuna rivalsa se manca l’emissione della fattura – Cassazione sentenza n. 17876 del 2013
La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 17876 del 23 luglio 2013 interviene in materia di IVA affermando che l’appaltatore non può rivalersi nei confronti del committente per il credito IVA fino a quando non emette la fattura perché il diritto di rivalsa non nasce per il solo fatto di aver eseguito la prestazione. È questa la conclusione alla quale sono giunti i giudici di legittimità, respingendo il ricorso proposto da una società appaltatrice contro alla decisione della Corte d’Appello, secondo la quale i pagamenti effettuati senza il riscontro di documenti fiscali emessi dalla stessa non potevano essere imputati a titolo di IVA, ma andavano posti integralmente a detrazione del complessivo credito vantato nei confronti della società committente. Gli Ermellini evidenziano che il diritto di rivalsa in base alla normativa dell’imposta sul valore [...]
Dichiarazione dei redditi ed agevolazione per gli autotrasportatori
Per gli autotrasportatori anche per il periodo di imposta 2012 sono state previste varie agevolazioni fiscali in Unico 2013 che richiedono la compilazione di diversi quadri della dichiarazione dei redditi. La normativa consente di effettuare delle deduzioni forfettarie alle imprese con regolare autorizzate all'esercizio dell'autotrasporto di merci possono dedurre, in alternativa alla deduzione analitica delle spese sostenute durante la trasferta del dipendente, l'importo forfetario di Euro 59,65 al giorno per le trasferte in Italia, elevato a Euro 95,80 per le trasferte all'estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto. La deduzione va indicata nel Quadro RF, tra le variazioni in diminuzione diverse da quelle di cui ai righi precedenti, con codice "3". Per quanto riguarda invece le imprese in contabilità semplificata, la stessa deduzione è accolta nel rigo RG14 del Mod. Unico 2013 PF, [...]
Licenziamento per giusta causa e valutazione della proporzionalità – Cassazione sentenza n. 17367 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17367 del 16 luglio 2013 intervenendo in tema di licenziamento afferma che in caso di licenziamento per giusta causa, al fine di valutare la corretta proporzionalità fra il fatto addebitato ed il recesso, viene in considerazione - come nel caso di specie del contabile che manipola i conti - non già l'assenza o la speciale tenuità del danno patrimoniale, ma la ripercussione sul rapporto di lavoro di una condotta suscettibile di porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento da parte del lavoratore, in quanto sintomatica di un certo atteggiarsi del dipendente rispetto agli obblighi assunti verso il proprio datore di lavoro. La vicenda ha riguardato un dipendente con qualifica di quadro che aveva commesso delle irregolarità contabili consistenti, in particolare, in doppie o anticipate fatturazioni e la [...]
Dpi: il rifiuto ad indossarli comporta il licenziamento – Cassazione sentenza n.18615 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 18615 del 05 agosto 2013 interviene in materia di sicurezza sul lavoro e licenziamento ha affermato che il lavoratore, dipendente di una società che esegue la manutenzione di una raffineria, che si rifiuta, in più riprese, di ritirare i dispositivi di protezione individuali (Dpi), può essere legittimamente licenziato. Gli Ermellini nell'esaminare il ricorso proposta dal dipendente, avverso la decisione della Corte Territoriale, lo ha ritenuto infondato e pertanto respinto. Infatti per la corte d’appello secondo la quale il lavoratore aveva il dovere di rendere la prestazione lavorativa con le modalità e nel rispetto delle disposizioni organizzative impartite dal datore di lavoro, compreso l’obbligo di utilizzo dei DPI, ai fini della sicurezza del lavoro. I giudici di legittimità hanno osservato che rientra nei poteri del datore [...]
Risoluzione e danni nella stessa causa – Cassazione sentenza n.19148 del 2013
La Corte di cassazione sez. civile con la sentenza n. 19148 del 10 agosto 2013 intervenendo in tema di danni afferma che al creditore deve essere garantita la possibilità di chiedere i danni nel corso dello stesso giudizio in cui prima ha fatto domanda per il rispetto del contratto e poi per la risoluzione. Gli Ermellini hanno ritenuto ingiusto l'orientamento prevalente che impedisce alla parte non inadempiente di fare istanza per il risarcimento dei danni e la restituzione del prezzo pagato, dopo che ha sostituito la domanda di adempimento con quella di annullamento. Tale orientamento a dire dei giudici di legittimità fa venire meno la tutela, garantita dall'articolo 1453 secondo comma del codice civile, che consente alla parte corretta dell'accordo di cambiare il suo obiettivo in corsa se verifica che la controparte persiste nel comportamento [...]
Collegio Sindacale e relative responsabilità civile
Con la riforma del diritto societario a seguito del ricepimento nel nostro ordinamento delle direttive europee e relative modifiche ed integrazioni la responsabilità civile dei sindaci è stata profondamente modificata. Infatti la riforma del diritto societario del 2010, la revisione legale è stata sottratta al collegio sindacale ed è stata delegata a soggetti esterni, revisori o società di revisione. Pertanto il collegio sindacale riveste la funzione di organo di controllo sul rispetto della Legge, dello Statuto e dei principi di corretta amministrazione. In linea di massima il suo ruolo consiste: nell’accertamento di regolarità di convocazione e svolgimento dell’assemblea e del consiglio di amministrazione; nell’assistenza alle adunanze e nell’intervento “critico” nel dibattito in caso di violazioni della Legge e dello Statuto; nella messa a verbale del dissenso dei sindaci quando, ciononostante, vengano approvate delibere in contrasto con la Legge e lo Statuto; nell’impugnazione delle delibere [...]
Ipoteca: prima abitazione divieto di iscrizione da parte del concessionario estensione alle pertinenze
Come oramai noto, il decreto legge n. 69/2013 ha introdotto il divieto per Equitalia ed ogni altro agente per la riscossione di crediti statali di pignorare la prima e unica casa di abitazione ove il debitore risiede anagraficamente tranne per le abitazioni classificate catastalmente nelle categorie A/8 (ville), A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio). Pertanto per gli non rientranti nella definizione di prima casa come sopra indicato l’espropriazione è invece possibile solo se il credito a ruolo supera i 120 mila euro e se sono trascorsi almeno sei mesi dal giorno in cui è stata iscritta l’ipoteca. Con una nota del 01 luglio 2013, Equitalia ha chiarito che lo stop all’esecuzione forzata sull’abitazione principale riguarda anche le pertinenze, comprese quelle accatastate autonomamente come box o cantina (C/6). Esse, infatti, vanno considerate un tutt’uno con [...]
Sequestro preventivo ed omissione versamento IVA – Cassazione sentenza n. 15050 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15050 del 21 febbraio 2013, depositata il 02 aprile 2013 intervenuto in tema confisca ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo, operato sui beni di proprietà del legale rappresentante di una società che non aveva versato l’IVA, anche senza la preventiva escussione del patrimonio societario affermando la responsabilità penale di chi ha commesso il reato anche se il profitto derivante dall'evasione rimane nelle casse della società. La vicenda relativa al caso in esame ha visto l'ex legale rappresentante di una società indagato per aver omesso il versamento dell’IVA per l’annualità 2007; il GIP del Tribunale aveva disposto il sequestro per equivalente di somme di denaro, sui conti correnti personali dell’indagato, sulla scorta del combinato disposto dell’art. 10 ter D.Lgs. 74/2000, art. 1, comma 143 L. finanziaria n. 244/07 e 322 ter c.p. Il [...]