
Accertamenti bancari ed onere della prova – Cassazione sentenza n. 17250 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 17250 del 12 luglio 2013 interviene in ordine agli accertamenti bancari affermando che in tema di accertamento delle imposte sui redditi e con riguardo alla determinazione del reddito di impresa la norma sopracitata “impone di considerare ricavi sia i prelevamenti, sia i versamenti su conto corrente, salvo che il contribuente non provi che i versamenti sono registrati in contabilità e che i prelevamenti sono serviti per pagare determinati beneficiari anziché costituire acquisizioni di utili”. La vicenda ha visto protagonisti i soci di una S.r.l. a cui venivano notificati due avvisi di accertamento con i quali l’Agenzia delle Entrate intendeva recuperare a tassazione: il corrispondente di un canone di locazione non contabilizzato relativo ad una unità immobiliare ad uso commerciale; ricavi non contabilizzati (corrispettivi non registrati, corrispettivi [...]
Appalto e responsabilità per vizi e difetti dell’opera – Cassazioni sentenza n. 10893 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10893 del 08 maggio 2013 interviene in materia di condominio affermando che in caso di gravi vizi e difetti nella realizzazione dell’immobile condominiale, la relativa azione di responsabilità avendo natura extracontrattuale e, trascendendo il rapporto negoziale (appalto o vendita) in base al quale l'immobile è pervenuto nella sfera di un soggetto diverso dal costruttore, può essere esercitata nei confronti di quest'ultimo, quando abbia veste di venditore, anche da parte degli acquirenti, i quali in tema di gravi difetti dell'opera possono fruire dei termini decennale di prescrizione ed annuale di decadenza. I giudici di legittimità nella sentenza in esame si soffermano sulla responsabilità del committente per gravi vizi e difetti dell’opera realizzata dall’appaltatore. In particolare, si sofferma sulla legittimazione passiva della società di costruzioni committente venditrice ma non appaltatrice [...]
Riduzione della capacità lavorativa e danno – Cassazione ordinanza n. 16213 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16213 del 27 giugno 2013 interviene in materia di risarcimento danno per infortuni affermando che ai fini della risarcibilità del danno patrimoniale conseguente alla riduzione della capacità lavorativa, il giudice, oltre a dover accertare in quale misura la menomazione fisica abbia inciso sulla capacità lavorativa specifica (e questa, a sua volta, sulla capacità di guadagno), è tenuto altresì a verificare se e in quale misura in tale soggetto persista o residui, dopo e nonostante l'infortunio patito, una capacità ad attendere al proprio o ad altri lavori confacenti alle sue attitudini e condizioni personali e ambientali idonei alla produzione di altre fonti di reddito, in luogo di quelle perse o ridotte, e solo nell'ipotesi in cui, in forza di detti complessivi elementi di giudizio, risulti una riduzione della [...]
Rifiuti verifica dei titoli del gestore da parte del produttore – Cassazione sentenza n. 29727 del 2013
Con la sentenza n. 29727 del 11 luglio 2013 la Corte di Cassazione sez. penale interviene in materia di delitti ambientali affermando che se manca il controllo il detentore concorre nel reato di gestione non autorizzata. Il produttore e/o detentore dei rifiuti ha il dovere di verificare che il destinatario sia effettivamente autorizzato a ricevere quella specifica tipologia di rifiuti, a nulla rilevando la mera convenienza economica della transazione. In difetto, il produttore dei rifiuti viene meno al dovere di informazione puntuale che gli compete per la sua attività professionale. Se l'autorizzazione è relativa a rifiuti diversi da quelli oggetto di conferimento, quelli consegnati sono gestiti in modo abusivo. Gli Ermellini hanno rigettato i ricorsi degli imputati e confermato integralmente la decisione di merito del tribunale di Venezia (Sezione distaccata di San Donà di Piave). I [...]
Bancarotta: momento costitutivo del reato ed indulto – Cassazione sentenza n. 30519 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 30519 del 15 luglio 2013 intervenendo in tema di indulto nell'ambito di procedure concorsuali ha affermato e statuito che la sentenza che dichiara il fallimento è elemento costitutivo dei reati di bancarotta. Ai fini dell’indulto bisogna fare riferimento alla data in cui essa è stata emessa. Gli Ermellini alla luce del principio affermato hanno respinto il ricorso dell’imputato, condannato dalla Corte d’appello alla pena di due anni, sette mesi e dieci giorni di reclusione per i reati fallimentari di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale e ricorso abusivo al credito. La difesa dell'imputato ricorreva in cassazione avverso al sentenza dei giudici di appello poiché lamentava l’inosservanza e l’erronea applicazione di legge, per essere stata esclusa l’applicabilità dell’indulto. Sul punto il giudice del merito ha argomentato [...]
Criteri di inquadramento in una categoria legale dei lavoratori – Cassazione sentenza n. 17321 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17321 del 15 luglio 2013 chiamata ad intervenendo in una controversia in tema di inquadramento ad una categoria legale dei lavoratori ha affermato che il lavoratore con “mansioni di sistemazione” della merce in magazzino va inquadrato come impiegato e non come operaio, in quanto la sua attività è connessa con gli aspetti organizzativi e non produttivi dell’azienda. Gli Ermellini hanno confermato il ragionamento e le motivazioni della Corte di appello che “pur riconoscendo nell’attività degli appellanti margini di autonomia limitati, ha considerato che la tipologia delle mansioni, che si risolvono in operazioni di controllo e raffronto di dati e di compilazione di moduli, induce a collocare l’attività dei lavoratori in questione nell’ambito della collaborazione agli aspetti organizzativi dell’impresa e non a quelli produttivi consistenti nella [...]
Licenziamento per abuso di potere – Cassazione sentenza n. 17315 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la Sentenza n. 17315 del 15 luglio 2013 interviene in merito all’abuso di potere di un responsabile nei confronti di un sottoposto minacciato di licenziamento. Nello specifico la Suprema Corte ha giudicato sproporzionata l’intimidazione al licenziamento nei confronti del sottoposto, qualora non avesse comprato tutta la merce in scadenza alla quale, senza dolo, il lavoratore non aveva applicato l’etichetta di sconto. Inoltre la Corte di Cassazione ha giudicato la condotta del caporeparto oggettivamente grave sotto un aspetto sia morale che patrimoniale, tanto da configurarsi il delitto di violenza privata a danno della subalterna. La vicenda ha avuto origine dalla circostanza che ha visto il caporeparto di una società obbligare un lavoratore ad acquistare tutte le referenze carne per le quali la stessa si era dimenticata di applicare le riduzioni di prezzo per un totale [...]
Telelavoro: competenza territoriale delle controversie – Cassazione sentenza n. 17347 del 2013
Con l'ordinanza n. 17347 del 15 luglio 2013 la Corte di Cassazione sez. lavoro interviene in materia di competenza territoriale per le controversie di Telelavoro e lavoro da casa stabilendo che tale modalità di svolgimento consentendo di esperire le attività lavorative presso la propria abitazione che, in questo caso, sarà considerata una sede dipendente dell’azienda, con tutte le conseguenze del caso in termini di competenza territoriale del tribunale decidente. Tale decisione è un'interpretazione “evolutiva” del diritto: nell'attuale epoca di flessibilità e di tecnologia tale da fare spesso ricorso al lavoro a distanza e al telelavoro, tutte le volte in cui il dipendente svolge la propria attività lavorativa prevalentemente da casa, con l’ausilio di propri strumenti (come un computer o una connessione a internet), tale luogo si deve considerare una vera e propria dipendenza dell’azienda. Con [...]