
Utilizabilità della lista Falciani e dei documenti ottenuti illegittimamente – Cassazione sentenza n. 29433 del 2013
Con Sentenza 10 luglio 2013, n. 29433, la Corte di Cassazione ha chiarito che è legittimo l'utilizzo come spunto di indagine dei dati contenuti nella c.d. "lista Falciani" anche se illegittimamente ottenuti e la distruzione della lista può essere chiesta solo dal pubblico ministero. Gli Ermellini hanno ritenuto in particolare, alla luce dell'attuale formulazione dell'art. 240, comma 2, c.p.p., l'inutilizzabilità degli atti illegalmente formati non preclude che gli stessi possano essere impiegati come spunto di indagine analogamente a quanto accade per gli scritti anonimi. Il potere di chiedere la distruzione dei documenti al giudice per le indagini preliminari, inoltre, è di esclusiva competenza del pubblico ministero ed è subordinata al suo assenso analogamente agli altri documenti di indagine acquisiti illegalmente. Per i giudici di legittimità solo il pubblico ministero, può richiedere la distruzione dei documenti [...]
Lavoro straordinario determinazione del compenso e delle ore eccedenti – scuola – Cassazione sentenza n. 15554 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15554 del 20 giugno 2013 interviene in tema di orario di lavoro e lavoro straordinario affermando che per i dipendenti della scuola il calcolo delle ore di straordinario ed il loro compenso vanno calcolate ai sensi dell'art. 70 e 63 del CCNL Gli Ermellini, nell'accogliere il ricorso, hanno confermato, richiamando le precedenti sentenze, della Corte e ritenendo che dovendosi dare continuità alla giurisprudenza di questa S.C. maturata sul punto: cfr., ex aliis, Cass. n. 2133/12; Cass. n. 24615/11; Cass. 25.1.11 nn. 1717, 1718, 1719, 1720; Cass. 25.11.10 nn. 23929 e 23930. Infatti i giudici di legittimità hanno fatto particolare riferimento alla sentenza n. 23929/2010 e ritenendo che "Conviene prendere le mosse, ai fini dell'interpretazione diretta da parte di questa Corte della clausola contrattuale denunciata, dal testo della declaratoria pattizia [...]
Licenziamento illegittimo del lavoratore chi si rifiuta di svolgere mansioni non dovute – Cassazione sentenza n. 17713 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17713 del 19 luglio 2013 interviene in tema di licenziamenti ed afferma che non può essere licenziato il lavoratore che si rifiuta si svolgere un compito che non gli compete. La Corte Suprema chiarisce quando il dipendente può legittimamente dire di no al suo datore di lavoro. Nella fattispecie il lavoratore poteva opporre il suo rifiuto il ricorrente che aveva declinato l'"invito" a fare il direttore di un supermercato, spaventato dalle responsabilità penali connesse all'incarico. Gli Ermellini hanno ribaltato il verdetto della Corte d'Appello che aveva considerato meritata la massima punizione per insubordinazione. Per la Corte Suprema i giudici di merito avevano sottovalutato le motivazioni del ricorrente, in particolare per quanto riguardava il timore di controversie legali, negando il rischio di subire condanne «per reati [...]
Danno da demansionamento e relativa prescrizione derivante da illecito permanente – Cassazione sentenza n. 17579 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17579 del 18 luglio 2013 intervenendo in tema di demansionamento ed illecito permanente ha affermato che il demansionamento è considerato dalla giurisprudenza di legittimità come un illecito permanente, sicché, per la prescrizione, si deve avere riguardo al momento della cessazione della permanenza. Gli Ermellini evidenziano che nell'illecito permanente la pretesa risarcitoria è destinata a rinnovarsi continuativamente in relazione al perpetuarsi dell'evento dannoso, sicché la prescrizione comincia a decorrere da ciascun giorno successivo al danno già verificatosi. Inoltre, i giudici di legittimità, affermano che l'orientamento trova conferma nell'orientamento della giurisprudenza di legittimità in base al quale perché un illecito possa configurarsi come permanente, è necessario che la condotta sia posta in essere dal medesimo soggetto, dovendo la permanenza essere accertata non già in riferimento al danno, bensì al [...]
Licenziamento per superamento del periodo di comporto – Cassazione sentenza n. 17590 del 2013
La Corte di Cassazione, in tema di licenziamento, con la sentenza n. 17590 del 18 luglio 2013 ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore che ha presentato richiesta di aspettativa in base alle previsioni del contratto collettivo nazionale di lavoro, con un congruo anticipo rispetto alla scadenza del periodo di comporto. Nel caso di specie la Suprema Corte ha chiarito che è ingiustificato il recesso del datore di lavoro che non ha considerato la domanda proposta dal dipendente, rilevando, altresì, il rifiuto dello stesso datore alla richiesta di conteggio delle assenze già consumate. La vicenda ha visto protagonista un lavoratore che si era visto recapitare la lettera di licenziamento intimatole per superamento del periodo di comporto. Il dipendente impugnava il provvedimento di licenziamento inanzi al Tribunale in veste di Giudice di lavoro. Il giudice di prime [...]
Licenziamento per mancato superamento periodo di prova e requisito della forma scritta – Cassazione sentenza n. 17587 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 17587 del 18 luglio 2013 intervenendo in materia di licenziamento ha chiarito che qualora l'azienda proceda con il provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore per mancato superamento del periodo di prova, lo stesso non potrà considerarsi illegittimo per il fatto che l'indicazione delle mansioni, della qualifica e del livello rimandano al CCNL di riferimento, del quale viene richiesta firma al lavoratore al momento dell'assunzione. Nello specifico la Suprema Corte ha precisato che in presenza di una lettera di assunzione che regoli gli aspetti specifici del nascente rapporto di lavoro, rinviando al contratto collettivo nazionale di riferimento, non potrà dichiararsi formalmente scorretta la procedura di assunzione e, conseguentemente illegittimo il licenziamento, in quanto la sottoscrizione da parte del dipendente integra il rispetto del requisito della forma scritta imposto dalla [...]
Accertamento induttivo per mancata esibizione allegati dell’inventario – Cassazione sentenza n. 21785 del 2012
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 21785 del 5 dicembre 2012 intervenendo in materia di accertamento induttivo ha affermato che è legittimo l'accertamento induttivo effettuato nei confronti di società cooperative con contabilità inattendibile, a causa della mancata esibizione all'Amministrazione finanziaria delle distinte inventariali. La vicenda è iniziato con la verifica ad una società cooperativa agricola che in in sede di accertamento fiscale non esibiva le distinte inventariali (articolo 15, comma 2, Dpr 600/1973), che erano state a suo tempo utilizzate per la compilazione dell'inventario. L'Agenzia delle Entrate considerava, pertanto, come "inattendibili" le scritture contabili della società e, conseguentemente, effettuava, ai sensi dell'articolo 39, comma 1, lettera d), del Dpr 600/1973, un accertamento analitico-induttivo, fondato sulla ricostruzione dei ricavi in base alle percentuali di ricarico. Gli avvisi di accertamento Iva, Irpeg e Irap, relativi agli [...]
DURC irregolare sanabile in 15 giorni, modifica introdotta dal D.L. n. 69/2013
Con l'art. 31 del Decreto Legge n. 69 del 21 giugno 2013 viene modificato la normativa vigente sull'esclusione dalle gare pubbliche per DURC irregolare se la stessa viene regolarizzata entro 15 giorni. Infatti, le recenti modifiche legislative, hanno razionalizzato la disciplina del documento unico di regolarità contributiva, apportando alcune correzioni – meramente funzionali ma di notevole impatto per le aziende – nel Codice degli appalti pubblici, il decreto legislativo n. 163 del 12 aprile 2006. La nuova disciplina ha infatti modificato – introducendo alcune semplificazioni – l’articolo 118 del Codice, con un opportuno allentamento di alcune “tagliole” previste dalla norma. La principale novità è sicuramente quella contenuta nell’articolo 31, comma 8 del Dl n. 69/2013, che ai fini della verifica del rilascio del Durc, in caso di mancanza di requisiti per il rilascio, prima di [...]