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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Illegittima la norma contenuta nell’art. 17 comma 3 D.Lgs. n. 124/2004

Illegittimità costituzionalmente della procedura di ricorso al comitato regionale per i rapporti di lavoro Con sentenza n. 119 del 5 giugno 2013, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 17 comma 3 del  D.Lgs. 124/2004, nella parte in cui dispone che il ricorso al Comitato regionale per i rapporti di lavoro sospende anziché interrompe il termine di cui all'articolo 22 della L. 689/1981. I Giudici Costituzionali rammentano, nella sentenza in commento, che  il capo IV del D.Lgs. 124/2004  è dedicato ai ricorsi amministrativi e, in particolare che gli  artt. 16 e 17 disciplinano due ipotesi di ricorsi amministrativi differenziate per materie e finalità. Infatti: a)  il ricorso al direttore della direzione regionale del lavoro, di cui all’art. 16, è proponibile soltanto avverso ordinanze ingiunzioni emesse ai sensi  dell’art. 18 L 689 del 1981. Il [...]

Professionisti: sequestro per equivalenza e registrazione fatture inesistenti – Cassazione sentenza n. 24847 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 24847 del 06 giugno 2013 interviene sul tema del sequestro preventivo, quale strumento funzionale alla confisca per equivalente, può essere disposto non soltanto per il prezzo, ma anche per il profitto del reato. Gli Ermellini hanno ritenuto che in caso in cui si e consumato il reato di evasione fiscale il professionista che, nella consulenza effettuata a favore della società si occupa della contabilità per conto dell’azienda, coinvolta nella realizzazione di illeciti, sia sospettato di aver registrato fatture per operazioni inesistenti diviene legittimo il sequestro preventivo dei beni. Pertanto ai sensi dell' articolo 1, comma 143, della L. 24 dicembre 2007, n. 244, l’istituto della confisca per equivalente, disciplinato principalmente dall’art. 322 ter del codice penale, introdotto con la L. 29 settembre 2000, n. 300, trova oggi applicazione anche [...]

Agevolazione prima casa e sopravvenienza di causa di forza maggiore – Cassazione sentenza n. 14399 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14399 del 07 giugno 2013 ha statuito un nuovo ed importante principio giuridico secondo cui la mancata acquisizione della residenza nei termini stabiliti dalla legge (diciotto mesi dall'acquisto), nel Comune ove è ubicato l’immobile acquistato con i benefici prima casa, non comporta la decadenza dall’agevolazione qualora tale evento sia dovuto ad una causa di forza maggiore, sopraggiunta in un momento successivo rispetto a quello di stipula dell’atto di acquisto dell’immobile medesimo. Gli Ermellini hanno evidenziato che la realizzazione dell'impegno di trasferire la residenza, che rappresenta un elemento costitutivo per il conseguimento del beneficio richiesto e solo provvisoriamente concesso dalla legge al momento della registrazione dell'atto, costituisce un vero e proprio obbligo del contribuente verso il Fisco, nella cui valutazione non può, però, non tenersi conto - proprio [...]

Accertamento vendita immobile – Cassazione sentenza n. 14574 del 2013

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 14574 del 10 giugno 2013 afferma il principio che non si realizza alcuna plusvalenza se la vendita dell'immobile è avvenuta ad appena sette mesi dall'acquisto e non sono intervenute variazioni di carattere urbanistico. Inoltre  è possibile procedere all'annullamento di un avviso di accertamento proprio per il fatto che gli elementi indiziari addotti dal contribuente, di cui egli poteva avvalersi, erano stati del tutto ignorati dal giudice di merito, che si era solo limitato a sostenere l'insussistenza di prove contrarie. La vicenda inizia con l'invio, da parte dell'Amministrazione finanziaria,  di un avviso di accertamento Irpef emesso per rettifica del corrispettivo di vendita, avente ad oggetto un immobile il cui atto di acquisto non è mai stato sottoposto a rettifica dall’ufficio. Con l’avviso, inoltre, l’ufficio ha proceduto, in via induttiva, ad accertare [...]

Accordi aziendali: mancata sottoscrizione di una sigla sindacale – Cassazione sentenza n. 14511 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14511 del 10 giugno 2013 ha chiarito che la mancata sottoscrizione dell’accordo aziendale da parte di una delle sigle sindacali non ne legittima la nullità. Per cui qualora il datore di lavoro rinnovi un accordo sindacale in scadenza, prescindendo dall’adesione di un sindacato (una volta interpellate tutte le sigle sindacali), non integra per tale motivo alcuna condotta antisindacale. Ciò a maggior ragione se il suddetto accordo non prevede condizioni peggiorative per i dipendenti ma anzi, in quanto migliorativo, comporta un esodo di iscritti dal sindacato non aderente. Gli Ermellini evidenziano come nel nostro ordinamento non sussiste un obbligo a carico del datore di lavoro di trattare e stipulare contratti collettivi con tutte le organizzazioni sindacali; Pertanto il chiarimento fornito consente di poter far rientrare nell’autonomia negoziale da riconoscere alla [...]

Studi di settori e reddito esiguo – Cassazione sentenza n. 14492 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria sentenza n. 14492 depositata il 7 giugno 2013 ha affermato che il giudice tributario che ritenga raggiunta la prova circa l’attendibilità dei redditi dichiarati dal ricorrente è obbligato a motivare adeguatamente il proprio convincimento, in particolare laddove l’Ufficio Finanziario, al fine di avvalorare le risultanze del metodo parametrico, abbia fornito validi elementi di presunzione come, per esempio, la particolare esiguità del reddito denunciato rispetto alle esigenze di vita della famiglia del contribuente.  La vicenda ha avuto origina dalla notifica di un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione ai fini IVA, IRAP e IRPEF presunti ricavi in “nero” relativi all’anno d’imposta 2003, alla luce di un evidente scostamento di quanto dichiarato dal contribuente rispetto allo studio di settore.Il contribuente ricorre avverso all'atto impositivo ricevuto alla Commissione [...]

Dichiarazione infedele: ricavi in nero di un professionista – Cassazione sentenza n. 24816 del 2013

Rischia una condanna penale senza le attenuanti generiche il professionista che riceve parte dei suoi ricavi in nero. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 24816 depositata il 6 giugno 2013, pronunciandosi su un ricorso presentato da un avvocato, condannato per dichiarazione infedele, finalizzata all’evasione fiscale. L’avvocato trasferisce. La sottofatturazione attuata mediante una frode può avere come conseguenza il carcere. È quanto affermato dagli Ermellini che  hanno confermato la condanna per dichiarazione infedele a carico di un avvocato che aveva sottofatturato i suoi compensi, facendo confluire la parte in nero su conti esteri. I particolare all'uomo sono stati confermati otto mesi di carcere, sospesi con la condizionale perché incensurato, in relazione a una frode fiscale aggravata dalla sua professione. Il legale aveva infatti fatturato solo una parte del compenso, facendo confluire le [...]

Revoca contributi: licenziamenti forzati – Cassazione sentenza n. 14316 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14316 del 06 giugno 2013 interviene in una vicenda in cui l'imprenditore edile nonostante aver partecipato a numerose gare d’appalto, il cui esito è stato sempre negativo. In questo e da rinvenire la scelta dell’azienda edile – scelta obbligata, secondo l’imprenditore – di percorrere la strada del licenziamento di alcuni operai, non avendo altri cantieri dove poterli ricollocare. Per gli Ermellini nulla quaestio su tale valutazione imprenditoriale, ma la conseguenza di tale scelta è l’azzeramento degli “sgravi contributivi triennali” a favore dell’azienda, non avendo, questa, “mantenuto l’incremento occupazionale per l’intero periodo agevolato”. La vicenda nasce dal recupero degli sgravi contributivi operata dall'Inps operto a seguito dei licenziamenti effettuati dall'impresa edile. L'imprenditore avverso tale recupero ricorre al Tribunale che con sentenza aveva negato il diritto della società a fruire [...]

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