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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Patteggiamento non esclude la confisca per equivalenza – Cassazione sentenza n. 22975 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 22975 del 28 maggio 2013 interviene in tema di sequestro per equivalenza in caso di patteggiamento affermando che la confisca del profitto del reato, corrispondente all’ammontare dell’imposta evasa, può essere disposta anche in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti. Gli Ermellini hanno accolto il ricorso della Procura della Repubblica  presentato per cassare la sentenza dei giudici di merito. La motivazione su cui era basato il ricorso riguardava la violazione e falsa applicazione, da parte del Tribunale, degli articoli 10 ter del D.Lgs. n. 74 del 2000, 1, comma 143, della L. n. 244 del 2007 e 322 ter del cod. pen., per avere il predetto Tribunale applicato nei confronti dell’imputato – un imprenditore che aveva ommesso di versare l’IVA dovuta per l’anno [...]

Rilevante organizzazione: professionisti tassati come imprese – Cassazione sentenza n. 13509 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13509 del 29 maggio 2013 ha confermato il proprio orientamento in tema tassazione ed equiparazione, a certe condizioni, tra reddito d'imprese e reddito professionale. Infatti, gli Ermellini, hanno confermato quanto statuito dalla sentenza n. 27211 del 20 dicembre 2006 in cui veniva definita che «La nozione tributaristica dell'esercizio di imprese commerciali non coincide con quella civilistica, giacchè l'articolo 51 del Dpr 22 dicembre 1986, n. 917, intende come tale l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate dall'articolo 2195 del Codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa, e prescinde quindi dal requisito organizzativo, che costituisce invece elemento qualificante e imprescindibile per la configurazione dell'impresa commerciale agli effetti civilistici, esigendo soltanto che l'attività svolta sia caratterizzata dalla professionalità abituale, ancorché non esclusiva». I giudici [...]

Periodo di comporto: non vanno considerate le giornate di infortunio e malattia professionale – Cassazione sentenza n. 14756 del 2013

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 14756 del 12 giugno 2013 ha affermato in tema di eccessiva morbilità del lavoratore che la disposizione prevede un limite massimo di conservazione del posto in caso di assenze per infermità e, nel contempo, il diritto alle retribuzioni fino a guarigione. Tale diritto alla conservazione del posto di lavoro in caso di infortunio sul lavoro va inteso che, ai fini del calcolo del periodo di comporto, superato il quale il datore può recedere dal rapporto, vanno calcolate le  sole assenze per malattia e non anche quelle per infortunio sul lavoro o malattia professionale, atteso che non possono porsi a carico del lavoratore le conseguenze del pregiudizio da lui subito a causa dell'attività lavorativa espletata. Nel caso di specie, chiariscono i giudici di legittimità,  l'art. 46 del c.c.n.l. applicabile al rapporto prevede [...]

Contabilità regolare e sistemi meccanografici – Cassazione sentenza n. 15061 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15061 del 17 giugno 2013 interviene in materia di tenuta dei registri contabili con sistemi meccanografici affermando che è ammessa dalla legge, ma solo limitatamente ai dati relativi all’esercizio corrente e purché in sede di verifica i registri su supporti magnetici risultino aggiornati e vengano immediatamente stampati su richiesta degli organi competenti. Gli Ermellini hanno accolto il ricorso proposto dal Fisco, che si era opposto all’annullamento solo parziale di alcuni avvisi di accertamento per IVA e sanzioni emessi nei confronti di un contribuente pugliese. Con i detti atti impositivi l’Ufficio aveva contestato l’omessa contabilizzazione di ricavi, la tardiva fatturazione di operazioni imponibili e l’effettuazione di liquidazioni periodiche con cadenza trimestrale invece che mensile. Ebbene, in occasione di tale controversia, la Sesta Civile T ha avuto modo fornire [...]

Divieto di adibire il lavoratore a mansioni che compromettono le professionalità acquisite

Con la sentenza n. 15010 del 14 giugno 2013 della sezione lavoro della Cassazione a respinto il ricorso di un grande gruppo imprenditoriale volto ad ottenere la rivisitazione della precedente sentenza di merito che reintegrava un dipendente nelle vecchie mansioni e condannava il datore a risarcire il danno. La vicenda ha riguardato un perito, dopo essere stato coordinatore di una squadra di manutentori era stato retrocesso al grado di sportellista, in conseguenza di una domanda di trasferimento. E proprio quest’ultima circostanza era stata utilizzata dal datore a giustificare l’assegnazione del nuovo incarico: ma la Cassazione ha ritenuto inutile sostenere che la dequalificazione del danneggiato sarebbe stata inevitabile vista l’esternalizzazione del servizio cui il dipendente era preposto. Gli Ermellini evidenziano che la precedente domanda di trasferimento non può essere utilizzata contro l’interessato dal momento che non [...]

Fatture con descrizione difforme dalla realtà: operazione inesistente – Cassazione sentenza n. 25812 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 25812 del 12 giugno 2013 interviene in materia di evasione fiscale e sull'uso di fatture difformi dalla realtà: è questo che conta per macchiarsi del reato Ai fini della configurabilità penale del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, ex art. 2, d.lgs. n. 74/00, il concetto di «operazione inesistente», implica la infedeltà della dichiarazione conseguente alla esistenza di documentazione fiscale difforme rispetto alla realtà. L’occasione della pronuncia è stato un ricorso del Procuratore Generale avverso una dichiarazione del GUP di non luogo a procedere nei. Per gli Ermellini l'operazione descritta nelle fatture non è quella reale per cui rientra nel reto delle operazioni inesistenti di cui all'art. 2    del D.Lgs. n. 74/2000. Nello specifico, la Corte Suprema, afferma [...]

Rimborso IVA: legittimo se relativi a beni mobili acquistati con clausola di riserva della proprietà.

Con la sentenza n. 13315 del 29 maggio 2013 la Corte di Cassazione ha affermato che è legittimo, nell'ipotesi contemplata dall'art. 30 comma 3 lettera c del DPR 633/1972, il rimborso dell’Iva anche se per l'acquisto o importazione di beni ammortizzabili, in virtù di una clausola di riserva della proprietà, il passaggio dei beni all’acquirente si perfeziona al momento del compiuto pagamento integrale del prezzo pattuito. Tale principio è statuito dai massimi giudici, alla luce della ratio dell'art. 2 comma 2 n. 1 del   DPR n. 633/72 in cui vengono assimilate le vendite con riserva di proprietà alle cessioni di beni ed dell’art. 6 comma 1, il quale  dispone che le cessioni, se hanno per oggetto beni mobili, si considerano effettuate al momento della consegna o della spedizione. Per la Corte Suprema il rimborso è [...]

Riforma del condominio: le norme sulle spese

La riforma del condomini entrata in vigore il 18 giugno 2013 ha innovato molti aspetti della precedente struttura normativa che regolava i condomini. La parte inerente la responsabilità e della trasparenza nella gestione condominiale, è stato il motore della riforma avente a oggetto la normativa del condominio, prevista dal Codice civile (legge 11 dicembre 2012, n. 220). La nuova struttura normativa definisce il condominio come una particolare forma di comunione su di un bene immobile, la cui peculiarità va rintracciata nella coesistenza di parti di proprietà esclusiva e parti di proprietà comune aventi funzione strumentale circa il godimento delle singole porzioni immobiliari. È dunque sulle parti comuni che vi è necessità di regolare il riparto delle spese che queste possono generare. La ratio del pagamento sta nel fatto che si tratta di un’obbligazione che grava sulla proprietà delle singole unità [...]

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