
Compenso professionale: rinuncia anche con comportamento concludendo
Professionisti. Rinuncia al compenso La Cassazione prima sez, civile con la sentenza n. 13094 del 27 maggio 2013 interviene nell'ambito della decadenza del compenso dei professionisti. I giudici di legittimità hanno statuito un importante principio in merito alla rinuncia al compenso. Infatti per gli ermellini la rinuncia al compenso può essere espressa dal professionista anche attraverso comportamento concludente come, per esempio, il mancato reclamo del credito per un lungo periodo di tempo. Per i giudici della Corte d’appello di Bari, che hanno confermato la decisione di prime cure, va respinta l’opposizione di un ingegnere avverso lo stato passivo del fallimento di una S.r.l. Il professionista, in sede di legittimità, ha lamentato che la sua ragione di credito si fondava su un contratto verbale di prestazione d’opera professionale, avente a oggetto attività eseguite e non contestate [...]
Canoni di Leasing – Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate – circolare 17/E
Con la circolare n. 17/E del 29 maggio 2013 l'Agenzia delle entrate cerca di dissipare alcuni dubbi sorti in seguito al recente modifica della normativa in materia di deducibilità dei canoni di leasing. In particolare viene meglio definita la portata delle modifiche apportate dall’articolo 4 del Dl n. 16/2012 il quale, riformulando il comma 2 dell’articolo 54 e il comma 7 dell’articolo 102 del Tuir, ha eliminato, per i contratti di leasing stipulati a partire dal 29 aprile 2012, la condizione della durata minima contrattuale, prima prevista ai fini della deducibilità dei canoni. Una questione che ha interessato in particolar modo le imprese che redigono il bilancio secondo i principi contabili nazionali e che imputano, di conseguenza, i canoni di locazione finanziaria a conto economico. Di scarso rilievo invece l’impatto della nuova disciplina per i soggetti Ias adopter, che utilizzano il metodo di [...]
Cartelle di pagamento INPS: legittimità passiva di Equitalia è solo per irregolarità negli atti esecutivi
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12583 del 22 maggio 2013 interviene in materia di recupero crediti Inps gestione commercianti accogliendo il ricorso di un contribuente che aveva ricevuto una cartella di pagamento per crediti INPS, affermando che, per cause attinenti il merito, il ruolo esattoriale va impugnato contro l'ente impositore. Gli Ermellini nella sentenza in commento ricordano che il vigente sistema di tutela giurisdizionale per le entrate previdenziali (ed in genere per quelle non tributarie) prevede le seguenti possibilità di tutela per il contribuente: proposizione di opposizione al ruolo esattoriale per motivi attinenti al merito della pretesa contributiva ai sensi dell'art. 24, comma 6°, del D.Lgs. n. 46 del 1999, ovverosia nel termine di giorni quaranta dalla notifica della cartella di pagamento, davanti al giudice del lavoro proposizione di opposizione ai sensi [...]
Bancarotta fraudolente e cessione attività – Cassazione sentenza n. 22187 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22187 del 23 maggio 2013 interviene nell'ambito della bancarotta fraudolente per la cessione dell'attività. I giudici di appello avevano accolto la tesi del pubblico Ministero secondo cui anche se l'imputato aveva "ceduto l’azienda a terza persona pochi giorni prima che il principale creditore del T. (X), depositasse istanza di fallimento, non può essere dubbio che l’imputato si sia reso responsabile dei delitti a lui ascritti, atteso che l’azienda, quando era stata ceduta, aveva i magazzini vuoti, che la merce a suo tempo fornita dalla X non era stata reperita, che i libri e la documentazione contabile non è mai pervenuta alla A.M. e comunque non è stata consegnata integralmente al curatore." Per cui secondo gli Ermellini la condotta sospetta non è sufficiente per arrivare addirittura a una [...]
Licenziamento nullo del lavoratore che rifiuta la collaborazione – Cassazione ordinanza n. 12810 del 2013
La Cassazione con la ordinanza n. 12810 del 23 maggio 2013 è stata chiamata a dirimere la controversia tra un'azienda ed il lavoratore che è stato licenziato. La vicenda ha avuto origine nella dismissione dell'attività di vendita diretta dei prodotti vita con la conseguente soppressione della struttura dei "consulenti vita". Gli Ermellini chiarisce quello che il datore può o non può fare quando sopprime, come nel caso esaminato, una struttura della sua azienda facendo venire meno i posti di lavoro. A trovarsi senza impiego erano stati gli agenti che si occupavano della consulenza sulla vita, settore a cui la Spa aveva dovuto rinunciare. I giudici di appello avevano preso per buone le ragioni che avevano indotto l'assicuratrice a tagliare uno dei servizi offerti alla clientela; l'agenzia non era però riuscita a fornire la prova dell'impossibilità di riassorbire [...]
Fallimento: azione di responsabilità – Cassazione sentenza n. 12065 del 2013
La Corte di cassazione con la sentenza n. 12065 del 17 maggio 2013 ha affermato che c’è più tempo al curatore fallimentare per proporre azione di responsabilità verso gli amministratori che hanno depauperato il patrimonio della società. La prescrizione decorre infatti dalla pubblicazione del bilancio e non dall’effettivo verificarsi delle perdite verificatosi nell’esercizio. Gli Ermellini hanno accolto il ricorso del fallimento presentato contro l'amministratore che aveva costituito un fondo patrimoniale con immobili dell'azienda in barba alle rilevanti perdite. La vicenda tra origine dalla richiesta, del Curatore del fallimento della società X, di azione di responsabilità nei confronti dell'amministratore della società fallita che ha avuto alterne vicende. La curatela propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli, in epigrafe indicata, che ha accolto l'appello proposto da G.P. (amministratore unico [...]
Frodi carosello – Cassazione sentenza n. 12961 del 2013
Frodi carosello e prova con presunzioni semplici La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12961 del 24 maggio 2013 sez. Tributaria interviene nell'ambito di una “frode carosello”, il contribuente che ha ricevuto fatture soggettivamente false non ha diritto alla detrazione dell’IVA se l’Agenzia delle Entrate riesce a provare, anche attraverso presunzioni semplici, la malafede rispetto all’evasione dell’imposta. Gli Ermellini cassano la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna, in accoglimento del ricorso del Fisco, e confermano il principio secondo cui la prova che l’operazione commerciale oggetto della fattura non è stata posta in essere, o non lo è stata tra i soggetti che figurano nella fattura, o che essa sottende un’operazione fraudolenta cui il cessionario sia partecipe, può essere fornita dall’Ufficio Finanziario anche mediante presunzioni come statuito dall’articolo 54, secondo comma, del D.P.R. n. 633/1972 [...]
Reddito d’Impresa: IRAP novità sulle deduzioni forfettarie ed analitiche
La compilazione della dichiarazione dei redditi del periodo 2012 è la sede in cui vanno applicate, a regime, le regole già sperimentate dai contribuenti per la compilazione delle istanze di rimborso delle maggiori imposte pagate per effetto della indeducibilità dell’IRAP negli anni dal 2007 al 2011. Senza ripercorrere tutte le problematiche attinenti la materia delle istanze di rimborso IRAP, per le quali si rinvia alla Circ. n. 8/E/2013, è possibile affermare che: la dichiarazione dei redditi può essere compilata solo dopo avere «chiuso» la dichiarazione IRAP, in quanto è necessario conoscere quale sia l’ammontare del tributo regionale di competenza del 2012; per determinare la quota deducibile del tributo, è necessario conoscere (separatamente) l’ammontare dell’eventuale saldo IRAP 2011 pagato nel 2012, degli acconti pagati nel corso del medesimo periodo (questi ultimi rilevano solo nei limiti dell’imposta [...]