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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Processo tributario: conseguenze del mancato deposito contestualmente al ricorso del mandato e vizi dello stesso

Nel processo tributario trova applicazione, per espresso rinvio del comma 10 dell'articolo 12 del codice di procedura tributaria (D. Lgs. n. 546/1992), l'articolo 182 del c.p.c. Nel processo tributario il conferimento dell'incarico di assistenza tecnica è regolato anche dai comma 7 e 7-bis dell'art. 12 del codice di procedura tributaria (D. Lgs. n. 546/1992) che prevedono "... 7. Ai difensori di cui ai commi da 1 a 6 deve essere conferito l'incarico con atto pubblico o con scrittura privata autenticata od anche in calce o a margine di un atto del processo, nel qual caso la sottoscrizione autografa è certificata dallo stesso incaricato salvo che il conferente apponga la propria firma digitale. All'udienza pubblica l'incarico può essere conferito oralmente e se ne dà atto a verbale.  Il difensore, quando la procura è conferita su supporto cartaceo, ne [...]

Procedura di licenziamento collettivo per riduzione personale o di messa in mobilità prevista dalla legge 223 del 1991

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 15712 depositata il 5 giugno 2024, intervenendo in tema procedure di licenziamento collettivi, ha ribadito che "... gli artt. 4 e 5 della legge n. 223 del 1991 hanno previsto una puntuale, completa e cadenzata procedimentalizzazione del provvedimento datoriale di messa in mobilità, introducendo un significativo elemento innovativo consistente nel passaggio dal controllo giurisdizionale, esercitato ex post nel precedente assetto ordinamentale, ad un controllo dell'iniziativa imprenditoriale concernente il ridimensionamento dell'impresa, devoluto ex ante alle organizzazioni sindacali, destinatarie di incisivi poteri di informazione e consultazione secondo una metodica già collaudata in materia di trasferimenti di azienda; sicché, i residui spazi di controllo devoluti al giudice in sede contenziosa non riguardano più gli specifici motivi di riduzione del personale, ma la correttezza procedurale dell'operazione (compresa la sussistenza dell'imprescindibile nesso [...]

Gli onorari del professionista sono pignorabili anche se in associazione professionale

La Corte di Cassazione, sezione prima, con l'ordinanza n. 16475 depositata il 13 giugno 2024, intervenendo in tema di pignoramento presso terzi dell'onorario, ha ribadito il principio secondo cui "... è solo la cessione del credito, e non la mera delega all’incasso, che priva il creditore di tale sua qualità. Pertanto, il creditore di un professionista può pignorare i compensi a questi dovuti dai suoi clienti nelle forme del pignoramento presso terzi, a nulla rilevando che quel professionista abbia delegato altri all’incasso, oppure si sia obbligato, nei confronti dell’associazione professionale cui appartiene, a riversare in un fondo comune i proventi della propria attività professionale ..." La vicenda ha riguardato un professionista, il quale era debitore di un istituto di credito. Il professionista svolgeva la sua attività a messo di associazione professionale e di una srl. La banca conveniva innanzi [...]

Il contribuente che vende un immobile il cui effetto traslativo è soggetto alla condizione sospensiva del pagamento del prezzo paga l’imposta di registro in misura fissa e non proporzionale

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 15964 depositata il 7 giugno 2024, intervenendo in tema di imposta di registro ed atti sottoposti a condizioni, ha statuito che "... l’effetto traslativo, una volta pagato il prezzo, avrebbe avuto efficacia ex tunc (...) va cioè negata la sussistenza di un diritto reale di aspettativa come precisato da questa Corte in relazione alla previsione di un effetto traslativo ex nunc al momento del pagamento del prezzo (cfr. , Sez. I, 12 novembre 1998, n. 11433), (...) operando (...)  un semplice meccanismo condizionale sospensivo dell’effetto traslativo, disciplinato dall’art. 27, comma 1, d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, che sottopone l’atto a tassazione in misura fissa, con riscossione della differenza al momento dell’avveramento della condizione o della produzione prima di questa dei suoi effetti alla luce di [...]

Il Fallimento può escludere, dinanzi alla pretesa creditoria azionata nei suoi confronti, sollevando, per paralizzarne l’accoglimento in tutto o in parte, l’eccezione di totale o parziale inadempimento o d’inesatto adempimento da parte del sindaco che ha proposto opposizione allo stato passivo per esclusione di un suo credito per compenso maturato

La Corte di Cassazione, sezione prima, con l'ordinanza n. 4315 depositata il 19 febbraio 2024, intervenendo in tema di ammissione alla stato passivo di un credito per il compenso dei sindaci, ha ribadito il principio secondo cui "... ove il sindaco di una società fallita proponga opposizione allo stato passivo, dolendosi dell’esclusione di un credito (al compenso maturato) del quale aveva chiesto l’ammissione, il Fallimento, dinanzi alla pretesa creditoria azionata nei suoi confronti, può sollevare, per paralizzarne l’accoglimento in tutto o in parte, l’eccezione di totale o parziale inadempimento o d’inesatto adempimento da parte dello stesso ai propri obblighi contrattuali, e ciò in applicazione dei principi in tema di onere della prova nell’adempimento delle obbligazioni enunciati da questa Corte a partire dalla sentenza a Sezioni Unite n, 13533/2001 (conf. 8615/2006, n. 15659/2011, n. 826/2015, n. [...]

Costituisce licenziamento discriminatorio quello irrogato al dipendente che assiste un familiare disabile per i quali usufruisce dei permessi di cui alla legge 104

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 13934 depositata il 20 maggio 2024, intervenendo in tema di licenziamento discriminatorio, ha ribadito il principio secondo cui "... la Corte di Giustizia UE ha da tempo affermato che la direttiva del Consiglio 27 novembre 2000, C-2000/78/Ce, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e, in particolare, i suoi art. 1 e 2, 1 e 2, lett. a), devono essere interpretati nel senso che il divieto di discriminazione diretta ivi previsto non è limitato alle sole persone che siano esse stesse disabili. Conseguentemente qualora un datore di lavoro tratti un lavoratore che non sia esso stesso disabile, in modo sfavorevole rispetto al modo in cui è, è stato o sarebbe trattato un altro lavoratore [...]

E’ configurabile un ambiente lavorativo stressogeno quando vi è la presenza di un clima lavorativo, a prescindere dalla illegittimità intrinseca di ciascun comportamento, che crea stress costituendo un fatto ingiusto che, anche in assenza di una condotta mobbizzante, fa sorgere in capo al dipendente un diritto al risarcimento

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 15937 depositata il 7 giugno 2024, intervenendo in tema mobbing e ambienti stressogeni, ha ribadito i principi secondo cui "... un "ambiente lavorativo stressogeno" è configurabile come fatto ingiusto, suscettibile di condurre anche al riesame di tutte le altre condotte datoriali allegate come vessatorie, ancorché apparentemente lecite o solo episodiche, in quanto la tutela del diritto fondamentale della persona del lavoratore trova fonte direttamente nella lettura, costituzionalmente orientata, dell'art. 2087 cod. civ. (vedi, tra le altre: Cass. 7 febbraio 2023 n. 3692 e nello stesso senso: Cass. nn. 33639/2022, 33428/2022, 31514/2022) ..." La vicenda ha riguardato una dipendente  che citava in giudizio il proprio datore di lavoro al fine di sentirlo condannare al risarcimento del danno per le vessazioni datoriali subite. Il Tribunale adito respinse [...]

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