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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Per la configurazione del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale basta la consapevolezza che l’operazione compiuta sul patrimonio della società sia in grado di danneggiare i creditori, rendendo irrilevante le motivazioni per cui agisce l’amministratore

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 21860 depositata il 31 maggio 2024, intervenendo in tema di bancarotta fraudolente sull'alternativamente delle condotte di distruzione, occultamento, distrazione, dissipazione e dissimulazione, ha affermato i seguenti principi di diritto secondo cui "... in tema di bancarotta fraudolenta, poiché le condotte di distruzione, occultamento, distrazione, dissipazione e dissimulazione sono alternativamente previste dalla norma, non si incorre né in una nullità per violazione dell'art. 429 cod. proc. pen. né in una violazione dell'art. 522 cod. proc. pen. nel caso in cui la condanna riguardi una sola delle condotte di bancarotta fraudolenta patrimoniale alternativamente ascritte, essendo tale forma di contestazione ragione di maggiore garanzia per l'imputato, posto in tal modo nella condizione di conoscere esattamente le linee direttrici sulle quali si svilupperà il dibattito processuale e, quindi, di [...]

Inasprite le sanzioni per somministrazione, distacco ed appalto illeciti di mano d’opera: rintrodotte le sanzioni penali

Il decreto legge n. 19 del 2 marzo 2024 (c.d. decreto Pnrr) convertito con legge n. 56 del 29 aprile 2024. ha inasprito le sanzioni in materia di esercizio non autorizzato della somministrazione, appalto e distacco illeciti.  Infatti il comma 4 dell'articolo 29 del d.l. n. 19/2024 ha statuito che " All'articolo 18 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1: 1) il primo periodo è sostituito dal seguente: «L'esercizio non autorizzato delle attività di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), è punito con la pena dell'arresto fino a un mese o dell'ammenda di euro 60 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro.»; 2) il quarto periodo è sostituito dal seguente: «Se non vi è scopo di lucro, la pena è [...]

La cancellazione della società non è sufficiente – pena il ritenere ingiustificatamente sempre estinto il credito in tali evenienze, sulla base di una presunzione assoluta priva dei caratteri ex art. 2729 c.c. – che la cancellazione sia domandata ed eseguita

La Corte di Cassazione, sezione prima, con l'ordinanza n. 16607 depositata il 14 giugno 2024, intervenendo in tema di cancellazione della società e dell'istituto della remissione di debito, ha ribadito che "... l'estinzione di una società conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, ove intervenuta nella pendenza di un giudizio dalla stessa originariamente intrapreso, non determina anche l'estinzione della pretesa azionata, salvo che il creditore abbia manifestato, anche attraverso un comportamento concludente, la volontà di rimettere il debito comunicandola al debitore e sempre che quest'ultimo non abbia dichiarato, in un congruo termine, di non volerne profittare. ..." (Cass. sentenza n. 9464/2020 conf. Cass. n. 28439/2020) La vicenda ha riguardato una società in nome collettivo che aveva citato in giudizio la banca per la restituzione delle somme indebitamente ricevute per effetto dell’applicazione di interessi passivi in [...]

Processo tributario: non è impugnabile il provvedimento di rettifica in diminuzione di un atto impositivo, anche in sede di autotutela, dell’Amministrazione Finanziaria

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 12637 depositata l' 8 maggio 2024, intervenendo in tema di atti impugnabili nel processo tributario, ha ribadito che "... in tema di accertamento delle imposte, la modificazione, in diminuzione, dell'originario avviso non esprime una nuova pretesa tributaria, ma una riduzione di quella originaria, sicché non costituisce atto nuovo, ma revoca parziale di quello precedente. Pertanto, in sede processuale, tale evenienza non può comportare la cessazione della materia del contendere, in quanto permane l'interesse della pubblica amministrazione a veder riconosciuto il proprio credito tributario e quello del contribuente a negare la pretesa, con la conseguenza che l'autorità giudiziaria è tenuta a pronunciarsi sulla fondatezza della residua pretesa erariale (Cass., Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 18625 del 07/09/2020). ..." La vicenda ha riguardato una società a responsabilità [...]

Senza motivazione sul “periculum in mora” non si può procedere al sequestro preventivo per i reati fiscali

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 22666 depositata il 5 giugno 2024, intervenendo in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, ha ribadito il principio secondo cui "... il sequestro preventivo finalizzato alla confisca è consentito in presenza di due presupposti: anzitutto la confiscabilità dei beni, ossia la condizione che si tratti di cose di cui è consentita la confisca a tenore del codice penale o delle leggi speciali, tanto nei casi di confisca facoltativa quanto nei casi di confisca obbligatoria. A tale preliminare requisito va aggiunto che «il provvedimento di sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 2, cod. proc. pen., finalizzato alla confisca di cui all'art. 240 cod. pen., deve contenere la concisa motivazione anche del "periculum in mora", da rapportare alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo [...]

Processo tributario: il comma 5 bis dell’art. 7 del d.lgs. n. 546/92 non ha efficacia retroattiva e detta al giudice tributario le regole di valutazione della prova

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 16493 depositata il 13 giugno 2024, intervenendo sul comma 5-bis all’art. 7 del d.lgs. n. 546/1992 inerente l'obbligo gravante sull'Amministrazione finanziaria in tema di prova, ha ribadito che "... In tema di onere probatorio gravante in giudizio sull'amministrazione finanziaria in ordine alle violazioni contestate al contribuente, per le quali non vi siano presunzioni legali che comportino l'inversione dell'onere probatorio, l'art. 7, comma 5 bis, del d.lgs. n. 546 del 1992, introdotto dall'art. 6 della legge n. 130 del 2022, non stabilisce un onere probatorio diverso, o più gravoso, rispetto ai principi già vigenti in materia, ma è coerente con le ulteriori modifiche legislative in tema di prova, che assegnano all'istruttoria dibattimentale un ruolo centrale ..." (Cass. 31878 del 2022)    Per i giudici di legittimità "... [...]

Indeducibile il costo ed indetraibile l’IVA della fattura con descrizione generica

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 12081 depositata il 12 maggio 2024, intervendo in tema di indeducibilità del costo ed indetraibilità dell'IVA, ha ritenuto inammissibile il ricorso del contribuente, in quanto non contestava in diritto la mancata prova dell’inerenza per la genericità delle indicazioni attinenti alle prestazioni che hanno originato i costi, ritenendo l'operato dei giudici di merito conforme ai principi della giurisprudenza di legittimità. In altri termini " ... la genericità delle fatture e la mancanza di idonea documentazione di riscontro, non ritenendo sufficienti, né il contratto (privo di data certa ...) , né la consulenza di parte ..." comporta l'indeducibilità del costo in violazione delle norme tributarie in materia di inerenza dei costi e delle spese deducibili o detraibili (art. 109, quinto comma, d.P.R. n. 917/1986 e 21 d.P.R. n. [...]

Modello 730 utilizzabile anche da chi non ha redditi di lavoro dipendenti o assimilabili

L'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 12/E del 31 maggio 2024 con cui ha raccolto le risposte fornite ai quesiti dei  centri di assistenza fiscale in relazione alle dichiarazioni dei redditi in modalità 730 relative al periodo d’imposta 2023 ha precisato che " Come chiarito con la circolare dell’11 aprile 2024, n. 8/E, l’articolo 2, comma 1, del decreto Adempimenti ha inteso rendere progressivamente accessibile a tutte le persone fisiche non titolari di partita IVA l’utilizzo del modello 730/2024. Nel provvedimento annuale del Direttore dell’Agenzia delle entrate, che approva il modello di dichiarazione semplificato, saranno via via individuate le tipologie reddituali che, gradualmente, per ciascun anno d’imposta, possono essere dichiarate con il modello 730. Per effetto di tale disposizione, il modello di dichiarazione semplificato può essere presentato, a regime, anche dai soggetti (non titolari di partita IVA) [...]

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