
Il reato di dichiarazione fraudolente è configurabile anche se la falsa documentazione venga creata dal medesimo utilizzatore
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 13364 depositata il 3 aprile 2024, intervenendo in tema del rato di dichiarazione fraudolente a mezzo fatture false autoprodotta, ha ribadito il principio secondo cui "... il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74) è configurabile anche nel caso in cui la falsa documentazione venga creata dal medesimo utilizzatore che la faccia apparire come proveniente da terzi; così, Sez. 3, n. 48498 del 24/11/2011, !ossa, Rv. 251626 - 01: in motivazione la Corte ha precisato che la ratio del reato di frode fiscale risiede nel fatto di punire colui che artificiosamente si precostituisce dei costi sostenuti al fine di abbattere l'imponibile, non presupponendo il concorso del terzo. ..." La vicenda ha riguardato [...]
Sanzioni tributarie inapplicabili ai casi di incertezza normativa e legittimo affidamento, salvo i casi di inerzia dell’ente impositivo
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 16105 depositata il 10 giugno 2024, intervenendo in tema di TARSU e sanzioni tributarie, ha ribadito il principio secondo cui "... il legittimo affidamento, quale situazione giuridica soggettiva tutelata dall’art. 10, cit., presuppone che sussista: - un'apparente legittimità e coerenza dell'attività dell'Amministrazione finanziaria, in senso favorevole al contribuente; - la buona fede del contribuente stesso, rilevabile dalla sua condotta, in quanto connotata dall'assenza di qualsiasi violazione del dovere di correttezza gravante sul medesimo; - l’esistenza di circostanze specifiche e rilevanti, idonee a indicare la sussistenza dei due presupposti che precedono. ..." La vicenda ha riguardato una società consortile a cui il Comune notificava un avviso di accertamento per la TARSU. La contribuente avverso l'atto impositivo proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale (attualmente Corte di [...]
In tema di dequalificazione professionale l’interesse ad ottenere la pronunzia permane anche dopo l’estinzione del rapporto di lavoro
In tema di dequalificazione professionale l'interesse ad ottenere la pronunzia permane anche dopo l'estinzione del rapporto di lavoro
Contratto preliminare di vendita: termine essenziale e caparra confirmatoria in presenza di elementi sintomatici
La Corte di Cassazione, sezione II, con l'ordinanza n. 20052 depositata il 22 luglio 2024, intervenendo in tema di contratto preliminare di vendita, ha affermato i seguenti principi di diritto secondo cui "... "La previsione di un termine essenziale per l'adempimento del contratto, essendo posta nell'interesse di uno o di entrambi i contraenti, non preclude alla parte interessata di rinunciare, seppur tacitamente, ad avvalersene, anche dopo la scadenza del termine, così rinunciando altresì alla dichiarazione di risoluzione contrattuale". "Poiché la forma ad substantiam prescritta per il negozio va osservata in ordine agli elementi essenziali mentre gli elementi accessori possono risultare da un atto amorfo, la pattuizione di una caparra confirmatoria, che si perfeziona con la dazione, non esige la forma scritta, costituendo elemento accidentale del contratto e così la sua integrazione". "Le parti che abbiano convenuto [...]
Non trova applicazione lo speciale regime indennitario dettato dall’art. 32 L. n. 183/2010, bensì quello risarcitorio con decorrenza dalla costituzione in mora nelle ipotesi di riqualificazione del contratto di lavoro autonomo in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 17450 depositata il 25 giugno 2024, intervenendo in tema di regime indennitario introdotto dall'art. 32, comma 5, L. 183/2010, ha statuito il seguente principio di diritto "... nel caso di accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro al cospetto di un contratto stipulato dalle parti come formalmente di lavoro autonomo, non trova applicazione il regime indennitario dettato dall’art. 32 L. n. 183/2010, bensì quello risarcitorio a decorrere dalla costituzione in mora ..." La vicenda ha riguardato un società citata in giudizio da una lavoratrice, che aveva stipulato plurimi contratti di lavoro autonomo per lo svolgimento mansioni giornalistiche, affinché venisse riconosciuta la natura subordinata del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e la condanna della società al ripristino del rapporto di lavoro e al pagamento delle [...]
Nelle aziende sottoposte a confisca antimafia i crediti previdenziali ed assistenziali non si estinguono per confusione
La Corte di Cassazione, sezione penale, con l'ordinanza n. 26927 depositata l' 8 luglio 2024, intervenuta in base al Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, ha ribadito quanto puntualizzato anche dalla giurisprudenza civile, ai sensi dell'art. 50 del d.lgs. n. 159 del 2011, i soli crediti erariali (nella specie, relativi all'imposta di registro), nell'ipotesi di confisca di beni già sottoposti a sequestro, si estinguono per confusione ai sensi dell'art. 1253 e., nei limiti in cui il credito stesso abbia trovato capienza nel patrimonio della società oggetto di confisca, mentre restano fermi i crediti non erariali, come quelli relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, ai tributi locali ed ai diritti camerali. (Sez. 5, n. 56 del 03/01/2019, Rv. 652498 - 01). La vicenda ha riguardato una società sottoposta a confisca ai sensi del [...]
Le carenze o i vizi relativi alle caratteristiche e al valore dei beni ricompresi nel patrimonio sociale e, di conseguenza, alla consistenza economica della partecipazione possono giustificare la sua risoluzione o la riduzione del prezzo pattuito
La Corte di Cassazione, sezione II, con l'ordinanza n. 19833 del 18 luglio 2024, intervenendo in tema di cessione di quote sociali, ha ribadito il principio secondo cui "... la cessione delle azioni, o delle quote, di una società di capitali, ha come oggetto immediato la partecipazione sociale, e solo quale oggetto mediato, la quota parte del patrimonio sociale che tale partecipazione rappresenta. Pertanto, le carenze o i vizi relativi alle caratteristiche e al valore dei beni ricompresi nel patrimonio sociale e, di conseguenza, alla consistenza economica della partecipazione possono giustificare la sua risoluzione o la riduzione del prezzo pattuito solo se il cedente abbia fornito, a tale riguardo, specifiche garanzie contrattuali. ..." (Cass. n.5053/2024; Cass.n. 21590/2019; Cass. n. 7183/2019; Cass. n.16963/2014;Cass. n. 17948/2012; Cass. n. 16031/2007; Cass. n.26690/2006) La vicenda ha riguardato una società a [...]
L’interpretazione di una norma processuale consolidata può essere abbandonata solo in presenza di forti ed apprezzabili ragioni giustificative
La Corte di Cassazione, sezione III, con l'ordinanza n. 16006 depositata il 7 giugno 2024, intervenendo in tema di pignoramento mobiliare e della interpretazione delle norme processuali, ha riaffermato che "... L’interpretazione di una norma processuale consolidata può essere abbandonata solo in presenza di forti ed apprezzabili ragioni giustificative, indotte dal mutare di fenomeni sociali o del contesto normativo, oppure quando l’interpretazione consolidata risulti manifestamente arbitraria e pretestuosa o dia luogo a risultati disfunzionali, irrazionali o “ingiusti”, atteso che l’affidabilità, prevedibilità e uniformità dell’interpretazione delle norme processuali costituisce imprescindibile presupposto di uguaglianza tra i cittadini e di “giustizia” del processo; ne consegue che, ove siano compatibili con la lettera della legge due diverse interpretazioni, è doveroso preferire quella sulla cui base si sia formata una sufficiente stabilità di applicazione nella giurisprudenza della Corte di cassazione. [...]