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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

L’istituto della revoca del licenziamento ha natura di diritto potestativo e va inviato entro i 15 giorni dalla ricezione della comunicazione dell’impugnativa del licenziamento

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 16630 depositata il 14 giugno 2024, intervenendo in ordine all'istituto della revoca del licenziamento, ha ribadito il principio secondo cui "... stante la natura di diritto potestativo della revoca del licenziamento, deve richiamarsi il precedente di questa Corte (cfr. Cass. n. 24274/2006, in motivazione) secondo cui “nei rapporti negoziali, qualora ad una parte risulti conferito, dalla legge o da fonte pattizia, un diritto potestativo, l’esercizio di tale diritto produce la modificazione immediata della sfera giuridica del destinatario. Le limitazioni all’esercizio del potere, quanto alla prescrizione di determinate forme, alla sussistenza di motivi giustificativi, alla necessità di un periodo di preavviso ai fini della produzione degli effetti, devono essere specificamente stabilite dalla legge o dalla stessa fonte contrattuale attributiva del potere”. Nella fattispecie, il comma 10 dell’art. [...]

La responsabilità della Società, ai sensi del D.lgs. n. 231 del 2001, sussiste pur se l’autore del reato non risulta identificato

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 24058 depositata il 18 giugno 2024, intervenendo in tema di responsabilità dell'ente ai sensi del D.lgs. n. 231 del 2001 , ha ribadito i principi di diritto secondo cui sulla base del "... principio di autonomia della responsabilità dell'ente sancito dall'art. 8 d.lgs. 231 del 2001, che si limita soltanto a prevedere l'insensibilità del processo contra societatem alla mancata identificazione o alla non imputabilità della persona fisica e all'estinzione del reato-presupposto per causa diversa dall'amnistia, l'importante è che un reato tra quelli compresi nel catalogo dei reati presupposto sia stato accertato e sia riferibile ad uno dei soggetti indicati dall'art. 5 d.lgs. n. 231 del 2001, anche se poi manchi o sia insufficiente la prova della responsabilità individuale di uno di tali soggetti (così, in [...]

Nel contratto di lavoro part-time è obbligatorio indicare la durata e la collocazione temporale della prestazione lavorativa, l’omissione della durata comporta la trasformazione a tempo pieno, mentre l’omissione della sola collocazione temporale dell’orari comporta che il giudice determina le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa a tempo parziale, tenendo conto delle responsabilità familiari del lavoratore

Nel contratto di lavoro part-time è obbligatorio indicare la durata e la collocazione temporale della prestazione lavorativa, l'omissione della durata comporta la trasformazione a tempo pieno, mentre l'omissione della sola collocazione temporale dell'orari comporta che il giudice determina le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa a tempo parziale, tenendo conto delle responsabilità familiari del lavoratore

Processo tributario: principio generale del diritto dell’Unione del rispetto del diritto alla difesa (contraddittorio endoprocedimentale)

Sul tema del diritto alla difesa del contribuente, sulla base dell'ordinamento generale dell'Unione Europea la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza del 13 giugno 2024 nella causa C‑696/22, ha stabilito che "... il principio generale del diritto dell’Unione del rispetto dei diritti della difesa deve essere interpretato nel senso che, nell’ambito di un procedimento amministrativo di reclamo avverso un avviso di accertamento che determina l’IVA, qualora l’autorità competente adotti una decisione fondata su elementi di fatto e di diritto nuovi, in merito ai quali l’interessato non ha potuto prendere posizione, si richiede che la decisione adottata al termine di detto procedimento sia annullata se, in assenza di tale irregolarità, detto procedimento avrebbe potuto comportare un risultato diverso, ancorché, su domanda dell’interessato, sia stata disposta la sospensione dell’esecuzione di tale avviso di accertamento parallelamente al ricorso giurisdizionale [...]

Appalti: i rinnovi dei CCNL, in ragione della loro inderogabilità e per la natura che rivestono, rientrano tra le circostanze impreviste ed imprevedibili come “la sopravvenienza di nuove disposizioni legislative o regolamentari

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione prima, con la sentenza n. 3735 depositata il 13 giugno 2024, intervenendo in tema di modifica dei contratti con la P.A. di cui all'art. 106 del d.lgs. n. 50 del 2016 ora trasfuso nell'art. 120 del d.lgs. n. 36 del 2023, ha ribadito che "... il tema del riequilibrio del contratto di appalto, che trova corrispondenza nelle previsioni del codice che consentono la modifica dei corrispettivi. In particolare, l’art. 106 del d.lgs. n. 50/2016 stabilisce che i contratti di appalto possono essere modificati senza una nuova procedura di affidamento, ove la necessità di modifica è determinata da circostanze impreviste o imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice, tra le quali “la sopravvenienza di nuove disposizioni legislative o regolamentari o provvedimenti di autorità od enti preposti alla tutela di interessi rilevanti” (co. [...]

Il dipendente a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, che agisce in giudizio per chiedere la corresponsione dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute, ha l’onere di provare l’avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati

Il dipendente a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, che agisce in giudizio per chiedere la corresponsione dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute, ha l'onere di provare l'avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati

IVA: il requisito dell’inerenza dei beni e servizi deve essere valutato esclusivamente in termini oggettivi, essendo irrilevante se da essi derivi o meno un incremento del fatturato

La Corte di Giustizia UE con la sentenza del 13 giugno 2024 nella causa C‑696/22, chiamata alla determinazione della corretta applicazione della Direttiva 2006/112/CE, ha stabilito, tra le altre interpretazioni, che "... L’articolo 168, lettera a), della direttiva 2006/112, come modificata dalla direttiva 2008/117, deve essere interpretato nel senso che: al fine di accertare l’esistenza di un nesso diretto e immediato tra, da un lato, una specifica operazione a monte e, dall’altro, operazioni a valle che danno diritto a detrazione, occorre determinare il contenuto oggettivo di tali operazioni, il che implica che siano prese in considerazione tutte le circostanze in cui si sono svolte dette operazioni, vale a dire, in particolare, l’uso effettivo dei beni e dei servizi acquistati a monte dal soggetto passivo e la causa esclusiva di tale acquisto, senza che l’aumento del fatturato o [...]

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