accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 novembre 2020, n. 24316 – Il presupposto impositivo del prelievo fiscale di cui all’art. 11, comma quinto, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, si rinviene a livello oggettivo nella mera percezione della somma, che realizza una plusvalenza in dipendenza di procedimenti espropriativi, alla condizione che il terreno espropriato ricada nelle zone omogenee citate dal medesimo articolo ed il quinto comma dell’art. 11 individua i soggetti passivi dell’imposta sulle plusvalenze (considerate “redditi diversi”) solo nei “soggetti che non esercitano imprese commerciali”

Il presupposto impositivo del prelievo fiscale di cui all'art. 11, comma quinto, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, si rinviene a livello oggettivo nella mera percezione della somma, che realizza una plusvalenza in dipendenza di procedimenti espropriativi, alla condizione che il terreno espropriato ricada nelle zone omogenee citate dal medesimo articolo ed il quinto comma dell’art. 11 individua i soggetti passivi dell'imposta sulle plusvalenze (considerate "redditi diversi") solo nei "soggetti che non esercitano imprese commerciali"

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 novembre 2020, n. 24302 – Illegittimità dell’accertamento delle plusvalenza relativa a cessione di terreni edificabili la cui determinazione è basata sul valore accertato ai fini dell’imposta di registro

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 novembre 2020, n. 24302 Tributi - Accertamento - Plusvalenza relativa a cessione di terreni edificabili - Determinazione basata sul valore accertato ai fini dell'imposta di registro - Illegittimità Ritenuto che G.F. impugnava, innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma, l'avviso di accertamento n. RCE010202612/2008, anno di imposta 2001, emesso [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 novembre 2020, n. 24285 – In tema di redditi di impresa, le “perdite sui crediti” presuppongono la definitività del venir meno della posta attiva, nel senso che “alla stregua di un giudizio prognostico, si ha perdita del credito quando esso è divenuto definitivamente inesigibile

In tema di redditi di impresa, le "perdite sui crediti" presuppongono la definitività del venir meno della posta attiva, nel senso che "alla stregua di un giudizio prognostico, si ha perdita del credito quando esso è divenuto definitivamente inesigibile

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 novembre 2020, n. 24224 – L’art. 37, terzo comma, d.P.R. n. 600 del 1973, n. 600, nel prescrivere che l’imputazione diretta al contribuente «dei redditi di cui appaiono titolari altri soggetti, quando sia dimostrato, anche sulla base di presunzioni, gravi, precise e concordanti, che egli ne è l’effettivo possessore per interposta persona», ha evidenti finalità antielusive e non presuppone un comportamento fraudolento

L'art. 37, terzo comma, d.P.R. n. 600 del 1973, n. 600, nel prescrivere che l'imputazione diretta al contribuente «dei redditi di cui appaiono titolari altri soggetti, quando sia dimostrato, anche sulla base di presunzioni, gravi, precise e concordanti, che egli ne è l'effettivo possessore per interposta persona», ha evidenti finalità antielusive e non presuppone un comportamento fraudolento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2020, n. 24046 – Responsabilità tributaria del datore di lavoro per evasione di imposta conseguente al comportamento illecito di dipendenti infedeli

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 ottobre 2020, n. 24046 Tributi - Accertamento - Esercente distributore di carburanti - Evasione di imposta conseguente al comportamento illecito di dipendenti infedeli - Responsabilità tributaria del datore di lavoro Fatti di causa Il 7.3.2011 era notificato alla società S. Srl, l'avviso di accertamento n. TF5030901115, attinente ad Ires, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 ottobre 2020, n. 23989 – L’accettazione dell’eredità è il presupposto perché si possa rispondere dei debiti ereditari, una eventuale rinuncia, anche se tardivamente proposta, esclude che possa essere chiamato a rispondere dei debiti tributari il rinunciatario, sempre che egli non abbia posto in essere comportamenti dai quali si possa desumere un’accettazione implicita dell’eredità, della cui prova è onerata l’Amministrazione finanziaria

L'accettazione dell'eredità è il presupposto perché si possa rispondere dei debiti ereditari, una eventuale rinuncia, anche se tardivamente proposta, esclude che possa essere chiamato a rispondere dei debiti tributari il rinunciatario, sempre che egli non abbia posto in essere comportamenti dai quali si possa desumere un'accettazione implicita dell'eredità, della cui prova è onerata l'Amministrazione finanziaria

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 ottobre 2020, n. 23806 – La peculiare natura della cartella di pagamento, assimilabile ad un precetto, non impedisce l’emissione e la notifica della stessa anche dopo la “presentazione” della domanda di concordato preventivo, non costituendo l’inizio della procedura esecutiva, il cui incipit è rappresentato dal pignoramento, e non rientrando, quindi nel perimetro di cui alla L. Fall., art. 168

La peculiare natura della cartella di pagamento, assimilabile ad un precetto, non impedisce l'emissione e la notifica della stessa anche dopo la "presentazione" della domanda di concordato preventivo, non costituendo l'inizio della procedura esecutiva, il cui incipit è rappresentato dal pignoramento, e non rientrando, quindi nel perimetro di cui alla L. Fall., art. 168

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 novembre 2020, n. 24222 – In tema di determinazione del reddito d’impresa, la regola, dettata dal D.P.R. n. 917 del 1986, art. 75 (ora art. 109), comma 1, e prima ancora dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, art. 74, comma 1, – secondo cui i costi e gli altri oneri concorrono a formare il reddito dell’esercizio di competenza a meno che la loro esistenza o il loro ammontare non sia ancora determinabile in modo oggettivo, nel qual caso vanno calcolati nel periodo d’imposta in cui si verificano tali condizioni

In tema di determinazione del reddito d'impresa, la regola, dettata dal D.P.R. n. 917 del 1986, art. 75 (ora art. 109), comma 1, e prima ancora dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, art. 74, comma 1, - secondo cui i costi e gli altri oneri concorrono a formare il reddito dell'esercizio di competenza a meno che la loro esistenza o il loro ammontare non sia ancora determinabile in modo oggettivo, nel qual caso vanno calcolati nel periodo d'imposta in cui si verificano tali condizioni

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