accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 giugno 2020, n. 13086 – Acquisti effettuati per la realizzazione dei corsi di formazione professionale finanziati con contributi pubblici

la detraibilità dell'Iva sugli acquisti di beni e servizi afferenti i corsi di formazione professionale effettuati dal consorzio, discende, per un verso, dal fatto che l'assenza di sinallagmaticità tra i contributi pubblici e le prestazioni rese costituisce dato incontroverso, e, dall'altro, che non risultano ricorrenti le condizioni soggettive di esenzione di cui all'art. 10, primo comma, n. 20, d.P.R. n. 633 del 1972

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 giugno 2020, n. 13085 – E’ legittima la prassi amministrativa (Circ.Mef. n.32/9/2267 del 22 settembre 1980) che fondatamente subordina la deducibilità dei costi derivanti accordi contrattuali sui servizi prestati dalla controllante (cosi sharing agreements) all’effettività e all’inerenza della , spesa all’attività d’impresa esercitata dalla controllata e al reale vantaggio che deriva a quest’ultima, senza che rilevino in proposito quelle esigenze di controllo della capogruppo, peculiari della sua funzione di shareholder

E' legittima la prassi amministrativa (Circ.Mef. n.32/9/2267 del 22 settembre 1980) che fondatamente subordina la deducibilità dei costi derivanti accordi contrattuali sui servizi prestati dalla controllante (cosi sharing agreements) all'effettività e all'inerenza della , spesa all'attività d'impresa esercitata dalla controllata e al reale vantaggio che deriva a quest'ultima, senza che rilevino in proposito quelle esigenze di controllo della capogruppo, peculiari della sua funzione di shareholder

Le cessioni sottocosto costituisco elemento sintomatico di una possibile frode erariale

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 12590 depositata il 25 giugno 2020 intervenendo in tema di operazioni soggettivamente inesistenti ha affermato che "la vendita di autovetture sottocosto costituisce elemento sintomatico di una possibile frode erariale che, a prescindere dall'entità della percentuale applicata dal venditore, avrebbe dovuto comunque insospettire l'acquirente ed indurlo ad accertarsi della [...]

Autotutela tributaria: non deve necessariamente essere annullato l’accertamento privo del presupposto impositivo

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 12468 depositata il 24 gennaio 2020 intervenendo in tema di diniego, espresso o tacito, di procedere ad un annullamento in autotutela ha statuito che "in tema di imposte sui redditi, avverso l'accertamento definito per adesione è preclusa ogni forma d'impugnazione e, pertanto, devono ritenersi improponibili anche le istanze [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 giugno 2020, n. 12468 – In tema di imposte sui redditi, avverso l’accertamento definito per adesione è preclusa ogni forma d’impugnazione e, pertanto, devono ritenersi improponibili anche le istanze di rimborso in quanto esse costituirebbero una surrettizia forma d’impugnazione dell’accertamento in questione che, invece, in conformità alla “ratio” dell’istituto, deve ritenersi intangibile

In tema di imposte sui redditi, avverso l'accertamento definito per adesione è preclusa ogni forma d'impugnazione e, pertanto, devono ritenersi improponibili anche le istanze di rimborso in quanto esse costituirebbero una surrettizia forma d'impugnazione dell'accertamento in questione che, invece, in conformità alla "ratio" dell'istituto, deve ritenersi intangibile

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 giugno 2020, n. 12598 – In tema di onere della prova e di verifica giudiziale in materia di accertamenti bancari le dichiarazioni dei terzi non sarebbe dunque sufficiente ad integrare la prova richiesta al contribuente, in mancanza di ulteriori elementi dimostrativi non solo dell’effettiva erogazione di quelle somme

In tema di onere della prova e di verifica giudiziale in materia di accertamenti bancari le dichiarazioni dei terzi non sarebbe dunque sufficiente ad integrare la prova richiesta al contribuente, in mancanza di ulteriori elementi dimostrativi non solo dell'effettiva erogazione di quelle somme

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 giugno 2020, n. 12597 – Il giudice ravvisata l’infondatezza parziale della pretesa dell’amministrazione, non deve né può limitarsi ad annullare l’atto impositivo, ma deve quantificare la pretesa tributaria entro i limiti posti dal “petitum” delle parti

Il giudice ravvisata l'infondatezza parziale della pretesa dell'amministrazione, non deve né può limitarsi ad annullare l'atto impositivo, ma deve quantificare la pretesa tributaria entro i limiti posti dal "petitum" delle parti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 giugno 2020, n. 12590 – Non può revocarsi in dubbio che tale prova possa essere fornita anche mediante presunzioni, come espressamente prevede, per l’IVA, il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, comma 2 (analoga previsione è contenuta, per le imposte dirette, nel D.P.R. n. 917 del 1986, art. 39, comma 1, lett. d)

Non può revocarsi in dubbio che tale prova possa essere fornita anche mediante presunzioni, come espressamente prevede, per l'IVA, il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, comma 2 (analoga previsione è contenuta, per le imposte dirette, nel D.P.R. n. 917 del 1986, art. 39, comma 1, lett. d)

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