accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 marzo 2019, n. 8514 – L’eventuale violazione del principio di buona fede nello svolgimento dell’attività amministrativa, propedeutica all’esame dell’istanza di rimborso, non determina la conseguenza che l’Amministrazione debba essere tenuta a corrispondere un rimborso non dovuto per il solo fatto che in fase di istruttoria preliminare aveva erroneamente valutato la disciplina applicabile

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 27 marzo 2019, n. 8514 Tributi - Accertamento - Istanza di rimborso - Riscossione - Regime di tassazione - Disciplina agevolativa - Presupposti - Verifica Fatti di causa 1. La Banca del F. S.p.A. ricorre con nove motivi avverso l'Agenzia delle Entrate per la cassazione della sentenza n. 249/38/11 della [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8203 – La motivazione dell’atto di accertamento basato su studi di settore o parametri, costituendo un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è «ex lege» determinata dallo scostamento del reddito dichiarato, non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma va integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello «standard» prescelto e le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8203 Accertamento fiscale - Recupero a tassazione - Applicazione dello specifico studio di settore Rilevato che 1. L.D.C., esercente l'attività di autotrasportatore, propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, nei confronti dell'Agenzia delle entrate, che resiste con controricorso, avverso la sentenza della CTR dell'Abruzzo, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8195 – La dichiarazione dei redditi affetta da errore, anche omissivo, sia esso di fatto o di diritto, è sempre emendabile e ritrattabile, salvi i limiti temporali derivanti dall’esaurimento del rapporto tributario, per quanto concerne i dati riferibili ad esternazioni di scienza o di giudizio, mentre, nel caso di errore relativo all’indicazione di dati costituenti espressione di volontà negoziale, il contribuente ha l’onere, secondo la disciplina generale dei vizi della volontà di cui agli artt. 1427 e ss. cod. civ., estesa dall’art. 1324 cod. civ. agli atti unilaterali in quanto compatibile, di fornire la prova che lo stesso abbia i requisiti della essenzialità e della obiettiva riconoscibilità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8195 Tributi - IRES - Accertamento - Cartella di pagamento relativa a maggiore imposta Rilevato che 1. la N. s.r.l. ricorre con due motivi contro l'Agenzia delle Entrate per la cassazione della sentenza n.44/32/12 della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (di seguito C.T.R.), depositata il 21/2/2012 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8181 – In tema di imposte sui redditi, ai sensi dell’art. 14, comma 4 bis, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (nella formulazione introdotta con l’art. 8, comma 1, del d.l. 2 marzo 2012, n. 16, conv. in legge 26 aprile 2012 n. 44), che opera, in ragione del precedente comma 3, quale “ius superveniens” con efficacia retroattiva “in bonam partem”, sono deducibili i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8181 IRPEF, IRAP e IVA - Attività di commercio di autoveicoli - Acquisto intracomunitario Rilevato che 1. F. A., titolare di una ditta individuale posta in Saluzzo, esercente l'attività di commercio di autoveicoli, impugnò innanzi alla CTP di Cuneo l'avviso di accertamento, conseguente ad una verifica [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8187 – Accertamento sintetico – Costituiscono “spesa per incrementi patrimoniali”, ai sensi dell’art. 38, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 600 del 1973, anche i finanziamenti soci e tutte le altre forme di capitalizzazione, ove comportino un esborso effettuato a tale scopo da parte del contribuente

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8187 Tributi - Accertamento sintetico - Incrementi patrimoniali - Operazioni societarie - Giustificazioni - Aumento di capitale mediante utilizzo di riserve facoltative - Acquisto di azioni mediante operazione di fusione - Legittimità Ritenuto in fatto 1. L'Agenzia delle Entrate emetteva avviso di accertamento, con il metodo [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 marzo 2019, n. 7950 – In tema di determinazione del reddito di impresa, sono contributi in conto capitale, e, quindi, sopravvenienze attive, quelli erogati per incrementare i mezzi patrimoniali del beneficiario, senza che la loro concessione si correli all’onere di uno specifico investimento in beni strumentali, mentre sono contributi in conto impianti, che confluiscono nel reddito sotto forma di quote di ammortamento deducibile, quelli destinati all’acquisto di beni (materiali o immateriali) strumentali

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 marzo 2019, n. 7950 Imposte dirette - IRPEF - Reddito di impresa - Operazioni non fatturate - Riscossione - Dichiarazioni fiscali Fatti di causa L'Agenzia delle Entrate, dopo verifica fiscale, accertava nei confronti della società e dei soci ai sensi dell'art. 41 bis d.P.R. n. 600 del 1973 e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 marzo 2019, n. 7121 – In tema di determinazione del reddito d’impresa, le regole sull’imputazione temporale dei componenti del reddito, dettate in via generale dall’art. 75 d.P.R. n. 917 del 1986, sono tassative ed inderogabili

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 marzo 2019, n. 7121 Tributi - Imposte sui redditi - Reddito di impresa - Regole di imputazione temporale dei componenti del reddito ex art. 75 DPR n. 917 del 1986 - Inderogabilità Fatti di causa 1. L'Agenzia delle Entrate, a seguito di processo verbale di constatazione redatto dallo stesso [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8199 – Irregolarità delle fatture con partita IVA di altre ditte in attività – Il vizio di omessa o apparente motivazione della sentenza, quale lacuna dell’apparato argomentativo omogenea al dedotto “difetto assoluto di motivazione”, ricorre allorquando il giudice di merito ometta di indicare gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento, ovvero li indichi senza un’approfondita loro disamina logica e giuridica, rendendo, in tal modo, impossibile ogni controllo sull’esattezza e sulla logicità del suo ragionamento

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8199 Tributi - Accertamento induttivo - Reddito d’impresa - Contabilità inattendibile - Unico dato presuntivo grave e preciso - Irregolarità delle fatture con partita IVA di altre ditte in attività - Legittimità Rilevato che 1. La controversia riguarda l'impugnazione, da parte della G. Srl, dell'avviso di [...]

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