cassazione procedure concorsuali

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 7070 depositata il 11 aprile 2016 – Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, così come disciplinato dall’art. 98 l.fall., nel testo, utilizzabile “ratione temporis”, anteriore alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 5 del 2006, la relazione di dipendenza della domanda riconvenzionale “dal titolo dedotto in giudizio dall’attore”, che giustifica la trattazione simultanea delle cause, si configura non già come identità della “causa petendi” ma come comunanza della situazione o del rapporto giuridico dal quale traggono fondamento

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 7070 depositata il 11 aprile 2016 FALLIMENTO - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - OPPOSIZIONE ALLO STATO PASSIVO - OPPOSIZIONE ALLO STATO PASSIVO EX ART. 98 L.FALL., NEL TESTO ANTERIORE ALLA RIFORMA - DOMANDA RICONVENZIONALE - AMMISSIBILITÀ - LIMITI RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE 1.- C.R. ha proposto opposizione [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6423 depositata il 4 aprile 2016 – Il principio dell’unitarietà del procedimento fallimentare a far tempo dalla sentenza pronunciata dal giudice poi dichiarato incompetente, desumibile dall’art. 9 bis l.fall., non può analogicamente applicarsi, in difetto di “eadem ratio”, al conflitto di competenza relativo ad una procedura fallimentare non ancora iniziata

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6423 depositata il 4 aprile 2016 FALLIMENTO - DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO - COMPETENZA PER TERRITORIO - PRINCIPIO DELL'UNITARIETÀ DELLA PROCEDURA FALLIMENTARE - AMBITO DI APPLICAZIONE - DELIMITAZIONE - ESTENSIONE ANALOGICA AL CONFLITTO RELATIVO A FALLIMENTO NON ANCORA DICHIARATO - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE - REGOLAMENTO DI UFFICIO ANCHE OLTRE IL TERMINE [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6277 depositata il 31 marzo 2016 – Il termine fissato dal giudice al debitore, ai sensi dell’art. 161, comma 6, l.fall., per la presentazione della proposta, del piano e dei documenti del cd. concordato “con riserva” ha natura perentoria e disciplina mutuata dall’art. 153 c.p.c., cosicché non è prorogabile a richiesta della parte o d’ufficio se non in presenza di giustificati motivi, che devono essere allegati dal richiedente e verificati dal giudice, la cui decisione è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6277 depositata il 31 marzo 2016 FALLIMENTO - CONCORDATO PREVENTIVO - AMMISSIONE - CONCORDATO CD. "CON RISERVA" - TERMINE - NATURA PERENTORIA E DECADENZIALE - SCADENZA - CONSEGUENZE - PROROGABILITÀ - RICORRENZA DI GIUSTIFICATI MOTIVI - NECESSITÀ - SINDACABILITÀ IN CASSAZIONE DEL PROVVEDIMENTO GIUDIZIALE - LIMITI SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Il [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6282 depositata il 31 marzo 2016 – La revocatoria fallimentare del pagamento di debiti del fallito ex art. 67, comma 2, l.fall. è esperibile anche quando il pagamento sia stato effettuato dal terzo garante, purché risulti che questi, dopo aver pagato, abbia esercitato azione di rivalsa verso il debitore principale prima dell’apertura del fallimento

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6282 depositata il 31 marzo 2016 FALLIMENTO - EFFETTI SUGLI ATTI PREGIUDIZIEVOLI AI CREDITORI - AZIONE REVOCATORIA FALLIMENTARE - ATTI A TITOLO ONEROSO, PAGAMENTI E GARANZIE - PAGAMENTO DI DEBITI DEL FALLITO ESEGUITO DAL TERZO GARANTE - REVOCABILITÀ - CONDIZIONI SVOLGIMENTO DEL PROCESSO La Corte d'appello di Bologna ha respinto [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6285 depositata il 31 marzo 2016 – La domanda di insinuazione al passivo fallimentare proposta da uno studio associato fa presumere l’esclusione della personalità del rapporto d’opera professionale da cui quel credito è derivato, e, dunque, l’insussistenza dei presupposti per il riconoscimento del privilegio ex art. 2751 bis, n. 2, c.c., salvo che l’istante dimostri che il credito si riferisca ad una prestazione svolta personalmente dal professionista, in via esclusiva o prevalente, e sia di pertinenza dello stesso professionista, pur se formalmente richiesto dall’associazione

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6285 depositata il 31 marzo 2016 FALLIMENTO - RIPARTIZIONE DELL'ATTIVO - ORDINE DI DISTRIBUZIONE - CREDITORI PRIVILEGIATI - AMMISSIONE AL PASSIVO RICHIESTA DA UNO STUDIO ASSOCIATO - PRIVILEGIO EX ART. 2751 BIS, N. 2, C.C. - SPETTANZA - CONDIZIONI SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con decreto del 23/3/2010, il Tribunale di Pordenone [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6040 depositata il 29 marzo 2016 – In tema di revocatoria fallimentare di compravendita stipulata in adempimento di contratto preliminare, l’accertamento dei relativi presupposti va compiuto con riferimento alla data del contratto definitivo, in quanto l’art. 67 l.fall. ricollega la consapevolezza dell’insolvenza al momento in cui il bene, uscendo dal patrimonio, viene sottratto alla garanzia dei creditori

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6040 depositata il 29 marzo 2016 FALLIMENTO - EFFETTI SUGLI ATTI PREGIUDIZIEVOLI AI CREDITORI - AZIONE REVOCATORIA FALLIMENTARE - ATTI A TITOLO ONEROSO, PAGAMENTI E GARANZIE - COMPRAVENDITA STIPULATA IN ADEMPIMENTO DI UN CONTRATTO PRELIMINARE - PRESUPPOSTI DELL'AZIONE - ACCERTAMENTO - RIFERIMENTO ALLA DATA DEL CONTRATTO DEFINITIVO - NECESSITÀ - [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6042 depositata il 29 marzo 2016 – In tema di revocatoria delle rimesse in conto corrente bancario effettuate da un imprenditore poi dichiarato fallito, nel caso di plurime operazioni di segno opposto nella stessa giornata in cui appaia uno scoperto di conto, il fallimento che chieda la revoca di rimesse aventi carattere solutorio in relazione al saldo infragiornaliero e non al saldo della giornata, ha l’onere di dimostrare l’esistenza di atti aventi carattere solutorio

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6042 depositata il 29 marzo 2016 FALLIMENTO - EFFETTI SUGLI ATTI PREGIUDIZIEVOLI AI CREDITORI - AZIONE REVOCATORIA FALLIMENTARE - ATTI A TITOLO ONEROSO, PAGAMENTI E GARANZIE - RIMESSE SUL CONTO CORRENTE BANCARIO DELL'IMPRENDITORE POI FALLITO - PLURIME OPERAZIONI DI SEGNO OPPOSTO NELLA STESSA GIORNATA - RICHIESTA DI REVOCA IN BASE [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6045 depositata il 29 marzo 2016 – Nell’ipotesi di fallimento dichiarato dopo la modifica, operata con il d.l. n. 35 cit., dell’art. 67 l.fall., in consecuzione rispetto ad un concordato preventivo precedente a tale novella, l’entità del periodo sospetto rilevante ai fini della revoca degli atti pregiudizievoli compiuti anteriormente al concordato stesso va determinata in base al testo della norma vigente al momento dell’apertura di quest’ultimo, attesa l’unitarietà giuridica dell’intera procedura

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6045 depositata il 29 marzo 2016 FALLIMENTO - EFFETTI SUGLI ATTI PREGIUDIZIEVOLI AI CREDITORI - AZIONE REVOCATORIA FALLIMENTARE - FALLIMENTO DICHIARATO NEL VIGORE DELL'ART. 67 L.FALL., COME MODIFICATO DAL D.L. N. 35 DEL 2005, IN CONSECUZIONE AD UN CONCORDATO PREVENTIVO ANTERIORE ALLA NOVELLA - AZIONE REVOCATORIA FALLIMENTARE - DISCIPLINA APPLICABILE [...]

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