cassazione sez. civile

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 agosto 2019, n. 20923 – Il vizio di motivazione apparente e/o perplessa e incomprensibile, “per relationem” – L’impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata

Il vizio di motivazione apparente e/o perplessa e incomprensibile, "per relationem" - L'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 agosto 2019, n. 20850 – La sospensione dall’esercizio della professione dell’unico difensore, a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio, determina l’automatica interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, con conseguente nullità degli atti successivi, solo se si verifica un concreto pregiudizio arrecato dall’evento al diritto di difesa

la sospensione dall'esercizio della professione dell'unico difensore, a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio, determina l'automatica interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, con conseguente nullità degli atti successivi, solo se si verifica un concreto pregiudizio arrecato dall'evento al diritto di difesa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 giugno 2019, n. 17576 – Il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, fissato dall’art. 112 c.p.c., non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base ad una ricostruzione dei fatti autonoma rispetto a quella prospettata dalle parti o in applicazione di una norma giuridica diversa da quella invocata dall’istante, purché restino immutati il “petitum” e la “causa petendi” e la statuizione trovi corrispondenza nei fatti di causa e si basi su elementi di fatto ritualmente acquisiti in giudizio ed oggetto di contraddittorio

Il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, fissato dall'art. 112 c.p.c., non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base ad una ricostruzione dei fatti autonoma rispetto a quella prospettata dalle parti o in applicazione di una norma giuridica diversa da quella invocata dall'istante, purché restino immutati il "petitum" e la "causa petendi" e la statuizione trovi corrispondenza nei fatti di causa e si basi su elementi di fatto ritualmente acquisiti in giudizio ed oggetto di contraddittorio

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 giugno 2019, n. 17575 – Violazione del patto di non concorrenza post contrattuale del Contratto di agenzia e restituzione delle provvigioni corrisposte in esecuzione di tale patto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 28 giugno 2019, n. 17575 Contratto di agenzia - Violazione del patto di non concorrenza post contrattuale - Restituzione delle provvigioni corrisposte in esecuzione di tale patto - Risarcimento danni Rilevato che la società S.Z. s.p.a. conveniva dinanzi al Tribunale di Ravenna il suo ex agente C.F. chiedendo accertarsi che [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 giugno 2019, n. 16651 – In tema di ricorso per cassazione costituisce fatto (o punto) decisivo ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ. quello la cui differente considerazione è idonea a comportare, con certezza, una decisione diversa

In tema di ricorso per cassazione costituisce fatto (o punto) decisivo ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ. quello la cui differente considerazione è idonea a comportare, con certezza, una decisione diversa

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 giugno 2019, n. 16425 – Il contribuente che impugni una cartella esattoriale emessa dal concessionario della riscossione per motivi che attengano alla mancata notificazione, ovvero anche all’invalidità degli atti impositivi presupposti, può agire indifferentemente nei confronti tanto dell’ente impostore quanto del concessionario senza che sia tra i due soggetti configurabile alcun litisconsorzio necessario

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 19 giugno 2019, n. 16425 Cartella esattoriale per pretese contributive dell’INPS - Impugnazione dell'estratto di ruolo rilasciato dall'agente della riscossione - Omessa notifica - Accertamento - Contribuzioni prescritte Fatti di causa 1. Con sentenza n. 1460 del 2015 la Corte d'appello di Reggio Calabria, in riforma della sentenza di primo [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 giugno 2019, n. 16040 – Il ricorrente per cassazione che intenda dolersi dell’omessa o erronea valutazione di un documento da parte del giudice di merito, ha l’onere, imposto a pena di inammissibilità del ricorso, non solo di depositate unitamente al ricorso o indicare esattamente in quale fase processuale ed in quale fascicolo di parte si trovi il documento in questione, ma altresì di evidenziarne il contenuto rilevante, trascrivendolo o riassumendolo nei suoi esatti termini, al fine di consentire al giudice di legittimità di valutare la fondatezza del motivo, senza dover procedere all’esame dei fascicoli d’ufficio o di parte, e dunque così da rendere immediatamente apprezzabile dalla Suprema Corte il vizio dedotto

Il ricorrente per cassazione che intenda dolersi dell'omessa o erronea valutazione di un documento da parte del giudice di merito, ha l'onere, imposto a pena di inammissibilità del ricorso, non solo di depositate unitamente al ricorso o indicare esattamente in quale fase processuale ed in quale fascicolo di parte si trovi il documento in questione, ma altresì di evidenziarne il contenuto rilevante, trascrivendolo o riassumendolo nei suoi esatti termini, al fine di consentire al giudice di legittimità di valutare la fondatezza del motivo, senza dover procedere all'esame dei fascicoli d'ufficio o di parte, e dunque così da rendere immediatamente apprezzabile dalla Suprema Corte il vizio dedotto

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 giugno 2019, n. 15658 – Il giudizio di cassazione è un giudizio a critica vincolata, delimitato e vincolato dai motivi di ricorso, che assumono una funzione identificativa condizionata dalla loro formulazione tecnica con riferimento alle ipotesi tassative formalizzate dal codice di rito

Il giudizio di cassazione è un giudizio a critica vincolata, delimitato e vincolato dai motivi di ricorso, che assumono una funzione identificativa condizionata dalla loro formulazione tecnica con riferimento alle ipotesi tassative formalizzate dal codice di rito

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