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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2435 – L’azione di recupero di contribuzione versata in eccedenza ha natura ripristinatoria – In tema di società di persone, il soggetto che entri a far parte di una società in nome collettivo già costituita risponde con gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio

in tema di società di persone, il soggetto che entri a far parte di una società in nome collettivo già costituita risponde con gli altri soci - in base a quanto disposto dall'art. 2269 c.c., dettato in materia di società semplice, ma applicabile anche alla società in nome collettivo in forza del richiamo operato dall’art. 2293 c.c. - per le obbligazioni sociali anteriori all'acquisto della qualità di socio, non essendo una tale responsabilità condizionata dal fatto che dette obbligazioni risultino dalle scritture contabili della società

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2432 – La prescrizione comincia a decorrere solo alla scadenza del termine, fissato dalla legge, per il pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2432 Datori di lavoro agricoli - Inps - Scadenza del termine per il pagamento dei contributi dovuti - Prescrizione del credito contributivo Fatti di causa La Corte d'Appello di Lecce con sentenza n. 1302/2016, depositata il 18.7.2016, accoglieva il gravame dell'Inps avverso la sentenza del tribunale [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2230 – Gli atti di disposizione, ai quali si applica la disciplina dell’art. 2113 cod. civ., debbono attenere alle mere conseguenze patrimoniali del mancato o irregolare versamento dei contributi e non già all’obbligo in sé considerato gravante sul soggetto obbligato a corrispondere i contributi all’INPS, perché quest’obbligo non può mai venir meno per effetto di pattuizioni intercorse tra il soggetto obbligato al versamento della contribuzione ed il lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2230 Lavoratori nel settore minerario - Versamento all'INPS dei contributi previdenziali sulla quota di indennità di prepensionamento - Domanda Rilevato che la Corte d'appello di Caltanissetta con sentenza del 2 novembre 2016 ha respinto l'appello proposto da A.R. nei confronti di R.E.S.A.I.S - (...) s.p.a avverso [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1837 – In tema di riduzione delle sanzioni civili per omissioni contributive per l’ipotesi in cui il ritardato o mancato versamento dei contributi derivi da oggettive incertezze connesse a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi

Fermo restando l'integrale pagamento dei contributi e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali, i consigli di amministrazione degli enti impositori, sulla base di apposite direttive emanate dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica fissano criteri e modalità per la riduzione delle sanzioni civili di cui al comma 8 fino alla misura degli interessi legali, nei seguenti casi: a) nei casi di mancato e ritardato pagamento di contributi o premi derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sulla ricorrenza dell'obbligo contributivo successivamente riconosciuto in sede giurisdizionale o amministrativa in relazione alla particolare rilevanza delle incertezze interpretative che hanno dato luogo alla inadempienza e nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, derivanti da fatto doloso del terzo denunciato, entro il termine di cui all'articolo 124, primo comma, del codice penale, all'autorità giudiziaria"; l'assunto secondo cui l'integrale pagamento della contribuzione controversa costituisce uno dei presupposti indefettibili per farsi luogo all'applicazione delle sanzioni in misura ridotta trova fondamento nella lettera della legge, atteso che il citato comma 15, pone come premessa per "la riduzione delle sanzioni civili di cui al comma 8", in presenza delle suddette incertezze, "l'integrale pagamento dei contributi e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1850 – In tema di sgravi contributivi illegittimi, in quanto costituenti aiuti di Stato vietati dalla Commissione europea, l’azione dell’ente previdenziale volta al recupero degli sgravi non costituisce azione di restituzione di indebito oggettivo ex art. 2033 cod. civ., ma azione volta al pagamento della contribuzione differenziale, pari alla misura dell’aiuto di Stato recuperabile ed è prescrivibile in 10 anni

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1850 Crediti contributivi - Cartella eattoriale - Indebita fruizione di sgravi contributivi - Contratti di formazione e lavoro Rilevato che Con sentenza n. 130 del 2012 la Corte d'appello di Campobasso ha parzialmente accolto l'impugnazione proposta da M. s.r.l. nei confronti dell'Inps avverso la sentenza di [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 gennaio 2019, n. C-272/17 – Al fine di stabilire l’importo dei contributi previdenziali dovuti da un lavoratore, prevede che la riduzione del prelievo relativa a detti contributi, alla quale il lavoratore ha diritto per un anno civile, sia proporzionale al periodo durante il quale tale lavoratore è assicurato presso il sistema previdenziale di detto Stato membro, escludendo in tal modo dalla riduzione annuale una sua frazione, proporzionale ad ogni periodo nel corso del quale detto lavoratore non sia stato assicurato presso il sistema medesimo e sia stato residente in un altro Stato membro senza ivi esercitare un’attività professionale

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 gennaio 2019, n. C-272/17 Rinvio pregiudiziale - Libera circolazione dei lavoratori - Parità di trattamento - Imposte sul reddito - Contributi previdenziali - Lavoratore che ha lasciato lo Stato membro d’occupazione nel corso dell’anno civile - Applicazione della regola pro-rata temporis alla riduzione del prelievo dei contributi 1. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1204 – Recupero di sgravi contributivi previsti dalla legge n. 448 del 1998 per insussistenza dell’incremento occupazionale – Per la validità della cartella esattoriale non è indispensabile l’indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell’accertamento precedentemente emesso

per la validità della cartella esattoriale non è indispensabile l'indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell'accertamento precedentemente emesso, essendo sufficiente l'indicazione di circostanze univoche ai fini dell'individuazione di quell'atto, così che resti soddisfatta l'esigenza di controllare la legittimità della procedura di riscossione promossa nei suoi confronti, a tale interpretazione non essendo di ostacolo la previsione contenuta negli artt. 1, comma 2 e 6, comma 1 d.m. Finanze n. 321 del 1999, che nel caso di iscrizione a ruolo o di cartella che conseguano ad un atto precedentemente notificato, richiede l'indicazione degli estremi di tale atto e la relativa data di notifica

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 gennaio 2019, n. 1384 – Il verbale ispettivo del solo Ispettorato del lavoro è privo di efficacia interruttiva della prescrizione del credito contributivo, siccome atto posto in essere da un soggetto (Ispettorato del lavoro) diverso dall’Ente impositore – Difetto di specificità

secondo la quale il citato comma 10 pone come premessa per la riduzione delle sanzioni civili, in caso di ritardato o omesso pagamento dei contributi «derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sulla ricorrenza dell'obbligo contributivo successivamente riconosciuto in sede giurisdizionale o amministrativa in relazione alla particolare rilevanza delle incertezze interpretative che hanno dato luogo alla inadempienza», l'integrale pagamento dei contributi e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali, condizioni queste che non risultano adempiute dalla parte ricorrente

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