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INPS – Messaggio 15 novembre 2018, n. 4253 – Estensione per gli anni 2019 e 2020 dei benefici previdenziali derivanti dall’esposizione all’amianto previsti per i lavoratori di cui all’articolo 1, comma 117, della legge 23 dicembre 2014, n. 190

INPS - Messaggio 15 novembre 2018, n. 4253 Estensione per gli anni 2019 e 2020 dei benefici previdenziali derivanti dall’esposizione all’amianto previsti per i lavoratori di cui all’articolo 1, comma 117, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 Articolo 13-ter del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, [...]

CORTE DI APPELLO DI ROMA – Ordinanza 09 luglio 2018 – Questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375 nella parte in cui impone all’Inps di richiedere alle imprese agricole contributi previdenziali non collegati a soggetti nominativamente individuati bensì sulla base di un fabbisogno presuntivo determinato in forza di una stima tecnica

Questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375 nella parte in cui impone all'Inps di richiedere alle imprese agricole contributi previdenziali non collegati a soggetti nominativamente individuati bensì sulla base di un fabbisogno presuntivo determinato in forza di una stima tecnica

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 ottobre 2018, n. 27108 – L’obbligo dell’INPS nella procedura di verifica (DURC interno), ai sensi dell’art. 1, co. 1176 L. 296/2006, degli sgravi contributivi di dare avviso all’interessato in presenza di irregolarità non determini l’inesigibilità delle differenze contributive rispetto agli sgravi ma, semmai, può comportare una sua responsabilità risarcitoria, per l’impedimento creato al realizzarsi della fattispecie sanante e perdita della chance di fruire degli sgravi

L'obbligo dell'INPS nella procedura di verifica (DURC interno), ai sensi dell'art. 1, co. 1176 L. 296/2006, degli sgravi contributivi di dare avviso all'interessato in presenza di irregolarità non determini l'inesigibilità delle differenze contributive rispetto agli sgravi ma, semmai, può comportare una sua responsabilità risarcitoria, per l'impedimento creato al realizzarsi della fattispecie sanante e perdita della chance di fruire degli sgravi

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 ottobre 2018, n. 27109 – Disconoscimento degli sgravi contributivi per DURC interno irregolare e non si può ritenere che la mancata segnalazione dell’irregolarità ostativa al rilascio del Durc

Sgravi e DURC interno non si può ritenere che la mancata segnalazione dell'irregolarità ostativa al rilascio del Durc, da parte dell'Inps, determini l'inesigibilità delle differenze contributive rispetto agli sgravi, così rovesciando sull'ente previdenziale gli effetti dell'inosservanza di obblighi, quali sono quelli inerenti la regolarità contributiva, che fanno capo, in primis, al datore di lavoro. Semmai, la violazione degli obblighi procedimentali da parte dell'ente previdenziale può comportare una sua responsabilità risarcitoria, per l'impedimento creato al realizzarsi della fattispecie sanante e perdita della chance di fruire degli sgravi, ove si dimostri che l'inadempimento dell'ente ha comportato causalmente un tale danno, ma non è questo l'oggetto di questa controversia

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 ottobre 2018, n. 27239 – Il pagamento della quota annuale di iscrizione all’elenco speciale annesso all’Albo degli Avvocati per l’esercizio della professione forense nell’interesse esclusivo del datore di lavoro è senz’altro rimborsabile dal datore di lavoro

Il pagamento della quota annuale di iscrizione all'elenco speciale annesso all'Albo degli Avvocati per l'esercizio della professione forense nell'interesse esclusivo del datore di lavoro è senz'altro rimborsabile dal datore di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 ottobre 2018, n. 26814 – Mancato rispetto dei minimi retributivi previsti dal CCNL delle cooperative agricole è condizione ostativa al riconoscimento dell’agevolazione – L’allargamento della materia del contendere, rispetto al thema decidendum introdotto con il ricorso introduttivo, non può discendere automaticamente dalle dichiarazioni rese in giudizio da un testimone

è onere dell'appellante fornire la dimostrazione delle singole censure, poiché l'appello, non è più, nella configurazione datagli dal codice vigente, il mezzo per passare da uno all'altro esame della causa, ma una "revisio" fondata sulla denunzia di specifici "vizi" di ingiustizia o nullità della sentenza impugnata. Ne consegue che è onere dell'appellante, quale che sia stata la posizione da lui assunta nella precedente fase processuale, produrre, o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali egli basa il proprio gravame

Corte di Cassazione sentenza n. 26820 depositata il 23 ottobre 2018 – In materia previdenziale, a differenza che in quella civile, il regime della prescrizione già maturata è sottratto alla disponibilità delle parti

nella materia previdenziale, a differenza che in quella civile, il regime della prescrizione già maturata è sottratto alla disponibilità delle parti - ai sensi della L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 9, - anche per le contribuzioni relative a periodi precedenti la entrata in vigore della stessa legge (medesimo art. 3, comma 10) e con riferimento a qualsiasi forma di previdenza obbligatoria. Ne consegue che, una volta esaurito il termine, la prescrizione ha efficacia estintiva (non già preclusiva) - poiché l'ente previdenziale creditore non può rinunziarvi-, opera di diritto ed è rilevabile d'ufficio. Pertanto, una volta devoluta in grado d'appello la questione relativa alla persistenza dell'obbligo contributivo relativo all'anno 1997, non essendo il medesimo obbligo stato estinto per pagamento, non può ritenersi violato il principio devolutivo nell'ipotesi in cui il giudice d'appello ne accerti l'avvenuta prescrizione

Corte di Cassazione ordinanza n. 26842 depositata il 23 ottobre 2018 – Per i crediti derivanti da omesso versamento dei contributi previdenziali e\o assistenziali, costituiscono prove idonee ai fini della emissione del decreto ingiuntivo anche le attestazioni del direttore della sede provinciale dell’ente creditore

per i crediti derivanti da omesso versamento dei contributi previdenziali e\o assistenziali, costituiscono prove idonee ai fini della emissione del decreto ingiuntivo ai sensi dell'art. 635, comma secondo cod. proc. civ., anche le attestazioni del direttore della sede provinciale dell'ente creditore, che possono fornire utili elementi di valutazione anche nell'eventuale, successivo giudizio di opposizione pur non essendo forniti di completa efficacia probatoria, posto che la sentenza impugnata ha ritenuto che le difese della società non fossero riuscite a scalfire il complesso delle specifiche allegazioni contenute negli attestati elaborati dall'Inps

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