DIRITTO PROCESSUALE

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 dicembre 2021, n. 39699 – Il fallimento non può determinare ex se lo scioglimento del rapporto di lavoro, per coordinamento con l’art. 72 l. fall., rimanendo sospeso in attesa della dichiarazione del curatore, il quale può scegliere di proseguirlo, così esercitando una legittima facoltà di subentro nel rapporto, attivandone la prosecuzione con l’obbligo di adempimento per entrambe le parti delle prestazioni corrispettive

Il fallimento non può determinare ex se lo scioglimento del rapporto di lavoro, per coordinamento con l’art. 72 l. fall., rimanendo sospeso in attesa della dichiarazione del curatore, il quale può scegliere di proseguirlo, così esercitando una legittima facoltà di subentro nel rapporto, attivandone la prosecuzione con l'obbligo di adempimento per entrambe le parti delle prestazioni corrispettive

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 dicembre 2021, n. 39531 – È legittima l’ostensione dei dati del beneficiario della posizione previdenziale di un fondo pensione, allorché il richiedente alleghi l’interesse, concreto e non pretestuoso, ad intraprendere un giudizio nei confronti del soggetto in tal modo designato dall’aderente al fondo, come allorché la richiesta provenga dal legittimario del de cuius

È legittima l'ostensione dei dati del beneficiario della posizione previdenziale di un fondo pensione, allorché il richiedente alleghi l'interesse, concreto e non pretestuoso, ad intraprendere un giudizio nei confronti del soggetto in tal modo designato dall'aderente al fondo, come allorché la richiesta provenga dal legittimario del de cuius

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 dicembre 2021, n. 39412 – L’interpretazione degli atti negoziali implica un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, che, come tale, può essere denunciato in sede di legittimità, oltre che per vizio di motivazione, ove quest’ultima non consenta in alcun modo di ricostruire il percorso logico seguito per attribuire all’atto negoziale un determinato contenuto, solo per violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale, di cui gli artt. 1362 e ss. cod. civ.

L'interpretazione degli atti negoziali implica un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, che, come tale, può essere denunciato in sede di legittimità, oltre che per vizio di motivazione, ove quest’ultima non consenta in alcun modo di ricostruire il percorso logico seguito per attribuire all'atto negoziale un determinato contenuto, solo per violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale, di cui gli artt. 1362 e ss. cod. civ.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 dicembre 2021, n. 38895 – Il disposto dell’art. 1304 comma 1 c.c. si riferisce unicamente alla transazione che abbia ad oggetto l’intero debito, e non la sola quota del debitore con cui è stipulata, poiché è la comunanza dell’oggetto della transazione che comporta, in deroga al principio per cui il contratto produce effetti soltanto tra le parti, la possibilità per il condebitore solidale di avvalersene, pur non avendo partecipato alla sua stipulazione

Il disposto dell'art. 1304 comma 1 c.c. si riferisce unicamente alla transazione che abbia ad oggetto l’intero debito, e non la sola quota del debitore con cui è stipulata, poiché è la comunanza dell'oggetto della transazione che comporta, in deroga al principio per cui il contratto produce effetti soltanto tra le parti, la possibilità per il condebitore solidale di avvalersene, pur non avendo partecipato alla sua stipulazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 dicembre 2021, n. 38667 – Il vizio di violazione di legge è integrato dalla deduzione di un’erronea ricognizione, da parte del provvedimento impugnato, della fattispecie astratta recata da una norma di legge, implicante un problema interpretativo

Il vizio di violazione di legge è integrato dalla deduzione di un'erronea ricognizione, da parte del provvedimento impugnato, della fattispecie astratta recata da una norma di legge, implicante un problema interpretativo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 dicembre 2021, n. 38658 – In merito agli effetti sul processo dei vizi della notifica dell’atto di riassunzione regolarmente depositato, ne ha escluso l’estinzione, affermandone la legittimità a condizione che esso contenga gli elementi idonei ad individuare il giudizio che si intende proseguire, e sostenendo la correttezza della decisione dei giudice del merito di concedere un nuovo termine perentorio alla parte procedente

In merito agli effetti sul processo dei vizi della notifica dell'atto di riassunzione regolarmente depositato, ne ha escluso l'estinzione, affermandone la legittimità a condizione che esso contenga gli elementi idonei ad individuare il giudizio che si intende proseguire, e sostenendo la correttezza della decisione dei giudice del merito di concedere un nuovo termine perentorio alla parte procedente. In tema di benefici previdenziali in favore dei lavoratori esposti all'amianto, anche in mancanza di certificazione dell' INAIL spetta al giudice di merito accertare l'esposizione del lavoratore al rischio qualificato ultradecennale, valutando gli elementi probatori in suo possesso, ivi compresi gli atti di indirizzo del Ministero del lavoro, con apprezzamento di situazioni di fatto non suscettibile di riesame, in sede di legittimità, se congruamente motivato

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 dicembre 2021, n. 38209 – In tema di valutazione delle prove solo l’errore di percezione, cadendo sulla ricognizione del contenuto oggettivo della prova, qualora investa una circostanza che ha formato oggetto di discussione tra le parti, è sindacabile ai sensi dell’art. 360 primo comma n. 4 cod.proc.civ. per violazione dell’art. 115 del medesimo codice, norma che vieta di fondare la decisione su prove reputate dal giudice esistenti, ma in realtà mai offerte

In tema di valutazione delle prove solo l'errore di percezione, cadendo sulla ricognizione del contenuto oggettivo della prova, qualora investa una circostanza che ha formato oggetto di discussione tra le parti, è sindacabile ai sensi dell'art. 360 primo comma n. 4 cod.proc.civ. per violazione dell'art. 115 del medesimo codice, norma che vieta di fondare la decisione su prove reputate dal giudice esistenti, ma in realtà mai offerte

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