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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 febbraio 2019, n. 3566 – Ulteriori comportamenti mobizzanti e reintegra nelle originarie mansioni

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 07 febbraio 2019, n. 3566 Demansionamento - Reintegra nelle originarie mansioni - Ulteriori comportamenti mobizzanti - Risarcimento Rilevato che con sentenza dell'11 aprile 2017, la Corte d'Appello di Roma, in riforma della decisione resa dal Tribunale di Roma, a fronte della domanda proposta da M.M. nei confronti di T.I. S.p.A. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 febbraio 2019, n. 3657 – Illegittimità del primo contratto per difetto di specificità del progetto – In tema di giudizio per cassazione, in caso di ricorso predisposto in originale in forma di documento informatico e notificato in via telematica, l’atto nativo digitale notificato deve essere ritualmente sottoscritto con firma digitale, potendo la mancata sottoscrizione determinare la nullità dell’atto stesso, fatta salva la possibilità di ascriverne comunque la paternità certa, in applicazione del principio del raggiungimento dello scopo

qualora una determinata questione giuridica - che implichi accertamenti di fatto - non risulti trattata in alcun modo nella sentenza impugnata, il ricorrente che proponga la suddetta questione in sede di legittimità, al fine di evitare una statuizione di inammissibilità, per novità della censura, ha l’onere non solo di allegare l'avvenuta deduzione della questione dinanzi al giudice di merito, ma anche, per il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, di indicare in quale atto del giudizio precedente lo abbia fatto, onde dar modo alla Corte di controllare "ex actis" la veridicità di tale asserzione, prima di esaminare nel merito la questione stessa.

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Comunicato 07 febbraio 2019 – Stabilizzazione di Lavoratori Socialmente Utili: pubblicata la nuova Guida per la richiesta del contributo

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Comunicato 07 febbraio 2019 Stabilizzazione di Lavoratori Socialmente Utili: pubblicata la nuova Guida per la richiesta del contributo È disponibile da oggi, sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la nuova Guida alla compilazione della domanda per il contributo 2019 per la stabilizzazione di Lavoratori Socialmente [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 febbraio 2019, n. 3662- Nell’ipotesi di ritenuta illegittimità di un unico contratto a termine non possa neppure trovare applicazione il principio di diritto affermato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 5072/2016, perché l’agevolazione probatoria è stata ritenuta necessaria al solo fine di adeguare la norma interna alla direttiva eurounitaria, nella parte in cui impone l’adozione di misure idonee a sanzionare la illegittima reiterazione del contratto.

la partecipazione pubblica non muta la natura di soggetto privato della società la quale, quindi, resta assoggettata al regime giuridico proprio dello strumento privatistico adoperato, salve specifiche disposizioni di segno contrario o ragioni ostative di sistema che portino ad attribuire rilievo alla natura pubblica del capitale impiegato e del soggetto che possiede le azioni della persona giuridica

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 febbraio 2019, n. 3481 – Retribuzione sarà riproporzionata all’orario effettivamente svolto – I vizi dell’attività del giudice che possano comportare la nullità della sentenza o del procedimento, rilevanti ex art. 360, comma 1, n. 4, cod. proc. civ., non sono posti a tutela di un interesse all’astratta regolarità dell’attività giudiziaria, ma a garanzia dell’eliminazione del pregiudizio concretamente subito dal diritto di difesa in dipendenza del denunciato error in procedendo

l'interpretazione del contratto e degli atti di autonomia privata costituisce un'attività riservata al giudice di merito, ed è censurabile in sede di legittimità soltanto per violazione dei criteri legali di ermeneutica contrattuale ovvero per vizi di motivazione, qualora la stessa risulti contraria a logica o incongrua, cioè tale da non consentire il controllo del procedimento logico seguito per giungere alla decisione. In questa prospettiva è stato, infatti, puntualizzato che ai fini della censura di violazione dei canoni ermeneutici, non è sufficiente l'astratto riferimento alle regole legali di interpretazione, ma è necessaria la specificazione dei canoni in concreto violati, con la precisazione del modo e delle considerazioni attraverso i quali il giudice se ne è discostato mentre la denuncia del vizio di motivazione dev'essere, invece, effettuata mediante la precisa indicazione delle lacune argomentative, ovvero delle illogicità consistenti nell'attribuzione agli elementi di giudizio di un significato estraneo al senso comune, oppure con l'indicazione dei punti inficiati da mancanza di coerenza logica, e cioè connotati da un'assoluta incompatibilità razionale degli argomenti, sempre che questi vizi emergano appunto dal ragionamento logico svolto dal giudice di merito, quale risulta dalla sentenza. In ogni caso, per sottrarsi al sindacato di legittimità, non è necessario che quella data dal giudice sia l'unica interpretazione possibile, o la migliore in astratto, sicché, quando di una clausola siano possibili due o più interpretazioni, non è consentito alla parte, che aveva proposto I' interpretazione disattesa dal giudice, dolersi in sede di legittimità del fatto che ne sia stata privilegiata un'altra

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 febbraio 2019, n. 3464 – Erronea qualificazione del rapporto di lavoro subordinato – Definizione del contratto di apprendistato

Il contratto di apprendistato, anche nel regime normativo di cui alla l. n. 25 del 1955, si configura come rapporto di lavoro a tempo indeterminato a struttura bifasica, nel quale la prima fase è contraddistinta da una causa mista (al normale scambio tra prestazione di lavoro e retribuzione si aggiunge l'elemento specializzante costituito dallo scambio tra attività lavorativa e formazione professionale), mentre, nella seconda, soltanto residuale, perché condizionata al mancato recesso ex art. 2118 c.c., il rapporto (unico) continua con la causa tipica del lavoro subordinato; ne consegue che, nel caso di licenziamento intervenuto nel corso del periodo di formazione, è inapplicabile la disciplina relativa al licenziamento "ante tempus" nel rapporto di lavoro a tempo determinato

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 febbraio 2019, n. 3463 – Nelle realtà aziendali complesse, in cui la sostituzione non è riferita ad una singola persona ma piuttosto ad una funzione produttiva specifica occasionalmente scoperta), sia necessaria l’indicazione del nominativo della persona da sostituire

in presenza di una ipotesi di c.d. scorrimento, che questa corte ha ritenuto legittimo, sul rilievo che il lavoratore assunto a termine non deve essere necessariamente destinato alle medesime mansioni o allo stesso posto del lavoratore assente, atteso che la sostituzione ipotizzata dalla norma va intesa nel senso più confacente alle esigenze dell'impresa; pertanto, non può essere disconosciuta all'imprenditore - nell'esercizio del potere di autorganizzazione - la facoltà di disporre (in conseguenza dell'assenza di un dipendente) l'utilizzazione del personale, incluso il lavoratore a termine, mediante i più opportuni spostamenti interni, con conseguente realizzazione di un insieme di sostituzioni successive per scorrimento a catena, sempre che vi sia una correlazione tra assenza ed assunzione a termine, nel senso che la seconda deve essere realmente determinata dalla necessità creatasi nell'azienda per effetto della prima. Ciò sia con riferimento ai contratti stipulati ai sensi dell'art. 23 legge 28.2.1987 n. 56,

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 febbraio 2019, n. 3317 – In materia di pubblico impiego privatizzato, nell’ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria prevista dall’art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001, va interpretata in conformità al canone di effettività della tutela affermato dalla Corte di Giustizia UE – Esclusione della conversione dei contratti in rapporto a tempo indeterminato, essendo a ciò ostativa la chiara previsione dell’art. 36 del d.lgs. n. 165/2001

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 05 febbraio 2019, n. 3317 Contratti di lavoro a tempo determinato - Nullità - Conversione in un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato - Violazione del D.Lgs. n. 368/2001 Rilevato che 1. la Corte di Appello di Firenze ha parzialmente accolto l'appello proposto da C.G. e P.C. avverso la [...]

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