lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 febbraio 2019, n. 4819 – Il lavoratore che deduce l’insufficienza della retribuzione corrispostagli dal datore di lavoro deve provarne solo l’entità, e non anche l’insufficienza, spettando al giudice di valutarne la conformità ai criteri indicati dall’art. 36 Cost.

in tema di giudizio di cassazione, è inammissibile per carenza di interesse il ricorso incidentale condizionato allorchè proponga censure che non sono dirette contro una statuizione della sentenza di merito, ma sono relative a questioni sulle quali il giudice di appello non si è pronunciato, ritenendole assorbite, atteso che in relazione a tali questioni manca la soccombenza che costituisce il presupposto dell'impugnazione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 febbraio 2019, n. 4687 – I crediti di lavoro relativi ai singoli emolumenti retributivi periodici, soggetti alla prescrizione quinquennale ai sensi dell’art. 2948 n.4 e n.5 c.c., sono sottoposti anche , alla concorrente prescrizione presuntiva prevista dagli artt. 2955 c.c. n.2 e n. 2956 c.c.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 18 febbraio 2019, n. 4687 Rapporto di lavoro - Superiore inquadramento - Differenze retributive - TFR Fatti di causa Il Tribunale di Potenza, in accoglimento dell'eccezione di prescrizione presuntiva sollevata ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 2955 n. 2 e 2956 n. l c.c. dalla s.r.l. F. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 febbraio 2019, n. 4082 – In tema di ricorso per cassazione costituisce fatto (o punto) decisivo ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ. quello la cui differente considerazione è idonea a comportare, con certezza, una decisione diversa

In tema di plurime obbligazioni pecuniarie relative al medesimo rapporto contrattuale di durata, la domanda del lavoratore che, dopo aver ottenuto la condanna del datore di lavoro passata in giudicato al pagamento delle differenze retributive dovute per un rapporto qualificato come apprendistato, chieda successivamente la retrodatazione del medesimo rapporto e la simulazione dell'apprendistato, al fine di ottenere il riconoscimento di ulteriori somme, non costituisce abusivo frazionamento del credito, in considerazione dell'apprezzabile interesse a conseguire subito quanto facilmente accertabile, anche in via monitoria, con salvezza delle ulteriori ragioni creditorie all’esito del complesso giudizio di simulazione, non coperta dal precedente giudicato, essendo diverse le circostanze di fatto poste dal lavoratore a base delle due pretese

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 febbraio 2019, n. 4079 – Indennità speciale per il personale escluso dal rispetto dei limiti di orario – L’interpretazione di un atto negoziale è tipico accertamento in fatto, incensurabile in sede di legittimità, se non per violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale, di cui all’art. 1362 cod. civ. e segg., o per vizio di motivazione

il contratto di lavoro non è riportato integralmente (e neppure nei passaggi salienti ai fini del richiesto controllo) mentre colui che intenda dolersi dell'erronea valutazione di un documento da parte del giudice di merito, ha il duplice onere imposto dall'art. 366, comma 1, nr. 6 cod. proc.civ. di produrlo agli atti (indicando esattamente nel ricorso in quale fase processuale ed in quale fascicolo di parte si trovi il documento in questione) e di indicarne il contenuto, con la conseguenza che, in caso di violazione anche di uno soltanto di tali oneri, il ricorso (recte il motivo) è inammissibile

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 febbraio 2019, n. 4084 – Diritto ad essere reinquadrato ed il pagamento delle differenze retributive a seguito ricostruzione carriera

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 12 febbraio 2019, n. 4084 Diritto al reinquadramento - Differenze retributive - Ricostruzione carriera Rilevato 1. Che con la domanda di cui al ricorso di primo grado I.D.C., premesso che con sentenza n. 7260/2001 resa dal Tribunale di Palermo (quale giudice di secondo grado), passata in giudicato, gli era stato [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 febbraio 2019, n. 4430 – Per i contratti a termine l’indicazione delle ragioni giustificative, per quanto concerne le esigenze sostitutive in realtà economiche complesse (come le società interessate nelle fattispecie in esame), non deve includere anche il nominativo dei lavoratori da sostituire

il computo del termine di decadenza dall'impugnazione ex art. 327 c p.c. va operato, ai sensi degli artt. 155, comma 2, c p.c. e 2963, comma 4 c.c., non "ex numero" bensì "exnominationedierum", sicché, indipendentemente dall'effettivo numero dei giorni compresi nel periodo, il termine scade allo spirare della mezzanotte del giorno del mese corrispondente a quello in cui il termine ha cominciato a decorrere.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 febbraio 2019, n. 4426 – L’onere di specificazione delle ragioni giustificatrici del contratto a tempo determinato è correlato alla finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell’apposizione del termine e la non modificabilità della stessa nel corso del rapporto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 14 febbraio 2019, n. 4426 Contratti somministrazione di lavoro a tempo determinato - Causali - Onere di specificazione delle ragioni giustificatrici Rilevato che Che la corte d'appello di Roma con sentenza n. 75 del 2013 ha respinto l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Roma che aveva rigettato la domanda [...]

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