lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 febbraio 2019, n. 3196 – In tema di requisiti per l’assunzione, qualora in una norma secondaria sia prevista una statura minima identica per uomini e donne, in contrasto con il principio di uguaglianza, perché presupponga erroneamente la non sussistenza della diversità di statura mediamente riscontrabile tra uomini e donne e comporti una discriminazione indiretta a sfavore di queste ultime, il giudice ordinario ne apprezza, incidentalmente, la legittimità ai fini della disapplicazione, valutando in concreto la funzionalità del requisito richiesto rispetto alle mansioni

le discriminazioni, fondate sul sesso, definite "indirette" si distinguano da quelle dirette. Ed è stato ancora recentemente ribadito (Cass. 5 aprile 2016, n. 6575) che soltanto le disposizioni, i criteri o le prassi che integrino le prime possono, in forza dell'art. 2, n. 2, secondo trattino della direttiva n. 76/207/CEE, evitare la qualifica di discriminazione, a condizione che siano "giustificati da una finalità legittima e i mezzi impiegati per il (loro) conseguimento siano appropriati e necessari" (art. 25, secondo comma d.Ig. 198/2006), mentre una siffatta possibilità non è prevista per le disparità di trattamento atte a costituire discriminazioni dirette, al sensi dell'art. 2, n. 2, primo trattino, di tale direttiva (Corte giustizia UE 18 novembre 2010, procedimento C-356/09).

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3140 – Consorzio di Bonifica – Reiterati rapporti a tempo determinato

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3140 Consorzio di Bonifica - Reiterati rapporti a tempo determinato - Trasformazione - Rapporto a tempo indeterminato Fatti di causa La Corte d'Appello di Catania, a conferma della sentenza del Tribunale di Caltagirone, ha riconosciuto la trasformazione dei reiterati rapporti a tempo determinato intercorsi dal 2000 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 gennaio 2019, n. 2759 – Il contratto collettivo di diritto comune, quale fonte contrattuale del rapporto di lavoro, integra un elemento del fatto costitutivo del diritto che la parte attrice ha l’onere di allegare nel processo

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 gennaio 2019, n. 2759 Inquadramento nel livello superiore - Orario di lavoro superiore a quello contrattuale pattuito - Pagamento di differenze retributive - Previsione CCNL sulla progressione di livello automatica per anzianità Rilevato che 1. la Corte d'appello di Brescia confermava la sentenza del Tribunale di Bergamo che aveva [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 gennaio 2019, n. 2724 – La qualificazione giuridica del rapporto di lavoro è censurabile in sede di legittimità soltanto limitatamente alla scelta dei parametri normativi di individuazione della natura subordinata o autonoma del rapporto

la valutazione delle emergenze probatorie, come la scelta, tra le varie risultanze, di quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono apprezzamenti di fatto riservati al giudice del merito, il quale nel porre a fondamento della propria decisione una fonte di prova con esclusione di altre, non incontra altro limite che quello di indicare le ragioni del proprio convincimento, senza essere tenuto a discutere ogni singolo elemento o a confutare tutte le deduzioni difensive

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 gennaio 2019, n. 2439 – Il requisito fondamentale del rapporto di lavoro subordinato è il vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro

"requisito fondamentale del rapporto di lavoro subordinato - ai fini della sua distinzione dal rapporto di lavoro autonomo - è il vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, il quale discende dall'emanazione di ordini specifici, oltre che dall'esercizio di una assidua attività di vigilanza e controllo dell'esecuzione delle prestazioni lavorative. L'esistenza di tale vincolo va concretamente apprezzata con riguardo alla specificità dell'incarico conferito al lavoratore e al modo della sua attuazione, fermo restando che ogni attività umana economicamente rilevante può essere oggetto sia di rapporto di lavoro subordinato sia di rapporto di lavoro autonomo. In sede di legittimità è censurabile solo la determinazione dei criteri generali e astratti da applicare al caso concreto, mentre costituisce accertamento di fatto incensurabile in tale sede, se sorretto da motivazione adeguata e immune da vizi logici e giuridici - la valutazione delle risultanze processuali che hanno indotto il giudice ad includere il rapporto controverso nell'uno o nell'altro schema contrattuale"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 gennaio 2019, n. 2290 – Responsabilità solidale committente per le quote tfr maturate nell’esecuzione dell’appalto

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 gennaio 2019, n. 2290 Società appaltatrici - Tfr - Quote tfr maturate nell'esecuzione dell'appalto - Responsabilità solidale committente Fatti di causa 1. Con sentenza n. 3576/2016 la Corte di appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado che aveva respinto la opposizione di T. s.p.a. avverso il [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 gennaio 2019, n. 2024 – Sussistenza delle ragioni giustificative per i contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato – Insussistenza di intenti elusivi della normativa contrattuale

le indicazioni delle ragioni giustificative, che per quanto riguarda le esigenze sostitutive non devono comprendere, in realtà economiche complesse (come le società interessate nelle fattispecie in esame) anche il nominativo dei lavoratori da sostituire (cfr. ex aliis Cass. n. 10068/2013; Cass. n. 1246/2016), non è generica ed esplicita il collegamento tra previsione astratta e situazione concreta (cfr. Cass. n. 9121/2016; Cass. n. 17540/2014; Cass. n. 20001/2014), al fine di consentirne lo scrutinio in sede giudiziaria.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1844 – Accertamento della fittizia interposizione – Risoluzione del rapporto per mutuo consenso

in tema di ricorso per cassazione, qualora la motivazione della pronuncia impugnata sia basata su una pluralità di ragioni, convergenti o alternative, autonome l'una dall'altra, e ciascuna da sola idonea a supportare il relativo dictum, la resistenza di una di esse all'impugnazione rende del tutto ultronea la verifica di ogni ulteriore censura, perché l'eventuale accoglimento di tutte o di una di esse mai condurrebbe alla cassazione della pronuncia suddetta

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