lavoro

L’imposta sostitutiva su aumenti retributivi, indennità di turno, lavoro notturno e festivo nella legge di bilancio 2026

Con la legge 30 dicembre 2025, n. 199 (c.d. Legge di Bilancio 2026), il legislatore ha introdotto due distinti regimi agevolativi di imposta sostitutiva IRPEF e addizionali nel settore privato per il periodo d’imposta 2026: un regime destinato agli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, disciplinato all’art. 1, comma 7; un regime autonomo destinato alle [...]

Demansionamento e risarcimento del danno: profili probatori e liquidazione secondo i giudici di legittimità

La Suprema Corte con l'Ordinanza n. 1195 del 20 gennaio 2026  – Sezione Lavoro ha fornito un contributo sull’interpretazione delle categorie giuridiche che articolano il fenomeno del demansionamento, con particolare riguardo alla prova e quantificazione del danno patrimoniale e non patrimoniale del lavoratore. Il caso concreto La vicenda trae origine dal rapporto di lavoro intercorso [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32433 depositata il 12 dicembre 2025 – La lavoratrice ha diritto di continuare ad usufruire della corresponsione dell’indennità, essendo previsto, dall’art. 24 d.lgs. n. 151 del 2001 il prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per la cessazione dell’attività dell’azienda che si verifichino durante i periodi di congedo per maternità previsti dall’art. 17 della legge n. 151 del 2001

La lavoratrice ha diritto di continuare ad usufruire della corresponsione dell’indennità, essendo previsto, dall’art. 24 d.lgs. n. 151 del 2001 il prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per la cessazione dell’attività dell'azienda che si verifichino durante i periodi di congedo per maternità previsti dall’art. 17 della legge n. 151 del 2001

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32680 depositata il 15 dicembre 2025 – Il criterio della cd. mensilizzazione – in virtù del quale la retribuzione mensile, insensibile alle variazioni orarie, è corrisposta ai lavoratori in misura fissa – non esclude la necessità, ai fini della commisurazione di altri istituti retributivi, di individuare il valore della retribuzione mensile oraria, la quale va individuata attraverso l’utilizzo del parametro convenzionale del divisore 173, da impiegare per tutti i lavoratori, senza che occorra procedere ad un riproporzionamento per quei dipendenti (turnisti, a doppio turno, ecc.) che osservano un orario inferiore alle 40 ore settimanali ed alle 173 ore mensili

Il criterio della cd. mensilizzazione - in virtù del quale la retribuzione mensile, insensibile alle variazioni orarie, è corrisposta ai lavoratori in misura fissa - non esclude la necessità, ai fini della commisurazione di altri istituti retributivi, di individuare il valore della retribuzione mensile oraria, la quale va individuata attraverso l'utilizzo del parametro convenzionale del divisore 173, da impiegare per tutti i lavoratori, senza che occorra procedere ad un riproporzionamento per quei dipendenti (turnisti, a doppio turno, ecc.) che osservano un orario inferiore alle 40 ore settimanali ed alle 173 ore mensili

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 31367 depositata il 1° dicembre 2025 – Ove non sia configurabile una condotta di mobbing, per l’insussistenza di un intento persecutorio idoneo ad unificare la pluralità continuata di comportamenti pregiudizievoli, può pur sempre essere ravvisabile la violazione dell’art. 2087 c.c. nel caso in cui il datore di lavoro consenta, anche colposamente, il mantenersi di un ambiente stressogeno fonte di danno alla salute dei lavoratori ovvero ponga in essere comportamenti, anche in sé non illegittimi, ma tali da poter indurre disagi o stress

Ove non sia configurabile una condotta di mobbing, per l'insussistenza di un intento persecutorio idoneo ad unificare la pluralità continuata di comportamenti pregiudizievoli, può pur sempre essere ravvisabile la violazione dell'art. 2087 c.c. nel caso in cui il datore di lavoro consenta, anche colposamente, il mantenersi di un ambiente stressogeno fonte di danno alla salute dei lavoratori ovvero ponga in essere comportamenti, anche in sé non illegittimi, ma tali da poter indurre disagi o stress

Responsabilità datoriale e ambiente di lavoro stressogeno ex art. 2087 c.c.: Mobbing, straining e costrittività organizzativa

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 31367 depositata il 1° dicembre 2025, si è pronunciata in tema di responsabilità datoriale ai sensi dell’art. 2087 c.c. e della disciplina antistress nel rapporto di lavoro. Il caso di specie e il profilo di merito La vicenda trae origine dalla decisione della Corte d’Appello di Ancona, [...]

La disciplina del lavoro occasionale in agricoltura a seguito della legge n. 199 del 2025: profili sistematici e criticità applicative

La legge n. 199 del 2025 segna un passaggio rilevante nel processo di razionalizzazione della disciplina del lavoro agricolo, intervenendo in modo strutturale su un istituto che, negli ultimi anni, aveva conosciuto una regolazione frammentaria e di natura eminentemente sperimentale: il lavoro occasionale in agricoltura. Con tale intervento, il legislatore abbandona definitivamente la logica della [...]

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