licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 novembre 2020, n. 24605 – In tema di licenziamento per giusta causa, mentre spetta al giudice di merito verificare in concreto quando un potenziale illecito disciplinare sia stato scoperto nei suoi connotati sufficienti a consentirne la contestazione in via disciplinare, costituisce questione di diritto, sindacabile in sede di legittimità, determinare se l’arco temporale intercorso tra la scoperta dell’illecito disciplinare e la sua contestazione dia luogo, o meno, a violazione del diritto di difesa del lavoratore

In tema di licenziamento per giusta causa, mentre spetta al giudice di merito verificare in concreto quando un potenziale illecito disciplinare sia stato scoperto nei suoi connotati sufficienti a consentirne la contestazione in via disciplinare, costituisce questione di diritto, sindacabile in sede di legittimità, determinare se l'arco temporale intercorso tra la scoperta dell'illecito disciplinare e la sua contestazione dia luogo, o meno, a violazione del diritto di difesa del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 novembre 2020, n. 24601 – Il licenziamento disciplinare è giustificato nei casi in cui i fatti attribuiti al prestatore d’opera rivestano il carattere di grave violazione degli obblighi del rapporto di lavoro, tale da ledere irrimediabilmente l’elemento fiduciario

Il licenziamento disciplinare è giustificato nei casi in cui i fatti attribuiti al prestatore d'opera rivestano il carattere di grave violazione degli obblighi del rapporto di lavoro, tale da ledere irrimediabilmente l'elemento fiduciario

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 ottobre 2020, n. 23927 – In caso di licenziamento intimato nel corso o al termine del periodo di prova incombe al lavoratore stesso, che deduca in sede giurisdizionale la nullità di tale recesso, l’onere di provare, secondo la regola generale stabilita dall’art. 2697 c.c., sia il positivo superamento del periodo di prova, sia che il recesso è stato determinato da motivo illecito e quindi, estraneo alla funzione del patto di prova

In caso di licenziamento intimato nel corso o al termine del periodo di prova incombe al lavoratore stesso, che deduca in sede giurisdizionale la nullità di tale recesso, l'onere di provare, secondo la regola generale stabilita dall'art. 2697 c.c., sia il positivo superamento del periodo di prova, sia che il recesso è stato determinato da motivo illecito e quindi, estraneo alla funzione del patto di prova

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 ottobre 2020, n. 23617 – Licenziamento verbale e condanna dei soci di snc a seguito della cancellazione della società dal Registro delle imprese

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 ottobre 2020, n. 23617 Licenziamento verbale - Cancellazione della società dal Registro delle imprese - Differenze retributive - Condanna dei soci di snc Rilevato che 1. Con sentenza n. 1730 depositata il 24.3.2016, la Corte d’appello di Roma, a parziale riforma della pronuncia del Tribunale di Frosinone, ha dichiarato l'inefficacia [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 ottobre 2020, n. 23614 – Esclusione della tardività della contestazione nel licenziamento disciplinare

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 ottobre 2020, n. 23614 Licenziamento disciplinare - Esclusione della tardività della contestazione - Difetto di lesione del diritto di difesa - Rinuncia all'assistenza di un rappresentante sindacale Rilevato che 1. con sentenza 20 settembre 2018, la Corte d'appello di L'Aquila rigettava il reclamo proposto da G.G. avverso la sentenza [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 ottobre 2020, n. 23155 – Licenziamento per superamento del periodo di comporto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 ottobre 2020, n. 23155 Licenziamento per superamento del periodo di comporto - Reintegro del dipendente nelle mansioni svolte - Mancata applicazione della c.d. equità integrativa e del comporto per sommatoria - Canoni legali di ermeneutica contrattuale - Interpretazione delle clausole di un contratto collettivo - Senso letterale delle parole [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 ottobre 2020, n. 22063 – In caso di illegittimità del licenziamento, il diritto riconosciuto al lavoratore dalla L. n. 300 del 1970, art. 18, comma 5 di optare fra la reintegrazione nel posto di lavoro e l’indennità sostitutiva prevista dal quinto comma dell’art. 18 citato, in quanto esercizio di un diritto potestativo che nasce dalla declaratoria dell’illegittimità del licenziamento ha natura di atto negoziale autonomo, non soggiace agli effetti espansi della sentenza di riforma previsti dall’art. 336 c.p.c.

In caso di illegittimità del licenziamento, il diritto riconosciuto al lavoratore dalla L. n. 300 del 1970, art. 18, comma 5 di optare fra la reintegrazione nel posto di lavoro e l'indennità sostitutiva prevista dal quinto comma dell'art. 18 citato, in quanto esercizio di un diritto potestativo che nasce dalla declaratoria dell'illegittimità del licenziamento ha natura di atto negoziale autonomo, non soggiace agli effetti espansi della sentenza di riforma previsti dall'art. 336 c.p.c.

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