licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 dicembre 2019, n. 34132 – In tema di licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore, derivante da una condizione di handicap, sussiste l’obbligo della previa verifica, a carico del datore di lavoro, della possibilità di adattamenti organizzativi nei luoghi di lavoro – purché comportanti un onere finanziario proporzionato alle dimensioni e alle caratteristiche dell’impresa e nel rispetto delle condizioni di lavoro dei colleghi dell’invalido – ai fini della legittimità del recesso

In tema di licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore, derivante da una condizione di handicap, sussiste l'obbligo della previa verifica, a carico del datore di lavoro, della possibilità di adattamenti organizzativi nei luoghi di lavoro - purché comportanti un onere finanziario proporzionato alle dimensioni e alle caratteristiche dell'impresa e nel rispetto delle condizioni di lavoro dei colleghi dell'invalido - ai fini della legittimità del recesso

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 dicembre 2019, n. 33705 – Il licenziamento intimato oralmente deve ritenersi giuridicamente inesistente e, come tale, da un lato, non richiede impugnazione del termine di decadenza di cui all’art. 6 della I. n. 604 del 1966 e, dall’altro, non incide sulla continuità del rapporto di lavoro e, quindi, sul diritto del lavoratore alla retribuzione sino alla riammissione in servizio

in relazione ad imprese assoggettate alla disciplina sui licenziamenti individuali di cui alle leggi nn. 604 del 1966 e 108 del 1990, il licenziamento intimato oralmente deve ritenersi giuridicamente inesistente e, come tale, da un lato, non richiede impugnazione del termine di decadenza di cui all'art. 6 della I. n. 604 del 1966 e, dall'altro, non incide sulla continuità del rapporto di lavoro e, quindi, sul diritto del lavoratore alla retribuzione sino alla riammissione in servizio

Corte di Cassazione sentenza n. 32258 depositata il 10 dicembre 2019 – La responsabilità dirigenziale per “violazione di direttive”, proprio perché presuppone uno stretto collegamento con il raggiungimento dei risultati programmati, deve riferirsi a quelle direttive che siano strumentali al perseguimento dell’obiettivo assegnato al dirigente perché solo in tal caso la loro violazione può incidere negativamente sul risultato, in via anticipata rispetto alla verifica finale

La responsabilità dirigenziale per "violazione di direttive", proprio perché presuppone uno stretto collegamento con il raggiungimento dei risultati programmati, deve riferirsi a quelle direttive che siano strumentali al perseguimento dell'obiettivo assegnato al dirigente perché solo in tal caso la loro violazione può incidere negativamente sul risultato, in via anticipata rispetto alla verifica finale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 dicembre 2019, n. 32255 – Nell’ambito del rapporto di lavoro privato, il compimento dell’età pensionabile da parte del lavoratore non ha effetti risolutivi automatici, ma determina l’inizio del regime di recedibilità “ad nutum”, attribuendo al datore di lavoro il potere di far cessare immediatamente il rapporto, purché il lavoratore, fuori dall’ipotesi di recesso per giusta causa, abbia avuto la possibilità di giovarsi del periodo di preavviso grazie a una tempestiva intimazione del licenziamento ai sensi dell’art. 2118 c.c., valida anche se intervenuta durante il periodo di recedibilità causale

Nell'ambito del rapporto di lavoro privato, il compimento dell'età pensionabile da parte del lavoratore non ha effetti risolutivi automatici, ma determina l'inizio del regime di recedibilità "ad nutum", attribuendo al datore di lavoro il potere di far cessare immediatamente il rapporto, purché il lavoratore, fuori dall'ipotesi di recesso per giusta causa, abbia avuto la possibilità di giovarsi del periodo di preavviso grazie a una tempestiva intimazione del licenziamento ai sensi dell'art. 2118 c.c., valida anche se intervenuta durante il periodo di recedibilità causale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 dicembre 2019, n. 32072 – In tema di licenziamento collettivo, la sufficienza e la adeguatezza della comunicazione di avvio della procedura vanno valutate in relazione alla finalità della corretta informazione delle organizzazioni sindacali

In tema di licenziamento collettivo, la sufficienza e la adeguatezza della comunicazione di avvio della procedura vanno valutate in relazione alla finalità della corretta informazione delle organizzazioni sindacali

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 dicembre 2019, n. 31946 – In materia di trasferimento di imprese assoggettate a procedura concorsuale o di rami di esse, l’art. 47, comma 5, della L. n. 428 del 1990, ha previsto ampia facoltà, per l’impresa subentrante, di concordare condizioni contrattuali per l’assunzione ex novo dei lavoratori, in deroga a quanto dettato dall’art. 2112 cod.civ. nonché la possibilità di escludere parte del personale eccedentario dal passaggio

In materia di trasferimento di imprese assoggettate a procedura concorsuale o di rami di esse, l'art. 47, comma 5, della L. n. 428 del 1990, ha previsto ampia facoltà, per l'impresa subentrante, di concordare condizioni contrattuali per l'assunzione ex novo dei lavoratori, in deroga a quanto dettato dall'art. 2112 cod.civ. nonché la possibilità di escludere parte del personale eccedentario dal passaggio, in quanto tale derogabilità, laddove prevista dall'accordo sindacale, anche se peggiorativa del trattamento dei lavoratori, si giustifica con lo scopo di conservare i livelli occupazionali

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 dicembre 2019, n. 32074 – Licenziamento per utilizzo improprio ed arbitrario di somme detenute per conto della società datrice di lavoro con conseguente rottura del vincolo fiduciario

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 09 dicembre 2019, n. 32074 Licenziamento - Qualifica di coordinatrice - Codatorialità - Elementi istruttori - Utilizzo improprio ed arbitrario di somme detenute per conto della società datrice di lavoro - Giustificazioni scritte - Rottura del vincolo fiduciario Rilevato che 1. Con ricorso depositato in data 8.6.2012 F.S. ha adito [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2019, n. 31834 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo ed oneri di allegazione e prova dell’impossibilità di <> fanno interamente capo alla parte datrice

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 05 dicembre 2019, n. 31834 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Illegittimità - Indennità risarcitoria - Impossibilità di repechage - Onere probatorio Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Roma, pronunziando in sede di reclamo ex lege n. 92 del 2012, in riforma della sentenza di primo grado, ritenuta [...]

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