licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 marzo 2019, n. 7167 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo ed accertamento dell’insussistenza di un effettivo collegamento tra il riassetto organizzativo e la soppressione del posto di lavoro

il nuovo regime sanzionatorio introdotto dalla l. n. 92 del 2012 in tema di recesso datoriale per giustificato motivo oggettivo prevede, come regola, il pagamento a favore del lavoratore di un'indennità risarcitoria compresa tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilità, mentre riserva il ripristino del rapporto, oltre ad un risarcimento che non può superare le dodici mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, alle ipotesi eccezionali connotate - in luogo del mero difetto degli "estremi" della fattispecie - dalla manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 marzo 2019, n. 7064 – L’ordine di reintegrazione nel posto di lavoro presuppone la persistenza del rapporto e quindi l’inidoneità del licenziamento illegittimo a produrre il suo effetto estintivo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 12 marzo 2019, n. 7064 Licenziamento per giusta causa - Illegittimità - Accertamento giudiziale - Reintegrazione nel posto di lavoro Fatti di causa 1. La Corte di appello di Potenza, confermando la sentenza del Tribunale della medesima sede, ha - con sentenza n. 104 del 6.7.2017 - respinto la domanda [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 marzo 2019, n. 6950 – Contratto di collaborazione coordinata e continuativa con carenza del progetto per cui si ha la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato

la nozione di giustificatezza del licenziamento del dirigente non si identifica con quella di giusta causa o giustificato motivo del licenziamento della legge n. 604 del 1966, ex art. 1; conseguentemente, fatti o condotte non integranti una giusta causa o un giustificato motivo di licenziamento con riguardo ai generali rapporti di lavoro subordinato ben possono giustificare il licenziamento, per cui, ai fini della giustificatezza del medesimo, può rilevare qualsiasi motivo, purché apprezzabile sul piano del diritto, idoneo a turbare il legame di fiducia con il datore, nel cui ambito rientra l'ampiezza dei poteri attribuiti al dirigente. La valutazione dell'idoneità del fatto materiale ad integrare la giustificatezza è rimessa al giudice di merito ed in sede di legittimità resta sindacabile solo per vizi di motivazione (cfr. Cass. n. 4614 del 2006; in senso conforme, nel senso che la giustificatezza si identifica con la ragionevolezza e non arbitrarietà o pretestuosità

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 marzo 2019, n. 6948 – Licenziamento e violazione dell’obbligo di repechage – Assunzione di un nuovo dipendente con contratto a tempo determinato e parziale

qualora la riorganizzazione imprenditoriale sia modulata, non già sulla soppressione tout court della posizione lavorativa, ma piuttosto sulla riduzione di personale in una porzione dell'ambito organizzativo, si pone una questione (invece inconferente nella diversa ipotesi di soppressione di posizione lavorativa: Cass. 7 giugno 2017, n. 14178) di valutazione comparativa tra lavoratori di pari livello, interessati dalla riduzione ed occupati in posizione di piena fungibilità (Cass. 21 dicembre 2016, n. 26467; Cass. 14 giugno 2007 n. 13876; Cass. 3 aprile 2006, n. 7752). E che essa deve essere compiuta nel rispetto del principio di correttezza e buona fede nell'individuare il dipendente da licenziare

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 marzo 2019, n. 6936 – Ove una modifica normativa introduca un termine di decadenza prima non previsto, la nuova disciplina opera anche per le situazioni soggettive già in essere, ma la decorrenza del termine resta fissata con riferimento all’entrata in vigore della modifica legislativa

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 marzo 2019, n. 6936 Licenziamento orale - Accertamento - Nuova assunzione presso lo stesso datore di lavoro - Prova della natura subordinata del rapporto di lavoro Fatti di causa 1) Con sentenza 14.2.2007 n.673 la corte d'Appello di Trento, in parziale riforma della sentenza del tribunale della stessa città, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 marzo 2019, n. 6935 – Risoluzione anticipate del contratto a temine e mancato rispetto del più breve termine di preavviso previsto dal CCNL sopravvenuto

i rapporti di successione temporale tra contratti collettivi non sono regolati dall'art. 2077 cod. civ., ma dal principio della libera volontà delle parti stipulanti ed in particolare, con riguardo ai rapporti tra contratti collettivi di livello diverso (nazionali, regionali, provinciali e aziendali), ha escluso che si applichi il criterio gerarchico, che comporterebbe la prevalenza della disciplina di livello superiore, o quello temporale, che è determinante solo nell'ipotesi di successione dei contratti collettivi con identità di soggetti stipulanti, evidenziando che ciò che rileva è il principio di autonomia (e, reciprocamente, di competenza) alla stregua del collegamento funzionale che le associazioni sindacali, nell'esercizio della loro autonomia, pongono, mediante statuti o altri idonei atti di limitazione, fra i vari gradi o livelli della struttura organizzativa e della corrispondente attività

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6225 – Accertamento della intercorrenza tra le parti rapporto di un rapporto di lavoro subordinato ed illegittimità del licenziamento verbale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6225 Licenziamento verbale - Sussistenza di un rapporto di un rapporto di lavoro subordinato - Socio - Accertamento Rilevato che con sentenza del 20- 28 febbraio 2017 numero 468 la Corte d'Appello di Bari confermava la sentenza del Tribunale di Foggia e, per l'effetto, respingeva la [...]

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